NBA 2020: James contro Antetokounmpo? Il punto sul finale di stagione

Dopo 7 anni, i Lakers tornano a giocare i playoff. Lo fanno nell'anno in cui è venuto a mancare Kobe Bryant ed è arrivato Lebron ha iniziato a prendere per mano la squadra: il titolo manca dal 2010

NBA 2020: James contro Antetokounmpo? Il punto sul finale di stagione

Le superstar della NBA sono pronte al rush finale della stagione. In un torneo lungo e difficile come quello cestistico del Nord America, le franchigie del campionato di pallacanestro più spettacolare e ricco del mondo si preparano ad affrontare l’ultima parte della regular season, prima di tuffarsi nella fase dei playoff che eleggerà gli sfidanti delle due Conference che si giocheranno successivamente il titolo nella serie finale.

Se nella Eastern Conference gli equilibri in campo sono stati chiari sin dall’inizio, con la formazione dei Milwaukee Bucks ormai pienamente matura e saldamente al comando, grazie ad un roster ed uno staff tecnico di allenatori di primo livello, a Ovest le due formazioni di Los Angeles lotteranno fino alla fine per guadagnarsi un posto alle NBA Finals. I Lakers potrebbero beneficiare della ritrovata freschezza atletica di LeBron James che a 36 anni si candida ad essere l’MVP della stagione regolare. I Clippers di Doc Rivers, dal canto loro, dovranno confidare nella fame di vittorie di Kawhi Leonard e di Paul George, un duo potenzialmente mortifero per qualsiasi difesa. Sullo sfondo, resta la sfida a distanza tra le due società della città degli angeli e un testa a testa che si prolungherà almeno fino alle finali di Conference a Ovest, così come confermano gli analisti di 888sport scommesse.

Ma quale sarà la griglia di partenza nelle due Conference in vista dell’inizio delle serie dei playoff?

Partiamo da Est dove, come detto, la situazione sembrerebbe essere già definita. Le prime sei caselle utili alla qualificazione alla post-season sono già state occupate da tempo, con i Bucks che da mesi hanno ormai consolidato il loro primato nel raggruppamento, in una annata il cui record di vittorie/sconfitte punta ad entrare di diritto tra i primi sette della storia del campionato per differenziale di punti conquistati. Dietro Milwaukee nella seconda casella, a sei partite di distanza, troviamo i campioni in carica di Toronto. Dopo essere stati decimati dagli infortuni nella prima parte del campionato, i Raptors sono riusciti a pareggiare i conti con la dea bendata e, nonostante l’addio del protagonista del titolo dell’ultima stagione (Kawhi Leonard, oggi ai Clippers), la franchigia canadese può nutrire buone chance di difendere il successo dell’anno scorso, grazie alla presenza in squadra di gente esperta come Kyle Lowry e Marc Gasol. Andando avanti, dietro ai canadesi troviamo i Boston Celtics e tre squadre che si contenderanno il quarto posto e il vantaggio del fattore campo. Sulla carta, Miami e Philadelphia partono con un leggero punto di favore rispetto, ad esempio, ai Pacers che, per questa ultima parte di stagione, non potranno contare sui due All-Star della squadra, Domantas Sabonis e Victor Oladipo.

Tre gli italiani in campo in NBA: oltre Gallinari e Belinelli anche il rookie Melli

Orlando e Brooklyn, salvo sorprese, metteranno la propria bandiera rispettivamente sul settimo e l’ottavo posto nella griglia di partenza a Est. I Nets affronteranno tutta la seconda fase sostanzialmente senza i giocatori migliori del roster. L’infermeria stracolma conta, infatti, i nomi di Kevin Durant (due volte MVP delle finali NBA), Wilson Chandler, Spencer Dinwiddie, Kyrie Irving, DeAndre Jordan e Taurean Prince. Brooklyn, dunque, potrà contare sulle giocate dei soli Caris LeVert, Joe Harris e Jarrett Allen, gli unici che potranno portare avanti la baracca nella fase finale dei playoff.

A Ovest la situazione è decisamente più complicata ma anche più interessante, vista la presenza dei tre giocatori italiani in campo (Danilo Gallinari, Marco Belinelli e Nicolò Melli), con ben sei squadre che si contenderanno l’ottavo e ultimo biglietto utile all’ingresso dei playoff. Ma partiamo dal vertice della Conference, con la sfida a distanza tra i cugini di Los Angeles.

Lakers e Clippers, rispettivamente prima e seconda della classe a Ovest, con buona probabilità si troveranno faccia a faccia nella serie decisiva del raggruppamento. Kawhi Leonard e Paul George da soli possono garantire una potenza di fuoco (oltre all’esperienza) non indifferente per gli equilibri di una ipotetica finale di Western Conference. Dall’altro lato, i Lakers, con LeBron James che sta vivendo una delle sue migliori stagioni in NBA, nonostante una età non più giovanissima, e con un Anthony Davis in più, tornano a giocare i playoff dopo sette anni di assenza, ragion per cui non vorranno sciupare l’occasione per riportare i colori gialloviola sul tetto del mondo, omaggiando idealmente la memoria di Kobe Bryant, l’ultimo grande campione dei Lakers, tragicamente scomparso ad inizio anno in un terribile incidente aereo.

Per quanto riguarda gli altri piazzamenti, gli Oklahoma City Thunder dei veterani Chris Paul e Danilo Gallinari potrebbero rappresentare la vera sorpresa dei playoff a Ovest. La loro strada nella post-season potrebbe anche non fermarsi al primo turno, visto uno stato di forma che sinora ha benedetto gran parte del roster di OKC. Sarà sfida fino all’ultimo canestro tra Memphis, San Antonio, Portland e New Orleans per ottenere l’ultimo pass d’ingresso sulla griglia dei playoff a Ovest. Qui si potrebbe prospettare un derby tutto italiano tra gli Spurs di Belinelli e i Pelicans di Melli, al suo primo anno oltre oceano (dopo le due Final Four conquistate in Europa con la casacca del Fenerbahce) e subito protagonista tra i giganti della NBA. I Pelicans, al netto dell’ex ala di Reggio Emilia, possono contare su una batteria di talentuosi ed esperti giocatori, come Derrick Favors, Jrue Holiday e JJ Redick, giocatori che, visto il bagaglio esperienziale accumulato in anni e anni di playoff, potrebbero rivelarsi fondamentali per una post-season che, specie nella Western Conference, si preannuncia più equilibrata che mai.

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