

Week end interessante e ricco di sostanza quello appena concluso in NBA: Oklahoma City continua a correre davanti a tutti, Milwaukee e Phoenix cercano continuità attraverso i loro leader, i Lakers si aggrappano alla coppia Dončić–LeBron per restare competitivi, mentre a Est e a Ovest emergono squadre capaci di colpire anche senza i riflettori puntati addosso. Tre giorni di partite legati da un unico filo: quando il livello sale, sono sempre le stelle a indicare la direzione.
Il fine settimana NBA si è aperto venerdì sotto il segno delle stelle che continuano a riscrivere la storia. A Milwaukee, Giannis Antetokounmpo ha deciso la sfida con Charlotte negli ultimi secondi, chiudendo con l’ennesima prestazione completa e firmando una giocata che vale doppio: vittoria sul campo e sorpasso storico su Kareem Abdul-Jabbar per numero di partite in carriera da almeno 30 punti, 10 rimbalzi e 5 assist.
A Ovest, la serata di venerdì ha certificato ancora una volta la solidità di Oklahoma City. Il successo netto sui Warriors ha portato i Thunder sul 30-5, un record che li colloca in una dimensione riservata a pochissime franchigie. Shai Gilgeous-Alexander ha fatto il suo in tre quarti, confermando una regolarità realizzativa che sta caratterizzando tutta la stagione e che tiene OKC stabilmente in cima alla NBA.
La notte di venerdì ha offerto anche un altro incrocio simbolico tra epoche diverse. A Los Angeles, Luka Dončić e LeBron James hanno guidato i Lakers contro Memphis, prendendo il controllo della partita nel finale. Dončić ha inciso con i canestri pesanti, LeBron ha aggiunto un’altra riga a un curriculum già irripetibile, diventando il miglior realizzatore di sempre in una partita NBA all’età di 41 anni. Una vittoria che racconta molto del momento dei Lakers e del peso specifico dei loro leader.
Il sabato ha mantenuto lo stesso ritmo, spostando il baricentro del racconto sulle partite punto a punto e sulle risposte delle squadre che inseguono stabilità. Cleveland ha superato Denver grazie a un quarto periodo di grande intensità, con Donovan Mitchell protagonista nel momento decisivo. Chicago ha trovato in Matas Buzelis un finalizzatore inatteso ma efficace contro Orlando, mentre San Antonio ha continuato a costruire una stagione sorprendente, centrando la venticinquesima vittoria prima di molte concorrenti di vertice.
Nella giornata di domenica, a Phoenix, il confronto tra Suns e Thunder è stato il manifesto di una squadra in fiducia contro una squadra dominante. Dopo una rimonta da 18 punti e una serie di possessi risolti con sangue freddo, è stato Devin Booker a decidere la partita con una tripla da distanza siderale a 1,6 secondi dalla fine. Un canestro che ha consegnato ai Suns la sesta vittoria in sette partite e ha suggellato un fine settimana in cui Phoenix ha mostrato solidità mentale prima ancora che tecnica.
Sempre domenica, Detroit ha aggiunto un altro tassello alla sua crescita superando Cleveland, mentre Brooklyn ha approfittato delle assenze pesanti di Denver per imporsi sui Nuggets. In mezzo, sono arrivate anche le conferme individuali: Anthony Edwards ha chiuso con 35 punti, Giannis ha replicato con un’altra prova dominante sotto canestro, Dončić ha sfiorato la tripla doppia e Norman Powell ha firmato la miglior serata al tiro della sua carriera.
Venerdì
- Milwaukee Bucks – Charlotte Hornets 122-121
- Oklahoma City Thunder – Golden State Warriors 131-94
- Los Angeles Lakers – Memphis Grizzlies 128-121
- Cleveland Cavaliers – Denver Nuggets 113-108
- Chicago Bulls – Orlando Magic 121-114
- San Antonio Spurs – Indiana Pacers 123-113
- Phoenix Suns – Sacramento Kings 129-102
Sabato
- Detroit Pistons – Cleveland Cavaliers 114-110
- Brooklyn Nets – Denver Nuggets 127-115
Domenica
- Phoenix Suns – Oklahoma City Thunder 108-105
- Los Angeles Lakers – Memphis Grizzlies 120-114
- Milwaukee Bucks – Sacramento Kings 113-96
- Miami Heat – New Orleans Pelicans 125-106
- Minnesota Timberwolves – Washington Wizards (vittoria Minnesota, margine oltre i 30 punti)
