Olimpiadi 2020: il wakeboard scommette su giovani e ambiente

Olimpiadi 2020: il wakeboard scommette su giovani e ambiente

Wakeboard 2020 vision

L’introduzione del Wakeboard all’interno della short list per le Olimpiadi 2020 ha colto molti commentatori di sorpresa. Infatti dopo una fugace apparizione alle Olimpiadi di Monaco del 1972 come disciplina dimostrativa, lo sci d’acqua appariva ormai definitivamente uscito dai cuori degli uomini del CIO. Per tornare alla ribalta ci sono voluti diversi anni e soprattutto la crescita repentina di una disciplina, il cable Wakerboard, per portare all’ordine del giorno una sua eventuale promozione.
Se dal punto di vista teorico il Wakeboard ha le stesse possibilità di entrare alle Olimpiadi 2020 delle altre discipline, a nostro avviso dal punto di vista pratico pesa su tutte le discipline legate allo sci d’acqua un’ipoteca: essere la versione estiva di uno sport già presente nei programmi delle Olimpiadi invernali. Forse per questo non sono mai riuscite a scalare posizioni.
Il Cable Wakeboard, disciplina scelta per concorrere alla promozione, è la versione acquatica dello snowboard half-pipe. Evoluzioni e acrobazie vengono valutate dai giudici e vince l’atleta in grado di eseguire meglio esercizi con vari coefficienti di difficoltà. Dalla sua spettacolarità e divertimento assicurato contro (sempre in ottica olimpica), come tutti gli sport legati a un giudizio, una difficile comprensione delle regole.
La Federazione Internazionale (IWWF), con le 86 federazioni associate, numeri in crescita e un calendario internazionale sempre più strutturato, è convinta che sia giunto il momento: “Dovrebbero trovare posto alle Olimpiadi i nuovi sport che incontrano i gusti dei giovani e che fanno dell’ambiente un valore aggiunto – ha dichiarato il il presidente IWWF Kuno Ritschard –. Il Wakeboard è rispettoso dell’ambiente e rappresenta uno stile di vita salutare. E’ lo sport ideale in questo momento…
Inoltre si tratta di una disciplina che colpisce la fantasia dei praticanti più giovani. I dirigenti internazionali sono convinti che possa portare una ventata di novità e realizzare quella piccola rivoluzione messa in atto dallo snowboard nei Giochi invernali.
Tra gli altri punti a favore della disciplina, il basso impatto sui campi di gara, almeno così assicura Ritschard: “Le manifestazioni di Wakeboard costano poco e non impattano sull’ambiente. Per questo ogni anno vengono messi in funzione circa 30 nuovi impianti.” Il riferimento è al cavo aereo che trascina i concorrenti e che potrebbe apparire come una limitazione alla diffusione della disciplina. Per questo motivo la Federazione internazionale ha sentito la necessità di specificare il numero dei campi gara attualmente presenti nel mondo (415, con una previsione di raggiungere in breve i 630) nella pubblicazione realizzata per sostenere il sogno olimpico.
In Italia la Federazione dello Sci Nautico e Wakeboard conta circa 13000 tesserati e 120 società (dai numeri dello Sport 2010 del CONI, dati riferiti al 2009). Non tanti a livello assoluti, meno di altre discipline in corsa per entrare alle Olimpiadi 2020. Ma risulta anche una delle discipline sportive che cresce con maggior percentuale, a dimostrazione che si tratta di un’attività che incontra il gusto delle nuove generazioni. Basterà questo?

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