Il baseball e il softball, nella versione maschie e femminile dello stesso gioco, sono state le prime discipline escluse dal programma olimpico dal 1936. La loro ultima comparsa è stata alle Olimpiadi di Pechino del 2008; la decisione di escluderli fu presa nel 2005. Adesso sono in corsa per tornare nel programma delle Olimpiadi 2020, ma sarà dura.
Si è trattata di un’esclusione non indolore. Soprattutto il softball ha dovuto pagare un tributo di popolarità e, conseguentemente, economico all’uscita del programma olimpico ma, soprattutto, i motivi che hanno portato a questa decisione hanno gettato più di un ombra sull’intero movimento. Il presidente del CIO Rogge ebbe modo di dichiarare che, diversamente da altri sport di squadra con un forte movimento professionistico, il baseball non ha fatto nulla per realizzare eventi in grado di rispondere alle esigenze delle moderne Olimpiadi. In particolare i mondiali non rappresentano il momento massimo di confronto, avendo il movimento professionistico americano (Major Baseball League) sempre disdegnato di prendervi parte. Inoltre la stessa potentissima League professionistica con molto ritardo ha fatto proprio le norme antidoping emesse dalla Wada.
Le cose sono cambiate, ha assicurato Riccardo Fraccari, presidente della Federazione Internazionale (IBAF) che ha anche assicurato che le critiche mosse sono state recepite: la Major Baseball League professionistica ha ormai accettato il codice antidoping della WADA mentre dal punto di vista degli eventi internazionali, si è creato un circuito di gare di primissimo livello dalle categorie giovanili, alzando la qualità complessiva del movimento.
In generale baseball e softball possono vantare di un bacino di partecipanti forte nei paesi che hanno subito (o goduto, dipende dai punti di vista) la presenza di forze militari USA. Giappone, Corea, CentroAmerica, Italia e Olanda sono le potenze mondiali e europee. Cuba (attuale n. 1 del ranking maschile) rappresenta un’eccezione a questa regola ma poi neanche tanto, visto che prima della rivoluzione castrista, l’Isla Grande era una colonia degli States. In questo panorama geopoliticamente eterogeneo, mancano superpotenze economiche come Cina, India e Brasile. Se devo andare a naso, la vedo difficile per questo sport che ha comunque dimostrato di essere in grado di resistere e incrementare la popolarità anche senza le Olimpiadi.
Inoltre quale altro sport di squadra può essere eliminato per fargli posto? Difficile prevedere l’uscita di qualcuno adesso che nel programma Olimpico 2016 si è trovato spazio per il rugby a 7. Tempi e strutture per le Olimpiadi non si possono moltiplicare all’infinito ed è sicuramente più facile allargare il programma ad uno sport di più facile organizzazione e che divida il proprio impianto con qualche altro già esistente. (continua)

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La prima puntata dedicata al karate

Antonio Ungaro
Giornalista sportivo e blogger, lego i miei primi ricordi sportivi alle imprese di Gimondi al Giro d'Italia e al 5 Nazioni raccontato da Paolo Rosi. Ho iniziato a scrivere battendo i campi gara di ciclismo per TuttoCiclismo per pagarmi gli studi e alla fine mi sono trovato a farlo per oltre 30 anni. Ho scoperto che dietro ad ogni sportivo c'è una storia da raccontare e che tutte insieme raccontano un Paese che cambia. Ho collaborato con Rai, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e Tuttosport e diverse Federazioni sportive. Sono convinto, parafrasando Mourinho, che chi sa solo di uno sport non sa nulla di sport.

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