
Come ogni autunno, alla vigilia della nuova stagione NBA, la Lega pubblica il tradizionale “GM Survey”, il sondaggio annuale che raccoglie le opinioni dei general manager delle 30 franchigie su squadre, giocatori, allenatori e tendenze del campionato. Il risultato di quest’anno fotografa una NBA in piena transizione generazionale: il futuro ha già bussato alla porta, ma i “vecchi” campioni non intendono farsi da parte.
Oklahoma City, il nuovo impero
Gli Oklahoma City Thunder, campioni in carica guidati da Shai Gilgeous-Alexander, sono gli ampi favoriti per il titolo 2026 con l’80% dei voti. Alle loro spalle, molto distanti, Cleveland Cavaliers e Denver Nuggets (7% ciascuno). Nessuna squadra dell’Est raggiunge le percentuali schiaccianti che un anno fa avevano incoronato Boston, indicata allora da 83% dei votanti.
Nel dettaglio, la previsione dei GM per le Conference è netta: a Est, in testa Cleveland (63%), poi New York (30%) e Orlando (7%). A Ovest, dominio Oklahoma City (87%), seguita da Denver (10%) e Houston (3%).
Boston, che un anno fa era la schiacciante favorita, oggi scivola all’ottavo posto tra le squadre dell’Est.
Jokić verso il quarto MVP
Il più votato per il titolo di MVP 2025-26 è ancora Nikola Jokić (Denver), con il 67% delle preferenze. Seguono Luka Dončić (L.A. Lakers, 10%), Shai Gilgeous-Alexander (OKC, 8%) e Victor Wembanyama (San Antonio, 7%). Jokić, già tre volte MVP, resta anche il miglior centro della lega (97%) e il giocatore con il più alto QI cestistico (80%), davanti a LeBron James e Chris Paul.
Se i GM dovessero costruire oggi una franchigia da zero, la scelta sarebbe quasi unanime: Victor Wembanyama (83%) è considerato il giocatore su cui fondare il futuro, davanti a Gilgeous-Alexander (13%) e Jokić (3%).
I migliori per ruolo
Le gerarchie della lega, secondo i GM, sono ormai definite. Cosa ne pensate, voi, di un quintetto di questo genere?
- Playmaker: Shai Gilgeous-Alexander (73%)
- Guardia tiratrice: Anthony Edwards (70%)
- Ala piccola: Luka Dončić (40%)
- Ala grande: Giannis Antetokounmpo (93%)
- Centro: Nikola Jokić (97%)
In sostanza, cinque nomi dominano le posizioni chiave della NBA moderna. Curiosamente, quattro di loro hanno meno di 30 anni: segno di un ricambio già completato ai vertici tecnici.
Offseason: Atlanta convince, Durant colpo dell’anno
Secondo il sondaggio, la squadra che ha migliorato di più il proprio roster in estate è Atlanta Hawks (53%), seguita da Houston Rockets (27%) e Denver Nuggets (10%). Il colpo di mercato più importante è quello di Kevin Durant, trasferitosi a Houston, con il 73% delle preferenze. Questo nonostante le giovani leve stiano polarizzando l’attenzione della Lega, un ‘vecchietto’ come Durant continua a spostare gli equilibri, almeno nelle considerazioni degli intervistati.
L’operazione più sorprendente, invece, è stata la decisione di Milwaukee di tagliare Damian Lillard, scelta che ha scosso l’intera Lega. Tra le “mosse sottovalutate”, spicca Desmond Bane (Orlando), considerato il miglior affare in rapporto al valore. Sempre per gli intervistati la squadra che mostrerà in progressi maggiori sarà Orlando (47%), seguita da Atlanta e San Antonio (20%).
Wembanyama domina la difesa
Il francese Victor Wembanyama raccoglie consensi quasi unanimi anche sul piano difensivo essendo stato indicato dalla stragrande maggioranza degli intervistati (con percentuali attorno all’80%) come miglior difensore NBA. E’ ancora indicato come il giocatore più versatile insieme a Giannis Antetokounmpo (30%).
Il miglior difensore perimetrale è invece Dyson Daniels (Atlanta), davanti ad Alex Caruso (OKC) e Amen Thompson (Houston). Come squadra, la più forte difensivamente è Oklahoma City Thunder (83%), davanti a Minnesota e Orlando.
Allenatori: Spoelstra resta il modello, ma Daigneault incalza
Anche sul piano tecnico si conferma il dualismo tra esperienza e innovazione. Il miglior head coach NBA è ancora Erik Spoelstra (Miami), votato dal 52% dei GM, davanti a Mark Daigneault (OKC, 34%) e Tyronn Lue (Clippers, 7%).
Per le altre categorie:
- Miglior motivatore: Spoelstra (28%), ma cresce Ime Udoka (Houston, 24%).
- Migliori aggiustamenti in gara: Tyronn Lue (40%).
- Miglior attacco: Rick Carlisle (Indiana, 53%).
- Miglior difesa tattica: Mark Daigneault (OKC, 37%).
Tra gli assistenti, il più stimato è Micah Nori (Minnesota), mentre Chris Paul resta il giocatore più indicato per diventare un futuro allenatore.
Rookie e internazionali
Il nuovo fenomeno è Cooper Flagg (Dallas Mavericks), scelto dal 97% dei GM come futuro Rookie of the Year, e anche come miglior giovane a cinque anni da oggi. Tra i “colpi di Draft”, il più apprezzato è Kasparas Jakučionis (Miami).
Sul fronte internazionale, nessuna sorpresa: Nikola Jokić (Denver) resta il miglior giocatore non americano (93%), mentre Sasha Vezenkov è considerato il migliore tra quelli che non giocano in NBA.
Curiosità e tendenze
Squadra più divertente da vedere, per i general manager NBA sarà ex aequo Denver Nuggets e Oklahoma City Thunder (27%). Il miglior tifo in casa si potrà godere a Denver e OKC (43%). L’Attacco più efficiente? Quello del Cleveland Cavaliers (40%), mentre la squadra più imprevedibile potrebbe essere Philadelphia 76ers (47%). Neanche a dirlo, infine, che il gruppo di giovani più promettenti sono quelli che crescono negli Oklahoma City Thunder (50%).
Tra le qualità individuali:
- Giocatore più atletico: Amen Thompson (Houston, 58%).
- Miglior tiratore: Stephen Curry (93%).
- Più veloce con la palla: De’Aaron Fox (53%).
- Miglior passatore: Jokić (80%).
- Miglior leader: Stephen Curry (43%).
- Maggior QI cestistico: Jokić (80%).
- Giocatore più affidabile nel tiro decisivo: Curry (47%).
Le regole da cambiare
Tra le proposte più condivise dai GM spiccano la riforma del tetto salariale e delle regole “apron” (26%), considerate troppo penalizzanti; la riduzione del Draft a un solo giorno (19%) e più fluidità di gioco con revisioni più rapide e meno interruzioni (15%).
C’è anche chi suggerisce di cambiare il formato dei playoff, introducendo l’ipotesi “seed 1-16” o la possibilità per le prime squadre di scegliere l’avversaria.
La fotografia della NBA che verrà
Dal sondaggio emerge una lega in cui la nuova generazione ha già preso il potere: Wembanyama, Edwards, Gilgeous-Alexander e Dončić sono i nomi più ricorrenti, simboli di un equilibrio che si sposta sempre più verso Ovest. Ma accanto a loro resistono i colossi del passato recente: Jokić, Curry, Giannis e Durant, che continuano a dettare legge e a ispirare rispetto unanime tra dirigenti e allenatori.
