Nella giornata del 28 luglio 2024 diversi arbitraggi, che hanno riguardato gli italiani, hanno fatto discutere e parlare molto all’Olimpiade di Parigi 2024. Tra gli atleti più penalizzati Odette Giuffrida nel judo, Aziz Abbes Mouhiidine nel pugilato e Arianna Errigo nella scherma. Senza attaccare o colpevolizzare nessuno analizziamo quello che è successo, partendo dal judo, disciplina olimpica dove (forse) errori di interpretazione dell’arbitro sono stati più evidenti.
La romena Ioana Babiuc ha arbitrato gli incontri della nostra azzurra Giuffrida sia nella semifinale che nella finale per il bronzo e in entrambi i casi il giudice arbitro ha squalificato l’azzurra per somma di shido, va spiegato che quando si arriva a 3 scatta l’espulsione. Il torneo era nella categoria dei 52Kg, in semifinale il match è stato contro la kosovara, Distria Krasniqi e nella finale contro la brasiliana Larissa Pimenta.
Le penalità per l’azzurra sono arrivate per mancanza di attacco, una situazione che dopo una fase di stallo, in generale, induce l’arbitro ad assegnare una sanzione per incentivare la fase offensiva. Il fatto che fa discutere è che il terzo shido, in semifinale, era da attribuire solo all’avversaria e non all’italiana, che invece ha attaccato. I settemila tifosi del pubblico dell’Arena Champ-de-Mars hanno fischiato la decisione dell’arbitro che è sembrata non seguire un criterio logico. L’azzurra ha poi dichiarato: “L’arbitro non mi sopporta. Ogni volta che la incontro mi penalizza”. Il presidente del Coni Malagò ha parlato di “doppia designazione (semifinale e finale) che non convince.”

Nella stessa giornata pure il pugile italiano Aziz Abbes Mouhiidine ha subito una decisione assurda: nel match degli ottavi di finale dei pesi massimi, contro l’uzbeko Lazizbek Mullojonov, il pugile italiano sembrava aver condotto l’incontro ma il secondo round è stato giudicato in maniera discutibile con il risultato finale di 4-1 per l’uzbeko. Lo stesso avversario ha scosso la testa dopo la decisione arbitrale facendo segno di no con il dito sul risultato.

Dal ring alla pedana. La delusione non cambia. Anche nella scherma, precisamente nel fioretto, arma nella quale l’Italia storicamente è “regina”, con la nostra portabandiera, Arianna Errigo che si è fermata ai quarti di finale contro la statunitense Lauren Scruggs. La contestazione è arrivata sulla quindicesima stoccata, mentre le due atlete erano sul 14-14, l’ultima stoccata è stata assegnata alla fiorettista americana, decisione non condivisa dalla Errigo che sostiene che quella stoccata fosse sua.

Aldilà di tutti questi casi, curiosamente inanellati nella stessa giornata olimpica, va detto che queste sono situazioni che possono capitare nello sport: gli errori arbitrali ci sono ed è normale che ci siano perché sono uomini (umani) a giudicare, la considerazione razionale che va fatta è “quantitativa”: bisognerebbe infatti capire quali siano i motivi di tutti questi errori, visto che ultimamente aumentano invece che diminuire. Da un lato c’è un tema di formazione degli arbitri: per molti sport ancora oggi si diventa arbitro con poche ore di corso, quando in realtà lo sport dovrebbe investire di più nei programmi di aggiornamento. Dall’altro lato, c’è il tema della tecnologia che è entrata sempre più nello sport, anche gli arbitri si sentono più tutelati e perdono la capacità di prendere decisioni nell’immediato, quando dovrebbero capire che si devono basare su ciò che vedono. La tecnologia deve essere un aiuto e non un pretesto per sbagliare.
Resta poi sullo sfondo la questione di sempre: in alcuni sport alcuni Paesi sono sempre favoriti. Bisognerebbe fare una statistica precisa, per sostenere questa affermazione, qualcuno la sta facendo. Resta l’amarezza per una giornata, stranamente la stessa, difficile da digerire per la nostra Italia olimpica.
