Sab, 7 Febbraio 2026
RugbyNick Mallett: "Allenare l’Italia è stata la miglior esperienza della mia vita"

Nick Mallett: “Allenare l’Italia è stata la miglior esperienza della mia vita”

Nick Mallett
Rbs Sei Nazioni 2009, Londra, Twickenham 07/02/2009, Inghilterra v Italia, Nick Mallett, allenatore dell’Italia. Foto Daniele Resini/Fotosportit

Nick Mallett ha 69 anni, ma la sua voce è rimasta la stessa di quando, nel 2007, arrivò in Italia con la missione di cambiare il volto del rugby azzurro. Oggi è uno dei commentatori più rispettati del Sudafrica. Ma quando parla dell’Italia, non è il commentatore a emergere: è l’ex allenatore che ricorda ogni passo, ogni lezione, ogni battaglia vissuta sul campo.

Coach Mallett, che impressione ha dell’Italia di oggi?

“Penso che il rugby italiano abbia fatto passi da gigante, e molto di questo progresso nasce dall’ingresso delle squadre italiane nel campionato celtico, l’attuale URC. Lì è cambiato tutto. Merito di Giancarlo Dondi, che ha avuto il coraggio e la visione di spingere in quella direzione. Quando arrivai, la qualità del gioco interno era troppo bassa. Vidi una partita con solo 17 minuti effettivi di gioco. In confronto, un test match tra Australia e Inghilterra ne aveva oltre 40. Era chiaro: se volevamo crescere, i nostri ragazzi dovevano competere ogni settimana con i migliori.”

“Il talento non è mai mancato — Parisse, Castrogiovanni, Masi — ma molti erano costretti a emigrare. Chi restava in Italia non aveva le stesse opportunità di crescita. Con la Celtic League, tutto è cambiato. E oggi vedo un’Italia che, se gioca al massimo, può davvero mettere in difficoltà chiunque. Menoncello, ad esempio, è un centro di livello mondiale. La mischia è solida, la linea arretrata sa colpire. Se è giornata, l’Italia è una squadra pericolosa.”

Che partita si aspetta contro il Sudafrica, qui a Torino?

“Una battaglia. Il Sudafrica verrà qui molto preparato. Ha imparato la lezione nel primo test estivo, dove l’Italia ha dominato il breakdown. Quando gli Springboks hanno trovato ritmo, nel secondo match, hanno segnato 48 punti. La chiave sarà il possesso veloce: sostegno vicino al portatore, gioco diretto, calci alti per mettere pressione. E per l’Italia, tutto passerà dalla mischia: non possono concedere sei o sette falli, altrimenti finiscono nella loro metà campo a difendere maul su maul. Nel primo test l’Italia fu furba: palla subito fuori dalla mischia per evitare arretramenti. Dovranno rifarlo. Servirà attenzione assoluta. Le fasi statiche decideranno la gara.”

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Qual è il segreto della forza sudafricana?

“Rassie Erasmus. Semplice. Ha costruito un sistema solido, con tre giocatori affidabili per ogni ruolo. Così se perdi un titolare, entra uno con esperienza internazionale. L’Italia ha talento, ma non ancora quella profondità. Ma ci sta arrivando. E questo è incoraggiante.”

Giocare, allenare o commentare: cosa è più difficile?

“Allenare. Di gran lunga. Da giocatore puoi rimediare a un errore. Da commentatore puoi analizzare senza conseguenze. Ma da allenatore? Sei dentro fino al collo. Ogni errore pesa. Ogni scelta conta. Non puoi intervenire durante la partita. E quando vedi un fallo, un giallo, un’occasione sprecata… puoi solo guardare. È logorante. Ma anche il lavoro più gratificante.”

Il ricordo più bello da CT dell’Italia?

“Senza dubbio, la crescita dei miei giocatori. Mi dissi: prendi Zanni, Ghiraldini, e rendili il 10% migliori ogni anno. Dopo quattro anni, hai un giocatore del 40% più forte. È questo che mi porto dentro.”

“E poi, la vittoria sulla Francia al Sei Nazioni, la prima in casa. Il pubblico, l’inno, il giro d’onore. Ho pianto. L’unica volta in cui ho pianto da allenatore.”

“O ancora, San Siro contro gli All Blacks. 80.000 persone. Perdemmo 20-6, ma meritavamo di più. Una delle nostre migliori partite. E lì capii che i miei giocatori non mi vedevano più come un tecnico straniero venuto a fare carriera. Mi vedevano come uno di loro. E io mi sentivo amico vero di quei ragazzi.”

“Allenare l’Italia? È stata, senza dubbio, la miglior esperienza della mia vita.”

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Redazione
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