“Cosa ha fatto la Ferrari?” Si è presa 60″, la Rouge, e 67″, la Roja, dal primo.

A proposito chi è arrivato primo? Indovinate un pò… un signore che si chiama Hamilton e non è un caso forse che le prime lettere del suo cognome siano le stesse prime tre lettere di Hammer, martello nella lingua di Albione. E oggi di martellate ne ha date tante per evitare che Verstappen gli soffiasse la prima gara della stagione.

La vittoria per Verstappen era ormai a portata di mano quando a soli due giri dalla fine è riuscito a superare Hamilton al termine di una manovra azzardata che lo ha portato al di fuori dei margini della pista di curva 4, margini regolarmente superati per tutta la gara da re Lewis. Il muretto della Red Bull però non deve conoscere il nostro Fabrizio De Andrè (o almeno non conosce la Canzone di Piero), e ha usato, anche loro come Piero, una immensa premura nel restituire il sorpasso temendo una reprimenda per il superamento dei limiti della pista. E’ cosi partito l’ordine, per non far arrabbiare la corazzata Mercedes, vera padrona, in pista e fuori, della Formula 1 di questi anni.

Quindi cosa è cambiato rispetto alla passata stagione?

Nella sostanza poco, molto poco. Si sono visti dei sorpassi, e questo e buono ma la domanda non è mai “Quanti sorpassi ci sono stati?”, la domanda è sempre “Chi ha vinto?” e prima ancora “Cosa ha fatto la Ferrari?”.

E qui con buona pace di tutti non è cambiato nulla. Non in questa gara, non in questo inizio di stagione.

Come sempre non ci resta, a noi ferraristi, sperare nel miracolo di una evoluzione della macchina che ci consenta di sperare in qualche vittoria già in qualche gran premio di questa stagione. Al momento sembra impossibile. Nel mentre teniamo riposte le nostre bandiere, spolverandole di tanto in tanto nell’attesa di sventolarle di nuovo.

Non accadrà nel prossimo appuntamento del 18 Aprile ad Imola. La buona notizia che abbiamo due piloti entrambe assetati di risultati, con Leclerc che dopo aver assaggiato il sapore della vittoria sulla Rossa non vede l’ora di ripetere l’esperienza, con Sainz che non avrà più scuse per dimostrare quanto vale. E se le Mercedes e le Red Bull sono troppo lontane, la Rouge del compagno guidata da Leclerc è un riferimento certo da utilizzare dagli addetti ai lavori per fare la pesa alle prestazioni dello spagnolo.

Allons ninos della Rossa.

Un ferrarista speranzoso

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