La finale della Western Conference si apre con un messaggio forte e chiaro da parte degli Oklahoma City Thunder. Davanti al pubblico di casa, i ragazzi terribili di coach Mark Daigneault travolgono i Minnesota Timberwolves 114-88 in Gara 1, al termine di una prestazione che ha ribaltato ogni equilibrio nella ripresa. Il protagonista? Sempre lui: Shai Gilgeous-Alexander, che si accende nel secondo tempo e piazza 31 punti, di cui 20 nella seconda metà di gara.
E pensare che all’intervallo i Thunder erano sotto 44-48, con SGA limitato a 11 punti e una mano gelida (2/13 al tiro). Poi qualcosa è cambiato. Oklahoma City ha serrato le maglie difensive, ha aumentato i ritmi e messo in ginocchio una Minnesota stanca, nonostante la settimana di riposo. Emblematica la terza frazione: 32-18 di parziale, con un Kenrich Williams che spunta dal nulla per infilare 5 punti pesanti e girare definitivamente l’inerzia.
“Abbiamo giocato male in attacco nel primo tempo eppure eravamo sotto solo di quattro. Un segnale importante”, ha dichiarato coach Daigneault. E infatti, nella ripresa, è venuta fuori la miglior versione dei Thunder.
Minnesota, sesta forza a Ovest, non è riuscita a confermare la brillantezza vista contro Denver. Julius Randle ha chiuso con 28 punti ma solo 8 nella ripresa, mentre Anthony Edwards, finora devastante nei playoff, si è fermato a 18 punti con appena 13 tiri tentati. “Devo giocare più senza palla”, ha ammesso a fine gara. “In area c’erano sempre quattro corpi addosso, dovrò studiare il modo di punirli da fuori.”
E proprio qui sta uno dei nodi tattici più interessanti: OKC ha blindato il pitturato e sfidato Minnesota al tiro, sapendo di poter correre in transizione grazie alla propria gioventù e atletismo. Una scommessa vinta.
Appuntamento ora a giovedì notte (ora italiana) per Gara 2, sempre alla Paycom Center Arena. Finch dovrà trovare in fretta delle contromisure: servono più tiri per Edwards, meno passaggi a vuoto e maggiore durezza mentale per reggere l’impatto con una squadra che ha fame, ritmo e fiducia.
La serie è lunga, ma la prima pietra è stata pesantemente lanciata dai Thunder.

