Nota relativa alla notifica ricevuta dal CT Bettini

Qualcuno ha preso una cantonata. Che lo abbiano fatto anche i giornali, che dovrebbero essere informati, è ancora peggio. Non si riesce ad uscire dalla pressione “mediatica”. Ci manca solo che adesso gli atleti della Nazionale vengano accusati della TBC al Gemelli…AU

In riferimento a quanto apparso sugli organi di stampa, relativamente alla notifica ricevuta dal CT della nazionale professionisti della FCI Paolo Bettini (richiesta di proroga del termine per le indagini preliminari ex articolo 406 ccp da parte della Procura della Repubblica di Padova), si segnala che, in base alla normativa sanitaria federale attualmente in vigore tutti gli atleti convocati in nazionale in occasione dei raduni collegiali che precedono campionati mondiali, europei, olimpiadi, vengono sottoposti in via preventiva, prima dell’evento, a controlli ematici a tutela della salute.
Trattasi di controlli preventivi di rutine, finalizzati a verificare il possesso di valori compresi in ambito fisiologico di alcuni parametri ematici (nello specifico ematocrito, emoglobina e reticolociti), effettuati da laboratori convenzionati con la FCI e secondo procedure sia di prelievo che di analisi perfettamente standardizzate.
Tali controlli sono disposti dal medico federale secondo quanto previsto dal Titolo VII (articoli dal 29 al 34) delle Norme sulla Tutela della Salute degli atleti ciclisti ed hanno come obiettivo la Tutela della Salute degli atleti. Non trattasi in alcun modo di controlli antidoping sia per modalità operativo/esecutive che per finalità. Non trattasi di controlli a sorpresa.
Dei suddetti controlli tutti gli atleti sono preventivamente informati. E’ specifico compito del commissario tecnico della squadra nazionale interessata, sempre nell’ambito delle funzioni e nel rispetto delle direttive federali e secondo protocolli approvati dalla Federazione stessa, avvertire gli atleti di detti accertamenti medici. In tali circostanze, peraltro, il commissario tecnico è chiamato ad avvertire non un singolo atleta, ma tutti gli azzurri presenti al raduno e partecipanti all’evento programmato, secondo una prassi normata e finalizzata ad evitare che gli atleti possano mancare un appuntamento obbligatorio previsto dalle normative sanitarie federali. (com stampa)

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