Domani, venerdì 6 giugno, comincia l’avventura dei mondiali per l’Italia. Contro la Norvegia, ad Oslo, la Nazionale di Luciano Spalletti si gioca buona parte della qualificazione. Una eventuale sconfitta vedrebbe la diretta concorrente per il primo posto, e quindi la qualificazione diretta, volare a 9 punti, avendo la Norvegia già giocate due partite e vinte entrambe.
Un tempo le fasi di qualificazioni ai Mondiali di calcio erano, per l’Italia, poco meno di una formalità. Questo fino a una decina di anni fa. Poi improvvisamente la magia, quella per capirci che ci ha portato a vincere 4 mondiali, si è improvvisamente interrotta. La disgraziata avventura di Ventura alla guida della Nazionale provocò il primo grande shock collettivo dello sport italiano. Con le dimissioni del tecnico e dell’allora presidente federale Abete tutti ci eravamo illusi che le cose sarebbero tornate presto al proprio posto. Ma era una illusione. Un nascondere la testa sotto la sabbia, come si dice facciano gli struzzi. Prova ne fu che, quattro anni dopo, la Nazionale campione d’Europa incappò nell’umiliante sconfitta contro il Montenegro nei ripescaggi dopo aver ceduto il posto, nel girone regolamentare, alla Svezia.
Il calcio, come avemmo modo di ricordare, rispecchiava il fallimento di un paese ormai avviato al tramonto dal punto di vista economico e sociale, con una delle popolazioni più anziane al mondo. Bucando per la seconda volta un mondiale che fino a poco tempo prima ritenevamo il nostro giardino di casa ci siamo resi conto che il mondo stava cambiando e che il nostro modello di calcio era ormai obsoleto.
Improvvisamente la qualificazione all’evento planetario per eccellenza è diventata una montagna così alta da scalare che il solo pensiero fa venire i brividi. Il prode Mancini, complice un’offerta faraonica degli arabi, pensò bene, due anni fa, di lasciare il lavoro a metà e andare al caldo del Medio Oriente. Gli subentrò Spalletti, in tempo per giocare Europei sottotono ma con la scusante di aver preso la squadra in corsa. Il tecnico di Certaldo veniva dalla vittoriosa esperienza di Napoli e dello scudetto delle meraviglie. Solo in questo modo si spiega il motivo per cui accettò la guida di un gruppo che rappresenta l’Italia ben oltre i propri meriti e ben oltre l’aspetto solo sportivo, e che per questo sulle cui spalle pesa sempre una grande responsabilità.
L’entusiasmo della vittoria sotto il Vesuvio, per Spalletti, è ormai cosa passata. Restano i rischi di un obiettivo che in questo momento appare veramente difficile da raggiungere, alla luce soprattutto delle ultime vicende internazionali.
Non è infatti una buona cosa che l’Inter abbia preso cinque sonori e dolorosi schiaffi dalla PSG nella finale di Champions. Molti dei protagonisti di quella partita, punti fermi della Nazionale, sono usciti con le ossa rotte e il morale sotto i tacchi. Alcuni hanno anche dato segni preoccupanti di poca lucidità, come il caso Acerbi sta lì a dimostrare.
Pertanto la Nazionale che il Lucianone nazionale si appresta a schierare domani ad Oslo non infiamma certamente i cuori e non lascia neanche ben sperare. L’unico con il morale alle stelle è Gigione Donnarumma, sulla graticola fino a un mese fa e poi improvvisamente promosso salvatore della patria (francese). La difesa a tre, Bastoni, Coppola e Di Lorenzo, punta su un giocatore uscito malconcio da Coppe e Campionato, da un giovane di belle speranze di una squadra di Serie B e di un fresco campione d’Italia che però non impressione da tempo.
Per quanto riguarda il centro campo, dovrebbero scendere in campo Rovella (sperando si sia ripreso dopo il calo di condizione degli ultimi mesi), Barella, Di Marco e Cambiaso sulle fasce. Davanti Tonali e Raspadori (o Frattesi) dovrebbero sostenere Retegui (Kean infortunato ha lasciato il raduno). L’incognita è legata alle motivazioni e condizioni dei giocatori interisti che hanno visto sfumare, nel giro di un mese, tutti gli obiettivi, senza neanche mai staccare la spina. Saranno in grado di ritrovare loro stessi.
E l’Italia sarà in grado di ritrovare nuovamente la strada dei mondiali?
Gruppo I
Italia
Norvegia
Israele
Estonia
Moldavia
Attualmente, la Norvegia è in testa al girone con 6 punti, avendo vinto le prime due partite contro Moldavia e Israele. L’Italia, invece, deve ancora disputare la sua prima partita nel girone.
Calendario delle partite dell’Italia
- 6 giugno 2025: Norvegia – Italia (Oslo)
- 9 giugno 2025: Italia – Moldavia (Reggio Emilia)
- 5 settembre 2025: Italia – Estonia (Bergamo)
- 8 settembre 2025: Israele – Italia (Debrecen)
- 11 ottobre 2025: Estonia – Italia
- 14 ottobre 2025: Italia – Israele
- 13 novembre 2025: Moldavia – Italia
- 16 novembre 2025: Italia – Norvegia
Le prime due giornate (marzo 2025) sono state di riposo per l’Italia.
Come funziona la qualificazione
Per l’Europa, sono disponibili 16 posti per i Mondiali 2026
- 12 posti vanno alle prime classificate dei rispettivi gironi (come il Gruppo I dell’Italia).
- 4 posti sono assegnati tramite spareggi a eliminazione diretta: vi partecipano le 12 seconde classificate dei gironi e le 4 migliori vincitrici dei gironi della UEFA Nations League 2024/25 che non si sono qualificate direttamente.
Gli spareggi si svolgeranno a marzo 2026 e prevedono semifinali e finali in gara unica

