Olimpiadi 2020: restano in tre Lotta, Baseball e Squash

Olimpiadi 2020: restano in tre Lotta, Baseball e Squash
La conferenza stampa in cui Carraro annuncia gli sport che lotteranno per un posto nel programma Olimpico dei Gochi 2020

La conferenza stampa in cui Carraro annuncia gli sport che lotteranno per un posto alle Olimpiadi 2020

Il Board del CIO, riunitosi nei giorni scorsi a St. Pietroburgo, ha ristretto ulteriormente la lista degli sport in predicato di entrare nel programma delle Olimpiadi 2020. Delle 8 discipline solo tre hanno superato questa ultima scrematura: Lotta, Baseball/Softball e Squash. Restano escluse, nonostante la validità delle “candidature”, come ha ricordato il presidente Rogge, Karate, Kung Fu, Arrampicata Sportiva, Roller, Wakerboard.
Le tre discipline a questo punto hanno qualche mese di tempo per preparare l’ultimo assalto al sogno olimpico, mentre per le escluse si apre il momento delle verifiche. Si decide a settembre in occasione della 125 sessione del CIO a Buenos Aires.
Dal punto di vista politico la decisione del Board può essere declinata in diverse letture. La prima è che il Comitato Olimpico in questa occasione si è dimostrato restio ad aprirsi al nuovo, applicando un gattopardesco “cambiamento per non cambiare nulla”. Perché a guardare quanto accaduto in una prospettiva più lunga, ci accorgiamo che il CIO è tornato incredibilmente sui propri passi, riammettendo una disciplina che aveva estromesso, clamorosamente, qualche anno fa (baseball/softball) e un’altra che non era mai stata esclusa (lotta). Appare chiaro, a questo punto, che l’indicazione della lotta come sport in predicato di uscire era propedeutico alla volontà di non modificare il programma olimpico. La “provocazione” di qualche mese fa ha sortito l’effetto sperato. La levata di scudi generale, culturale e politica, ha portato alla forzata “riammissione” della lotta nel programma, il cui primo passo è la recente promozione del Board.
Nei palazzi sportivi romani c’è la consapevolezza-convinzione che a settembre, a Buenos Aires, quando si deciderà il programma definitivo, la lotta sarà dentro e, per non scontentare le istanze di cambiamento, sarà riammesso un altro sport. Che a questo punto sarà baseball/softball o squash. Pur non essendo degli indovini, ci appare impossibile la promozione di una disciplina, lo squash, in forte contrazione per pratica e seguito, più adatta alle pance di ex yuppies che ad atleti in grado di esaltare le folle. Ci sbaglieremo, forse, ma siamo a questo punto certi che verrà ritirato dentro, oltre alla lotta, il baseball/softball. Del resto l’esclusione di questo sport, che può vantare un gran seguito di pubblico e tanti soldi (soprattutto dalla League USA) fu un evento eccezionale quando accadde. Non era mai successo prima che venisse cancellato dal programma olimpico uno sport di squadra (non una disciplina singola…). Accadde perché il movimento professionistico americano, allora, non accettò di misurarsi con le regole e i tempi imposti dalle Olimpiadi. Si disse: “Se non vengono i migliori, non viene nessuno”. Pare che lo sport simbolo di un popolo alla fine abbia capito e pertanto, qualora nel 2020 dovesse entrare, sul diamante ci saranno le grandi star mondiali, come nel basket e nel tennis.
Se stanno veramente così le cose, e ci pare che la strada sia questa, l’altra osservazione è che il CIO ha confermato la arrendevolezza verso gli sport ricchi, anche se non universalmente praticati e poco rappresentativi delle nuove tendenze. Nel 2016 sono stati promossi Golf e Rugby a 7, nel 2020 rischia di tornare il Baseball; visto che la Lotta non è mai uscita e che in qualche modo il suo “millantato” sacrificio appare come uno specchietto per le allodole. Non ci sarebbe molto da commentare se non che il Golf, per quanto praticato, resta uno sport per pochi, con alti costi per la pratica. Il CIO poco si interessa di questo, ma dei vari Tiger Woods e Manassero, dei loro sponsor (Rolex & C), delle TV e giornali. Il Rugby a 7 è ancora più marginale e nessun rugbista vero potrà considerare un’eventuale medaglia olimpica alla stregua di una Coppa del Mondo o di un 6 Nazioni. Ma la federazione internazionale di Rugby è una delle più forti e ricche e non si poteva lasciarla fuori. L’impressione è però, che il torneo di rugby sarà come il calcio, periferico nell’ambito del programma Olimpico. Quello che conterà, alla fine, sono sempre gli sponsor, che sguazzano nella crescente popolarità della palla ovale e che sicuramente non l’abbandoneranno neanche in occasione dei Giochi.
Così il fantasma di Carlo Airoldi, maratoneta italiano escluso dai Giochi del 1986 perché accusato di professionismo, è tornato ad aleggiare sui Giochi e sulle teste di quanti, a San Pietroburgo nei giorni scorsi hanno deciso. Da allora di strada ne è stata fatta e le paure di quanti temevano che il denaro avrebbe corrotto lo spirito dei Giochi sono ormai un ricordo al punto che di recente molti commentatori hanno indicato come un rischio quello di una possibile apertura del programma olimpico a discipline come arrampicata e roller.
Orrore!
Antonio Ungaro

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