
L’Italia parte per Tokyo con 33 giocatori e un’idea chiara: usare il Nations Championship non solo per affrontare Giappone, Nuova Zelanda e Australia, ma anche per misurare la profondità reale del gruppo. Gonzalo Quesada ha costruito la lista dei convocati seguendo due criteri: confermare l’ossatura vista nel Sei Nazioni e inserire profili utili ad allargare la rosa in vista del percorso che porterà al Mondiale 2027.
Il ct lo ha chiarito subito. Il fatto che i test estivi diventino una competizione con classifica non cambia la preparazione. Cambia, semmai, il peso dei dettagli durante la partita, perché ogni punto può incidere. La base resta la stessa: gestire la stanchezza di fine stagione, affrontare viaggi lunghi e dare continuità al rendimento.
Da qui nasce anche la scelta di non convocare subito Giacomo Nicotera e Ange Capuozzo. Per Nicotera il motivo è soprattutto fisico: ha giocato molto in Francia e Quesada vuole preservarlo per la prossima stagione, quella che aprirà il ciclo mondiale. Capuozzo ha avuto invece un’annata segnata dagli infortuni, ha giocato poco e sarebbe stato comunque disponibile tardi, non per la prima partita contro il Giappone. Resta una soluzione per le gare successive, se servirà.
In prima linea la logica è doppia: sicurezza e copertura. Fischetti, Spagnolo e Riccioni sono conferme naturali. Hasa dà profondità perché può coprire entrambi i lati della mischia, anche se per Quesada resta soprattutto un pilone destro. Neculai entra invece per necessità e prospettiva: gli infortuni di Ferrari e Zilocchi hanno aperto spazio, il suo finale di stagione ha convinto lo staff e il tour diventa l’occasione per testarlo a livello internazionale.
Tra seconde e terze linee pesa soprattutto la duttilità. Cannone, Ruzza, Zambonin, Favretto, Lamaro e Vintcent garantiscono continuità. Marini e Ortombina sono scelte legate alla capacità di coprire più ruoli, aspetto decisivo in una tournée dall’altra parte del mondo, dove chiamare rinforzi all’ultimo momento è più complicato. Odiase resta dentro per continuità: era già vicino al gruppo dei 23 durante l’ultima stagione.
In mediana il ritorno di Varney si combina con le conferme di Fusco e Alessandro Garbisi, mentre Page-Relo è fuori per infortunio. All’apertura Quesada parte da Paolo Garbisi e Da Re, ma la presenza di Allan allarga le opzioni: all’inizio verrà considerato soprattutto estremo, insieme a Pani, pur restando utilizzabile da numero 10.
Nei trequarti il ragionamento è simile. Marin viene visto ormai come centro, anche se può coprire altri ruoli. Menoncello e Brex arrivano con margini di recupero dopo la stagione nei club. Odogwu e Bertaccini sono premiati per la continuità di rendimento. Sulle ali, accanto a Ioane e Lynagh, entra Malik Faissal: una chiamata non simbolica, perché Quesada ha spiegato che un giocatore viene tolto all’Under 20 solo se può davvero competere per scendere in campo con la Nazionale maggiore.
