
Il Natale NBA è sempre spettacolo. La capacità della Lega di attrarre l’attenzione quando tutti, anche da questa parte dell’Oceano sono intenti a mangiare il panettone e a giocare a setteemezzo, segna la cifra distintiva di chi le cose le sa fare per bene. Quelle di ieri sono state cinque partite con un filo rosso evidente: quando il palcoscenico è massimo, le stelle rispondono presente e questa volta lo hanno fatto tutte, da New York a Denver.
Si parte dal Madison Square Garden, dove i New York Knicks hanno regalato il primo colpo di scena della giornata. Sotto anche di 17 punti a 10′ dalla fine, New York ha ribaltato Cleveland (126-124) con pazienza e lucidità, trovando in Jalen Brunson il solito riferimento tecnico ed emotivo. I suoi 34 punti hanno guidato la rimonta, ma la partita l’ha girata la profondità del roster, con una panchina capace di cambiare ritmo e inerzia. Ai Cleveland Cavaliers non sono bastati i 34 di Donovan Mitchell, protagonista fino all’ultimo possesso, quando la sua preghiera finale si è spenta sul ferro.
A seguire, la conferma che non è più una sorpresa: i San Antonio Spurs continuano a vincere e a farlo con identità. Per la terza volta stagionale hanno avuto la meglio sugli Oklahoma City Thunder, controllando la gara dall’inizio alla fine (117-102). De’Aaron Fox ha imposto il ritmo con 29 punti, mentre Victor Wembanyama ha inciso senza forzare, proteggendo il ferro e dando senso a ogni possesso. Per OKC, serata in salita nonostante la consueta continuità di Shai Gilgeous-Alexander. All’orizzonte si palesa, per i campioni in carica, lo spettro di una bestia nera che potrebbero ritrovarsi nuovamente sulla strada nella corsa al bis.
Il pomeriggio ha poi offerto il fascino della nostalgia e quello del presente, con Golden State Warriors contro Dallas Mavericks. A San Francisco, Stephen Curry ha celebrato il Natale a modo suo, guidando una vittoria costruita sul tiro da fuori e su una circolazione di palla fluida. Dallas ha trovato risposte importanti dal giovane Cooper Flagg, talento già a suo agio sotto i riflettori, ma nel finale l’esperienza dei Warriors ha fatto la differenza (126-116).
In prima serata, Houston ha spento ogni velleità dei Lakers. I Houston Rockets hanno dominato fisicamente e atleticamente, trascinati dall’energia di Amen Thompson. Per Los Angeles Lakers, una serata complicata, mai realmente in partita nonostante i tentativi di LeBron James e Luka Dončić, chiamati a rincorrere fin dall’avvio (119-96).
Ma il Natale NBA 2025 sarà ricordato soprattutto per quello che è successo a Denver. I Denver Nuggets e i Minnesota Timberwolves hanno dato vita a una partita epica, risolta solo all’overtime. Al centro di tutto, una prestazione che va oltre le categorie: Nikola Jokić ha chiuso con 56 punti, 16 rimbalzi e 15 assist, numeri mai visti prima insieme in una singola gara NBA. Ha segnato, creato, controllato ogni fase del gioco, trasformando il parquet in una scacchiera personale. Minnesota ha risposto con il talento e l’orgoglio di Anthony Edwards, autore di 44 punti e del canestro che ha trascinato la sfida al supplementare, ma nel finale la lucidità di Denver e la continuità di Jamal Murray hanno fatto la differenza (142-138 dts).
