Olimpiadi 2020: è se fosse l’ora dello Squash?

Olimpiadi 2020: è se fosse l’ora dello Squash?

Squash alle Olimpiadi 2020, il logo

Lo squash è da tempo immemorabile in predicato di entrare alle Olimpiadi. Contrariamente a quanto si è portati a credere in Italia, la disciplina ha una data di nascita risalente alla metà dell’800 e si confonde con quella di altri sport simili (tennis e badminton). In Italia arriva di recente, negli anni ‘70, grazie alla volontà di alcune società emiliane. Nel 2001 la Federazione italiana, che ne regola l’attività agonistica, è riconosciuta come DSA (Disciplina Sportiva Associata) e nel 2007, apparendo a livello internazionale ormai imminente la promozione olimpica, diventa Federazione sportiva. Nonostante questo progresso (non rapido, tranne che per la promozione a FSN), lo squash è ancora in attesa di entrare alle Olimpiadi. Ci proverà in quelle del 2020 dopo aver fallito nelle ultime edizioni. Al punto che il massimo responsabile della Federazione internazionale (WSF) Andrew Shelley parla di un vero e proprio paradosso: “Se chiedete per strada all’uomo comune, questi vi dirà che lo squash fa parte del programma olimpico…”. Appare strano che non ci sia, visti i 180 anni di storia e gli oltre 130 paesi affiliati; così come nella Federazione internazionale non si spiegano i motivi delle recenti bocciature, dopo essere sempre entrati nella short list. Lo stesso Shelley ammette che in passato l’organizzazione degli eventi non ha corrisposto alle esigenze ed aspettative del CIO e che per questo l’esclusione ci poteva anche stare. Ma adesso lo squash è cambiato, al punto da organizzare una giornata dedicata alla promozione olimpica capace di raccogliere oltre 50.000 entusiasti partecipanti in simultanea, coinvolgendo oltre 1000 club in 100 paesi del Mondo. Il World Squash Day si è celebrato il 20 ottobre ed è stato un successo. Anche in Italia al Millennium Sport & Fitness di Brescia.
Negli ambienti si culla un certo ottimismo riguardo la decisione che verrà presa a settembre del 2013 a Buenos Aires, ottimismo che traspare anche dal sito italiano più autorevole www.squash.it. Più ci addentriamo in questo viaggio negli sport in corsa per la promozione alle Olimpiadi 2020, più registriamo ottimismo da parte di ognuno di essi. Operazione legittima, se non altro per quanto riguarda una precisa strategia di marketing, ma che però non trova riscontro nella realtà. Tutte le Federazioni internazionali contattate hanno avuto indicazioni positive dal CIO, almeno a leggere commenti e dichiarazioni. Per cui o il CIO mente con tutti oppure nessuno sport è realmente favorto. Il problema è che forse solo una disciplina diventerà olimpica (e non è detto, vi rimandiamo al primo articolo), gli altri staranno fuori.
In Italia lo squash sta mostrando un po’ il fiato corto. Il tesseramento della Federazione, nonostante i contributi CONI aumentati dal momento della promozione del 2007, non è pari a quello di altri sport e mostra percentuali di incremento bassi (vedi dati 2010). Nella percezione generale, per anni, questo sport è stato identificato con un gusto e una visione yuppies dell’attività sportiva. Caduta in disgrazia quella, lo squash ha avuto difficoltà a trovare un’altra collocazione nell’immaginario collettivo. Questa perdita di abbrivio ha portato anche in molti a chiedersi se sia stata giusta quella promozione a FSN, non essendo suffragata da numeri e non essendo più diventato sport olimpico.
A livello internazionale a queste considerazioni vanno aggiunte anche le ripetute bocciature che ne hanno fatto, al pari del karate, di una disciplina incompiuta. Nel programma olimpico ci sono già tanti sport di racchetta: tennis, tennistavolo e badminton. Difficile che ne venga inserito un altro, soprattutto ora che il tennis è riuscito a portare i suoi campioni ai Giochi, facendo il pieno di pubblico. Per il CIO, sempre alla ricerca di “nuovi mercati” (leggi spettatori) può bastare; è probabile che adesso rivolga la sua attenzione a discipline completamente nuove. (continua)

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One Response to "Olimpiadi 2020: è se fosse l’ora dello Squash?"

  1. Anonimo  10 Nov 2012 at 15:01

    Sinceramente non lo so, e quindi più che un’affermazione è una domanda.

    Una disciplina sportiva, per essere considerabile, e dunque “promossa”, di livello olimpico, non dovrebbe anche avere un’attività di “massa” tale da comportare Campionati internazionali e, presumibilmente, mondiali? Lo squash, sempre da quel che ne so, è uno sport piuttosto elitario, non nel senso economico ma di quantità di praticanti. E se mi sto sbagliando, allora anche questo è emblematico.

    E forse è sbagliata anche la considerazione che alle Olimpiadi vi siano discipline altrettanto poco diffuse, se non anche ancor meno, dato che è evidente che si tratta di sport la cui tipicità è unica e non confondibile. E lo squash sembra tanto un tennis adattato agli ambienti chiusi e inferiori rispetto ad un campo regolamentare…

    Tanto, a bene vedere, e per fortuna aggiungerei, gli sport che interessano, nelle Olimpiadi, sono quelli storicamente olimpici, atletica in testa. Ed è “bello” (sono sarcastico) vedere come in quei giorni tutti diventino dei formidabili esperti di quegli sport (s) di cui però non si sono mai interessati per… 4 anni.

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