Lun, 16 Febbraio 2026
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New York mette le mani sull’Emirates NBA Cup 2025: 124 a 113 agli Spurs

Emirates NBA Cup 2025

New York mette le mani sull’Emirates NBA Cup 2025. Alla T-Mobile Arena di Las Vegas i New York Knicks superano i San Antonio Spurs 124-113, ribaltando una finale rimasta in equilibrio per oltre tre quarti prima dell’allungo definitivo nell’ultimo periodo. La partita prende forma subito su ritmi alti e su un’alternanza continua di soluzioni. New York prova a imporre la propria fisicità vicino al ferro, San Antonio risponde con la circolazione e con il talento dei giovani esterni.

Il primo tempo scorre senza che nessuna delle due riesca a scavare un solco vero, con i Knicks che trovano punti preziosi da OG Anunoby e Jalen Brunson e gli Spurs capaci di restare agganciati grazie alla produzione distribuita e a una fase offensiva fluida. All’intervallo il punteggio fotografa l’equilibrio e lascia aperto ogni scenario.

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Dopo la pausa lunga sono gli Spurs a dare l’impressione di poter indirizzare la gara. Le triple in transizione e la presenza di Victor Wembanyama spingono San Antonio fino al +8, costringendo New York a inseguire e a cambiare passo. È in quel momento che la partita gira: i Knicks stringono le maglie in difesa, alzano l’intensità a rimbalzo offensivo e trovano continuità dalla panchina. Il parziale che chiude il terzo quarto riporta la gara in parità e prepara il terreno a un’ultima frazione tutta di marca newyorkese.

Nel quarto periodo New York cambia marcia in modo netto. Brunson prende in mano il ritmo, Anunoby punisce da fuori e la second unit diventa un fattore determinante. I Knicks vincono il parziale 35-19, spezzando definitivamente la resistenza degli Spurs e trasformando l’equilibrio precedente in un finale a senso unico. Il controllo dell’aria e le seconde opportunità costruite a rimbalzo fanno la differenza, mentre San Antonio fatica a trovare continuità offensiva quando la pressione sale.

Le cifre raccontano con chiarezza la storia della finale. Anunoby chiude come miglior realizzatore con 28 punti, colpendo con continuità dall’arco e nei momenti chiave. Brunson ne aggiunge 25, distribuisce il gioco e viene premiato come MVP della NBA Cup, confermando la sua attitudine ai palcoscenici che contano. Karl-Anthony Towns, pur limitato nel finale, firma una doppia doppia da 16 punti e 11 rimbalzi, mentre la panchina garantisce energia e soluzioni nei minuti decisivi. Nel complesso New York tira con percentuali solide, domina a rimbalzo 59-42 e chiude con un netto vantaggio nei punti da sotto, 56-44, numeri che spiegano il controllo dell’ultimo quarto.

Per quanto riguarda San Antonio, Dylan Harper è il miglior marcatore con 21 punti, Wembanyama chiude a quota 18 in una serata emotivamente complessa, mentre De’Aaron Fox porta 16 punti e leadership. Gli Spurs restano in partita per tre quarti, mostrano personalità e una crescita evidente, ma pagano la flessione finale contro una squadra più profonda e più pronta a gestire la pressione. Soprattutto si accodano agli inevitabili alti-bassi di Wembanyama, ancora in fase di rodaggio dopo la lunga sosta per infortunio.

I Knicks, con il successo nella NBA Cup, lanciano un messaggio preciso alla lega. È una conferma di credibilità e un’iniezione di fiducia in vista della parte più densa del calendario. Non è un titolo NBA, ma è un passo importante nella costruzione di un’identità vincente. Per gli Spurs, invece, la finale persa è un passaggio formativo: il talento c’è, l’esperienza si accumula, e Las Vegas lascia indicazioni preziose su cosa serve per trasformare il potenziale in vittorie quando il margine di errore si riduce al minimo. Lo scalpo dei campioni di Oklahoma in semifinale del resto è di quelli che contano e quel risultato ha dato la consapevolezza che per il titolo, quello che conta, ci sono anche gli Spurs.

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Redazione
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