Nella notte gli Oklahoma City Thunder hanno chiuso i conti con i Minnesota Timberwolves, imponendosi 124-94 in gara 5 e conquistando il titolo della Western Conference. La squadra torna così alle Finals NBA per la prima volta dal 2012, quando ancora c’erano Kevin Durant e Russell Westbrook. Si tratta anche della conferma di quanto fatto vedere durante tutta la regular, con un record di vittorie e gioco dominante per tutta la stagione. Ad Ovest, per capirci, non ci sono state sorprese.
Il protagonista assoluto è stato ancora una volta Shai Gilgeous-Alexander, autore di 34 punti. Ma non è stato solo: Chet Holmgren ha chiuso con 22 punti, 7 rimbalzi e 3 stoppate, mentre Jalen Williams ha contribuito con 19 punti e 8 rimbalzi. Il dominio è stato netto fin dall’inizio: i Thunder hanno aperto il match con un parziale di 11-3 e chiuso il primo quarto sul 26-9, mettendo la partita già in ghiaccio.
Coach Mark Daigneault ha provato a mantenere i piedi per terra anche nei festeggiamenti post-gara: “Abbiamo ancora tanta strada da fare, non è questo il nostro obiettivo finale”, ha detto il neo-MVP Gilgeous-Alexander. E mentre Daigneault elogiava l’etica del gruppo, i giocatori lo hanno scherzosamente ricoperto di asciugamani, come già fatto in passato ai danni dei giornalisti locali. “Degli idioti… ma sono speciali,” ha tagliato corto l’allenatore, sorridendo.
Dall’altra parte, i Timberwolves hanno faticato a entrare in ritmo, tirando con il 41,2% dal campo e perdendo 21 palloni. Julius Randle ha segnato 24 punti, Anthony Edwards ne ha aggiunti 19, ma è stata una notte amara, soprattutto per il veterano Mike Conley: “Fa male. Occasioni come queste non capitano spesso. Ma sono fiero di questi ragazzi. Hanno lottato.”
Ora OKC aspetta l’avversaria dalle Eastern Conference Finals: Indiana è avanti 3-1 su New York, con gara 5 in programma a Manhattan. I Thunder sono tornati a sognare.

