
La Emirates NBA Cup 2025 entra nel vivo con le due semifinali in programma oggi, sabato 13 dicembre, alla T-Mobile Arena di Las Vegas, campo neutro che assegnerà i due posti per la finale di martedì. Due sfide molto diverse per contesto e storia recente, ma accomunate da un altissimo contenuto tecnico. Si comincia con New York Knicks contro Orlando Magic, alle 23,30 ora italiana (diretta Prime Video). La squadra della Grande Mela arriva con uno score da prima della classe nelle partite casalinghe, ma brutto quando è lontana dal Garden. Nel quarto di finale di Coppa hanno staccato il pass grazie ai 35 punti di Jalen Brunson, leader offensivo con 28,3 punti di media stagionale.
Gli Orlando Magic, attualmente quarti a Est, pagano l’assenza di Franz Wagner (miglior realizzatore, fermo per infortunio alla caviglia). Nei quarti ha travolto Miami grazie ai 37 punti di Desmond Bane.
La partita ruota attorno alla sfida tra i due Jalen: Jalen Suggs, difensore perimetrale di riferimento di Orlando, chiamato a limitare Brunson. Sotto canestro, Karl-Anthony Towns proverà a sfruttare la sua versatilità offensiva contro i lunghi dei Magic, meno inclini a difendere lontano dal ferro. Attenzione anche ad Anthony Black, promosso in quintetto al posto di Wagner.
Mike Brown, coach Knicks, ha chiarito il momento della sua stella: «La sola presenza di Jalen ci dà fiducia. Sta giocando a un livello da MVP e in partite come questa fa la differenza».
Karl-Anthony Towns ha invece insistito sull’aspetto mentale: «Disciplina ed esecuzione sono decisive. Per vincere partite così serve capire cosa c’è in palio».
Dal lato Magic, Desmond Bane guarda oltre le difficoltà: «Stiamo costruendo slancio. Anche senza Franz troviamo il modo di vincere: è un segnale importante».
Alle 2 di notte in Italia tra sabato e domenica si gioca la semifinale forse più interessante per il livello tecnico dei campioni NBA di Oklahoma e San Antonio Spurs. La seconda semifinale, infatti, mette di fronte la squadra più dominante della stagione e una delle più intriganti. Gli Oklahoma City Thunder arrivano con un clamoroso 24-1 complessivo e la miglior difesa della NBA. Shai Gilgeous-Alexander viaggia a ritmi da MVP, tanto che spesso riposa nei quarti periodi già decisi. La domanda di tutti è “chi potrà fermare i Thunders?”
Se c’è una squadra, anche per le caratteristiche tecniche questa è proprio San Antonio Spurs, variabile impazzita e imprevedibile del torneo. Con Victor Wembanyama fuori per infortunio al polpaccio, San Antonio ha comunque mantenuto un sorprendente 9-3. Il ritorno del francese, reduce da un avvio di stagione da 40 punti e 15 rimbalzi all’esordio, cambia radicalmente lo scenario.
Con Wembanyama in campo, gli Spurs alzano immediatamente il livello difensivo al ferro e a rimbalzo. OKC, però, può rispondere con profondità, fisicità sugli esterni e l’atletismo di Chet Holmgren, sempre più costante anche in doppia cifra di rimbalzi. La gestione dei minuti di Wembanyama, rientrante dopo settimane di stop, sarà decisiva.
Shai Gilgeous-Alexander non sottovaluta l’avversario: «Sono una squadra forte con o senza Wembanyama. Contro team così contano i dettagli, le palle vaganti, la fisicità».
Wembanyama, dal canto suo, guarda con fiducia al gruppo: «Guardare da fuori è stato difficile, ma questa squadra mi rende orgoglioso. Tutti possono prendersi responsabilità, è il basket ideale».
Queste due semifinali, infine, non valgono solo l’accesso alla finale di martedì, ma anche daranno anche un segnale forte al resto della lega soprattutto guardando ad Ovest: i Thunder puntano a confermare un dominio già storico, mentre gli Spurs vogliono dimostrare che con Wembanyama tutto diventa possibile, anche contro la miglior squadra NBA del momento.
