Nicolae e Sergio Craciun, bronzo agli Europei di Canoa velocità

La coppia moldava, naturalizzata per meriti sportivi, ha vinto il bronzo agli Europei. La loro storia umana e sportiva.

Nicolae e Sergio Craciun, bronzo agli Europei di Canoa velocità

E’ la canadese italiana a tornare sul podio nella seconda giornata dei Campionati Europei assoluti di canoa velocità di Plovdiv. L’Italia porta a casa la medaglia di bronzo nella specialità olimpica del C2 1000m con Nicolae e Sergio Craciun, mentre Carlo Tacchini rimane ai piedi del podio nel C1 1000m. Sergiu, moldavo d’origine naturalizzato italiano, nasce il 30/06/84 e pagaia per la Polizia di Stato sotto il vessillo delle Fiamme Oro. Gareggia con la maglia azzurra dal 2011 e vanta in palmares diverse partecipazioni a mondiali, coppe del mondo ed europei. Ha acquisito la cittadinanza italiana per meriti sportivi nel 2014. Nicolae nasce in Moldavia il 14/06/94 e dal 2011 gareggia per i colori italiani e per il CC Aniene. E’ il fratello minore di Sergiu Craciun. Si affaccia in azzurro ed inizia a conquistate prestigiose medaglie nelle categorie Junior e Under 23. La prima medaglia insieme risale allo scorso anno, quando in coppa del mondo a Racice vinsero l’oro nel C2 200mt.

Per Nicolae, il più piccolo dei due, è un’emozione fortissima: “Quando salii in barca la prima volta nel 2005, accompagnato proprio da mio fratello Sergiu non avrei mai immaginato di arrivare fin qui. Invece eccoci, insieme nella stessa canoa, 12 anni dopo con una medaglia al collo. Siamo partiti consapevoli della forza derivante in gran parte dal nostro legame, ma soprattutto pronti a divertirci insieme… e siamo riusciti a prenderci ciò che ci meritavamo! Ringrazio la mia fidanzata, la mia famiglia, il mio circolo e la Federazione che dal 2011 mi permette di gareggiare sotto il tricolore. Questa medaglia è anche vostra!”

Quella di Sergiu e Nicolae Craciun è stata una storia di talento, passione e coraggio che merita di essere raccontata soprattutto in questo periodo, durante il quale l’Italia si sta dividendo sullo Ius Soli. “Ius” che, come dimostrano le poche righe inviata dall’ufficio stampa della canoa che potrete leggere di seguito, di fatto è già operativo nel mondo dello sport in moltissime federazioni. Prima di addentrarci nella lettura dell’avventura sportiva e umana dei fratelli Craiun poniamo una domanda che speriamo faccia riflettere: quanti piccoli campioni sono nati e vivono in Italia ma non hanno una Patria sportiva per la quale gareggiare? Se lo sport è un diritto, come anche quello di poter andare ad un mondiale o ad una olimpiade, perché a questi ragazzi vogliamo negarlo?

DAL COMUNICATO STAMPA DELLA FEDERAZIONE CANOA – Sergiu ha messo per la prima volta “il ginocchio” in canoa all’età di dieci anni nell’ancora extraeuropea Moldavia sulle acque del fiume, a pochi metri da casa, sotto gli occhi brillanti e pieni di orgoglio del padre. Le barche erano ancora quelle di legno, niente super bolidi colorati ed in carbonio, si macinavano chilometri al freddo con pagaie e canoe che il padre verniciava accuratamente e talvolta rattoppava perché non poteva permettersi una canoa nuova. In una Moldavia segnata e spezzata dalla crisi del 1992, con l’economia a picco e la mancanza di lavoro, un bacio sulla guancia ed una lacrima in silenzio segnano inevitabilmente una fredda mattina del 1999, quando la mamma dei due ragazzi, per garantire un futuro alla sua famiglia, decise di abbandonare il lavoro di infermiera in ambulatorio con il sogno di una Italia ancora nel fiore dello sviluppo e con concrete possibilità di vita migliore. Nicolae, il più piccolo, aveva solo cinque anni e a causa della mancanza della figura materna si legò molto al fratello Sergiu di dieci anni più grande di lui. Ammirazione ed emulazione portarono anche lui a seguire le orme sportive di Sergiu. Nicolae ha iniziato in kayak, da seduto, ma non appena ricevette il primo C1, regalato con anni di sacrifici dai risparmi accumulati dalla mamma, fu amore a prima vista. Il loro destino, così come la tradizione di famiglia, era la canoa canadese. Una mamma costretta a vivere lontano dai figli ma con il cuore in gola e gli occhi colmi di gioia ogni qual volta vedeva la canoa dei due ragazzi scivolare sull’acqua. Due fratelli che non avevano voglia di arrendersi. Al sogno della mamma di portare i due figli in Italia con lei dopo la separazione dal marito e le gravi difficoltà economiche, Sergiu risponde consegnandole il numero di telefono di un allenatore italiano conosciuto per caso durante degli allenamenti in Romania. E’ così che il tecnico Antonio Canone decide di far partire un progetto di integrazione che potesse essere utile alla crescita dei due ragazzi ed a quella di tutta la squadra azzurra. Oggi Nicolae è perfettamente integrato nella realtà italiana, vive con sua madre e ha vinto numerose medaglie con il tricolore sulle spalle. Sergiu oggi ha ottenuto la cittadinanza italiana per meriti sportivi ed è arruolato per la Polizia di Stato. Lo sport ed il progetto d’integrazione costruito dalla Federazione Italiana Canoa Kayak, l’aiuto dei club di appartenenza, della famiglia e di tutti gli affetti, gli ha dato la forza di resistere e gli ha regalato un futuro tricolore.

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