I convocati per l’International Series U18 e un sistema che non funziona

Varata la Nazionale U18 che parteciperà all’International Series U18 previsto in Galles dalla fine di marzo all’8 di aprile. Le perplessità su un sistema che non ha ancora prodotto risultati.

I convocati per l’International Series U18 e un sistema che non funziona

Il responsabile tecnico della Nazionale Under 18 Mattia Dolcetto ha ufficializzato la lista dei 26 convocati che prenderanno parte all’International Series U18 previsto in Galles dalla fine di marzo all’8 di aprile. La Nazionale azzurra di categoria si ritroverà in raduno a Parma il 26 marzo, prima della partenza per Cardiff prevista per il 28.

Quanti seguono questo sport in maniera non superficiale, scorrendo l’elenco dei convocati, capiscono perfettamente per quale motivo il nostro movimento naviga in acque burrascose. I ragazzi convocati, tutti sicuramente bravi e meritevoli, non rappresentano il meglio che il nostro movimento può esprimere, così come non lo sono stati quelli convocati nella nazionale U17 che ha perso, anche se con onore, recentemente in Francia. Sono, questo si, forse il meglio di quanto prodotto dalle Accademie federali, ma non è la stessa cosa. Anzi, l’ostinazione, quasi tafaziana, con la quale la Federazione continua ad attingere da queste Accademie (negli anni recenti ridotte di numero per questioni economiche) è incomprensibile, se non in una logica di difesa di una scelta rivelatasi, negli anni, errata. Sarebbe meglio ammettere che il sistema, così come è pensato, non funziona, e programmare diversamente.

Proprio la lista dei convocati, con anche la società di appartenenza, permette di capire qualcosa di più. Partiamo da un dato oggettivo: questa nazionale si compone di nati nel 2000. Cosa hanno fatto questi ragazzi prima di arrivare in maglia azzurra (a parte logicamente accettare di entrare nelle diverse accademie e restarci, per storie e fortune diverse, per due anni)?

Se cerchiamo negli albi d’oro del sito federale non troveremo traccia di loro. Crediamo che già questo sia un problema. Ma proviamo a ricostruire da “memoria storica”. Due anni fa questi ragazzi giocavano il campionato U16 con le rispettive formazioni. Arrivarono in finale la Capitolina Roma e Rovigo. Roma si era “sbarazzata” in semifinale della superfranchigia del Granducato Livorno, Rovigo aveva supera facilmente Milano. In finale vinse, con ampio punteggio (6 mete a 2) Roma. Se cercate da qualche parte del web troverete cronaca e nomi dei partecipanti. Di quella finale nella lista qui sotto troverete solo 3 nomi: 1 ragazzo della Capitolina e 2 di Rovigo. E gli altri? Ci torneremo.

L’anno successivo (2017) i nati del 2000 sono passati in U18. Molti giocando titolari nelle proprie squadre, altri sedendo in panca, altri prendendo strade diverse. In finale arrivano sempre Capitolina Roma e Petrarca Padova. Vince Padova di 3 punti. In campo di sono pochi ragazzi del 2000: 4 per Roma, 2 di Padova (i 4 di Roma sono gli stessi che l’anno precedente avevano vinto il campionato nella serie inferiore, poi passati titolari anche tra i più grandi – qui i nomi). Di quei ragazzi, protagonisti dell’ultimo campionato (tra Padova e Roma) ne troverete nella lista sottostante 2. E gli altri?

La risposta è: gli altri, per scelte di studio, personali o di contingenze varie, non sono andati nelle Accademie. E così sono spariti anche dal giro delle Nazionali. Ma continuano a giocare nei propri campionati, spesso con massimo profitto. Nella Nazionale sono finiti giocatori diversi, provenienti da numerose realtà, alcune addirittura sovrastimate per i risultati ottenuti negli ultimi anni nei settori giovanili (Toscana) e che ancora oggi, spesso, scompaiono durante le partite di campionato. Partite che non vengono visionate da nessuno dello staff federale ma, se tutto va bene, dai tecnici delle Accademie che dovranno pur giustificare le proprie scelte e il materiale umano di cui dispongono.

Tutto questo per dire che finché le Nazionali del rugby sono espressione delle Accademie e non dei campionati, almeno quelli di un certo livello (U16 e U18) non ci sarà possibilità di crescita per il nostro rugby. Aggiungiamo inoltre che invece di investire nell’Accademia Francescato (investire, detto tra noi è una parola grossa, visto che su un bilancio di 40 milioni di euro la Federazione impegna circa 180.000 euro per l’Accademia), la FIR dovrebbe far crescere i campionati, l’unico luogo deputato alla formazione di giocatori di livello. Se un campionato ha un livello basso, allora anche la Nazionale avrà lo stesso destino. Se il livello del campionato cresce, crescono anche le Nazionali. Ben inteso, siamo i primi ad augurarci che i ragazzi di Dolcetto possano ben figurare in Galles. Magari torneranno vincitori e concederanno un po’ di ossigeno all’agonizzante movimento. Ma siamo anche convinti che quello messo in campo non sia il gruppo migliore e che anzi sia frutto di logiche che nulla hanno a che fare con la meritocrazia. Anche qualora dove vincere.

L’International Series è una manifestazione ormai consolidata negli ultimi tre anni a cui partecipano le maggiori nazionali europee” ha dichiarato Mattia Dolcetto “Sarà un banco di prova importante per i nostri ragazzi per testare il nostro livello di preparazione. Sarà sicuramente una prova dura perché giocheremo ogni 3 giorni e non sarà facile recuperare energie fisiche e mentali, ma quello dell’International Series sarà per molti ragazzi anche un ottimo test di avvicinamento alla coppa del mondo Under 20 per la stagione successiva. Sarà un torneo molto duro che ci servirà a valutare la nostra tenuta tattica e mentale, dove incontreremo squadre con molta esperienza internazionale. Sappiamo di avere un gruppo competitivo e di buona qualità che saprà farsi valere in ogni partita”.

Gli Azzurrini esordiranno a Ystrad Mynach contro l’Irlanda U18 sabato 31 marzo alle 18 ore italiane, per poi affrontare successivamente l’Inghilterra all’Arms Park di Cardiff mercoledì 4 aprile. Nell’ultimo turno domenica 8 aprile gli Azzurrini di Mattia Dolcetto sfideranno infine i padroni di casa del Galles U18 nuovamente sul campo dell’Arms Park.

Questo il riepilogo calendario che vedrà coinvolti gli Azzurri nel torneo con sede in Galles:
Italia U18 v Irlanda U18 sabato 31 marzo ore 17 al “CCB Centre for Sporting Excellence” – Ystrad Mynach
Italia U18 v Inghilterra U18 mercoledì 4 aprile ore 12 al “Arms Park” – Cardiff
Italia U18 v Galles U18 domenica 8 aprile ore 14.30 al “Arms Park” – Cardiff

Di seguito i convocati della Nazionale Under 18 per l’International Series:

Filippo ALONGI (Benetton Treviso)
Albert Eistein BATISTA (Rugby Etruschi Livorno)
Luca BORIN (FEMI-CZ Rovigo)
Matteo DRUDI (UR Capitolina)
Andrea FACCENNA (UR Capitolina)
Giacomo FLORIO (Fiamme Oro Rugby)
Paolo GARBISI (Mogliano Rugby)
Davide GOLDIN (Petrarca Padova)
Ratko JELIC (Lions Amaranto)
Leon Scott LAWRENCE (Cavalieri Union Prato Sesto)
Gianmarco LUCCHESI (Lions Amaranto)
Pietro MARZOCCHI TRAVERSA (Conad Reggio)
Edoardo MASTRANDREA (Valsugana Rugby)
Angelo MAURIZI (Pol. L’Aquila Rugby)
Michael MBA (Rugby Casale)
Lorenzo MICHELINI (Biella Rugby)
Matteo MOSCARDI (FEMI-CZ Rovigo)
Jona MOTTA (Rugby Milano)
Michele PERUZZO (Valsugana Padova)
Matteo PETROZZI (Saracens Academy)
Nicolò QUAGLIA (Rugby Rovato)
Lorenzo ROMANO (Pro Recco Rugby)
Conrado Tomas ROSARIO (Benetton Treviso)
Paolo STEOLO (Lafert San Donà)
Andrea ZAMBONIN (Rangers Vicenza)
Manuel ZULIANI (Benetton Treviso)

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