Mer, 18 Febbraio 2026
OlimpiadiSenna, errori arbitrali, ori sfumati: per fortuna che ci sono gli atleti

Senna, errori arbitrali, ori sfumati: per fortuna che ci sono gli atleti

Olimpiade 2024: per fortuna che lo sport ha gli anticorpi per sopravvivere, per rigenerarsi ogni volta, per sorprendere. E allora è un attimo guardare avanti, far finta di non vedere che l’acqua della Senna è un brodo marrone che non autorizza lievi pensieri, che gli arbitri sbagliano, che fanno errori macroscopici che ci portano a dubitare, che ci sfilano medaglie. Far finta di non sentire che un’olimpionica del fioretto usa la clava per commentare la delusione di una giovanissima ranista e farla a pezzi, salvo poi scusarsi, pentirsi e chiedere di incontrarla.

Per fortuna che ci sono gli atleti, per fortuna ci sono loro, come sempre, come è giusto che sia. Tanti, tantissimi, giovani, pieni di gioia, di attese, di speranze e di energie da mettere in campo. Largo a loro che sono la parte buona, in maggior parte sana, di uno sport che ma che ha nel suo dna la capacità sopravvivere sempre.

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La voglia è quella di pensare ad uno sport dove non si gioca sporco, dove si parte alla pari e alla fine arriva prima chi è più forte. Senza trucco e senza inganno. Utopia? Sicuramente sì ma l’Utopia è il motore formidabile che permette anche a chi non ha le armi dei potenti di battersi alla pari. Di tener testa. E così ciò che sembra ineluttabile, inevitabile e già scritto viene continuamente rimesso in discussione. Saranno anche queste olimpiadi indimenticabili, le ricorderemo come tutte. Saranno le solite olimpiadi dove lo sport riserverà le emozioni di cui è capace. Al di là dei cronometri, dei record, dei primati delle vittorie e delle sconfitte. Saranno le emozioni a vincere. Fatica, sorrisi, pianti, abbracci, pugni chiusi, braccia al cielo, urla, strette di mano, carezze e sguardi che fermano un momento irripetibile di una carriera e di una vita.

E per rendersene conto, per cancellare ogni dubbio basta andarsi a rileggere il pensiero di Filippo Macchi dopo il mancato oro nel fioretto, sfumato per una svista, svanito per un errore degli arbitri: “Ne ho sentite di ogni, ti hanno derubato, arbitraggio scandaloso, è una vergogna – scrive l’azzurro su Instagram – Eppure a me viene da dire che sono proprio un ragazzo fortunato. Ho 22 anni, una famiglia stupenda, degli amici strepitosi e una fidanzata che mi lascia costantemente senza parole. Sono arrivato secondo nella gara più importante per ogni atleta e ho imparato che le decisioni arbitrali vanno rispettate. Quello che è successo appartiene al passato, ciò che succederà in futuro dipenderà da me”.

Non tutto è perduto!

Antonio Ruzzo
Antonio Ruzzo
Sposato, con tre figli, giornalista professionista dal 1995. Il mestiere mi ha portato per anni a raccontare storie di nera e di morti ammazzati, la vita a inseguire sogni e passioni in bicicletta. Triatleta (scarso) da anni racconto quotidianamente lo sport nel blog “Vado di corsa” sul sito di un quotidiano nazionale. Ho un debole per chi non vince mai, per chi sa che il traguardo è lontanissimo ma non molla e per chi impazzisce per il profumo dell'olio canforato.

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