Le strade che portano alle finals, per i Suns e i Bucks, sono assai diverse, ma al tempo stesso simili. Sono due franchigie che non sono abituate a disputare delle finali o a vincere titoli. I Suns hanno disputato due finali nel 1976 e nel 1993, quando vennero sconfitti dai Bulls di Micheal Jordan. I Bucks tornano in finale dopo l’ultima apparizione datata addirittura 1974, mentre il primo e ultimo anello risale al 1971.

I Milwuakee Bucks iniziano questa serie delle finals in trasferta a Phoenix, probabilmente senza la stella Antetokounpo. La franchigia bianco-verde si è classificata al terzo posto ad est della regular season con un record di 46 vittorie e 26 sconfitte. Il loro cammino è decisamente migliorato rispetto all’anno scorso, quando i Miami Heat di Butler e Dragic (poi finalisti) li fermarono sul 4-1 al secondo turno. Quest’anno al primo turno, invece, proprio i Miami Heat sono stati spazzati via (“sweapt” come dicono gli americano) per 4-0. Al secondo turno la finale anticipata con i Brooklyn Nets, vinta all’overtime nonostante uno strepitoso Kevin Durant e anche grazie agli infortuni di Irving e Harden. I Bucks vincono la finale di Conference contro gli Atlanta Hawks di Trae Young, infortunatosi dopo gara4. Vittoria agrodolce però, visto l’infortunio di Giannis proprio prima delle finali. I protagonisti dal lato Bucks saranno certamente Holiday e Middleton, in dubbio Giannis. Il coach Budenholzer non si è sbilanciato sulle possibilità di vederlo in campo: “Ha avuto una buona giornata e sta migliorando, ma non ho aspettative né che giochi né che non giochi”. Antetokounpo in questi playoff sta viaggiando a 28.2 punti, 12.7 rimbalzi e 5.2 assist. Se non dovesse recuperare il peso dell’attacco di Milwaukee sarà sulle spalle dei suoi compagni e la squadra certamente ne risentirà.

Simile è stato il percorso dei Phoenix Suns. Dopo una grande regular season ad ovest, chiusa con il record di 51 vittorie e 21 sconfitte, la franchigia dell’Arizona ha eliminato al primo turno i campioni in carica dei Los Angeles Lakers privi di Anthony Davis e con un Lebron James non in forma dopo il rientro dall’infortunio. Hanno battuto rapidamente e dominato i Denver Nuggets dell’MVP Nikola Jokic per 4-0. Più combattuta e per nulla scontata è stata la finale di conference contro i Los Angeles Clippers, vinta comunque 4-2. Anche stavolta i Suns sono stati bravi ad approfittare dell’assenza pesante di Kawhi Leonard, fermato da un infortunio al ginocchio. I due protagonisti di questi Phoenix Suns sono Chris Paul e Devin Booker. Il primo, 36 anni,  prima stagione ai Suns, giocherà le prime finali della sua carriera dopo averle inseguite per tutta la vita e dopo aver disputato una grande stagione finora. In postseason ha fatto registrare finora 18.1 punti, 8.7 assist e 3.9 rimbalzi di media, con il 47% dal campo il 40.5 da tre il 90.6 ai liberi. L’altra stella è Booker,  alla sua sesta stagione in maglia Suns e alla prima partecipazione in carriera ai playoff. In questa postseason sta viaggiando a 27 punti, 6.4 rimbalzi e 4.8 assist di media a partita, con il 44.4% dal campo, il 34.4 da tre e il 91.3 ai liberi. Altro giocatore da non sottovalutare è DeAndre Ayton, centro molto fisico che in questi playoff ha mostrato una crescita e una maturazione notevoli.

Se ripensassimo alle due sfide in regular season tra Phoenix Suns e Milwaukee Bucks, possiamo da subito presagire che si tratterà di due sfide spettacolari ed equilibrate. Negli unici due precedenti in stagione, infatti, non sono mai mancate le emozioni: due sfide bellissime chiuse solo nei secondi finali, in un caso addirittura dopo un tempo supplementare. Il bilancio parla di due successi Suns con un solo punto di scarto.

Non ci resta che seguire gara1 stanotte per vedere chi inizierà col passo giusto queste finals 20/21.

 

 

Nato a Roma il 17/03/1998, studente di giurisprudenza e direttore del giornale universitario "360gradi - Il giornale con l'università intorno". Giocatore seniores della Unione Rugby Capitolina e allenatore. Mi piace scrivere, soprattutto di sport, in particolare tennis, basket, rugby, nuoto e, più in generale, di storie di sport.

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