Olimpiadi 2020: il CIO esclude la Lotta. Tokyo (e Karate) verso il successo?

Olimpiadi 2020: il CIO esclude la Lotta. Tokyo (e Karate) verso il successo?

lottaIl Board del CIO ha escluso, per ora, la Lotta dal programma olimpico dei Giochi 2020. La notizia è subito rimbalzata sul web, destando più di una perplessità. La Lotta (libera e greco romana) non è rientrata nell’elenco dei 25 sport che sicuramente faranno parte del programma olimpico del 2020, ovvero: atletica leggera, canottaggio, badminton, basket, pugilato, canoa, ciclismo, equitazione, scherma, calcio, ginnastica, sollevamento pesi, pallamano, hockey, judo, nuoto, pentathlon moderno, taekwondo, tennis, tennistavolo, tiro, tiro con l’arco, triathlon, vela e pallavolo. Questo non vuol dire che sarà sicuramente estromessa, dovendo contendersi il posto con altre sette discipline (baseball / softball, karate, roller, arrampicata sportiva, squash, wakeboard, wushu kung fu) da tempo inserite in una lista ristretta. Quale sport, tra questi otto avrà il diritto di entrare nel programma olimpico sarà deciso in occasione della 125^ sessione del CIO che si terrà a settembre a Buenos Aires. Niente è quindi ancora definitivo…
Il Board del CIO ha stravolto le previsioni della vigilia, che indicavano a rischio esclusione Taekwondo o Pentathlon; il fatto che  si sia arrivati a questa decisione merita pertanto un’attenta analisi. Molti commentatori si sono affrettati a scrivere che la Lotta paga il poco seguito, la ancora più marginale pratica, una capacità di penetrazione bassa. Ci sembra una lettura superficiale.
E’ difficile quantificare il numero di praticanti mondiali di un singolo sport, anche perché la lotta (come altre discipline) è rideclinata in modi diversi nei paesi in cui è praticata. Cinque anni fa parlando con il presidente FIJLKAM Pellicone, questi mi sottopose uno studio internazionale che rivelava come le varie forme di lotta godessero su internet un seguito straordinario, superiore ad altri sport più famosi. Non riuscii a trovare ulteriori prove e pertanto lasciai cadere la cosa anche se, tra le ricerche fatte, già allora, emerse come i bacini di utenza di questo sport fossero zone molto popolose. Se guardiamo, infatti, l’elenco dei i paesi più medagliati alle Olimpiadi nelle varie forme di Lotta troviamo, nell’ordine: Unione Sovietica, Stati Uniti, Svezia, Giappone, Turchia, Finlandia, Russia, Ungheria, Bulgaria, Corea del Sud e Iran. E’ chiaro che stiamo parlando di nazioni di primo livello, che non si sono dedicate a questa disciplina per racimolare medaglie facili (come può accadere in alcune discipline poco praticate). Siamo al cospetto, invece, di vere e proprie tradizioni sportive. Sono note quelle della Russia e degli USA (un’attività consolidata nei college, come molti film hanno testimoniato in questi anni), anche se non si può dire che in questi paesi rappresentino uno sport di massa. Lo è invece in Iran, Turchia (addirittura sport nazionale), Bulgaria, Mongolia e tutti quei paesi nati dalla dissoluzione del gigante sovietico (Azerbaigian, Georgia, Kirzighistan, ecc..). Se facciamo un conteggio, stiamo parlando di una grande fetta della popolazione, soprattutto asiatica e dell’Europa dell’Est. Purtroppo per loro, è questo forse il vero problema della Lotta, si tratta anche di mercati non interessanti per gli attuali sponsor del CIO, con una propensione alla spesa ridotta rispetto a paesi emergenti come Cina e India.
Esprimiamo a questo punto un concetto che forse non piacerà a molti: escludere uno sport in via di estinzione per far posto ad uno emergente ci sembra un’operazione meritoria. Alle prime olimpiadi vi erano discipline che a raccontarle oggi fanno ridere; è inutile nascondersi, lo sport è uno specchio fedele della società, se questa si modifica bisogna prenderne atto. Siamo però convinti che dietro l’esclusione della Lotta (al posto di un Pentathlon in chiara difficoltà di pratica e seguito) ci sia altro ed in particolare la scelta della sede dei Giochi 2020, che sarà fatta sempre a settembre a Buenos Aires. In corsa ci sono Madrid, Istanbul e Tokyo. Madrid appare sfavorita, per la crisi che morde la Spagna. Istanbul e Tokyo di dividono i favori del pronostico. Abbiamo visto come la Lotta rappresenti, per cultura, medagliere e bacino di utenza, uno degli sport più seguiti in Turchia, mentre in Giappone, tra gli sport di massa, figura il Karate, in predicato di prenderne il posto nel programma olimpico (se esce uno sport di lotta, ne entra un altro). La scelta del CIO di escludere la Lotta appare, pertanto, come un’investitura preventiva di Tokyo.
Antonio Ungaro

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