Olimpiadi 2020: vince la paura, la spuntano Tokyo e la Lotta

Olimpiadi 2020: vince la paura, la spuntano Tokyo e la Lotta
Olimpiadi 2020: il simbolo di Tokyo ritoccato da chi ricorda che probabilmente il paese non sarà bonificato neanche tra 50 anni

Olimpiadi 2020: il simbolo di Tokyo ritoccato da chi ricorda che probabilmente il paese non sarà bonificato neanche tra 50 anni

La stagione che ha portato all’assegnazione a Tokyo delle Olimpiadi 2020 sarà probabilmente ricordata come la più gattopardesca per il CIO degli ultimi decenni. Alla fine “tanto rumore per nulla”, per citare Shakespeare. La 125^ sessione del CIO che si sta celebrando a Buenos Aires, e che terminerà con l’elezione del nuovo presidente, ha, nel giro di poche ore, preso 2 fondamentali decisioni riguardo le Olimpiadi 2020: sede e programma olimpico.
Tokyo ha battuto Istanbul e Madrid. Si è detto: “la sicurezza economica ha avuto la meglio della paura nucleare”. Il CIO non ha voluto prendersi la responsabilità di gettare la Spagna sull’orlo del fallimento. Gli iberici avevano presentato la loro candidatura come la seconda edizione di Barcellona 1992; il resto del mondo sportivo ha creduto più verosimile il rischio di un “Atene 2004” due, con tutto il corollario postumo, compreso il default finanziario. Comprensibile. Nonostante i tanti commenti di autorevoli colleghi, personalmente non abbiamo mai ritenuto credibile il successo di Madrid. Troppo vicina l’edizione del 1992, troppi lati oscuri sul “miracolo” sportivo spagnolo, a cominciare da una estrema rilassatezza per quello che concerne la lotta al doping.
Avremmo visto con grande, estrema, enorme soddisfazione, invece, la vittoria di Istanbul. Sarebbe stato un riconoscimento ad una parte del mondo (Islam) che troppo spesso l’Occidente tende a dimenticare o ad identificare come nemici. Si è detto che contro la Turchia hanno giocato la guerra in Siria e i moti di piazza. Balle! O meglio, il classico dito dietro cui nascondersi. Tra sette anni le probabilità che i moti di piazza siano ancora un problema è la stessa che Fukushima sia completamente bonificata. Stesso discorso per la guerra in Siria, che non potrà essere eterna, vista la disparità delle forze in campo. Eppoi, pur non cullando particolari illusioni riguardo l’Olimpismo, è veramente un controsenso programmare un evento olimpico là dove non ci sono guerre. Un evento, è bene ricordarlo, che nell’antichità le fermava (le guerre) e che De Coubertin pensò come strumento di pace e distensione tra i popoli. Ha vinto Tokyo, e qualcuno acutamente ha sottolineato come la paura di un altro collasso economico (Madrid) ha avuto la meglio sulla paura per la salute (Tokyo). Perché, diciamolo francamente, probabilmente attorno a Fukushima per i prossimi anni non si potrà stare e, per quanti sforzi il governo nipponico potrà fare, la zona non sarà mai bonificata. Insomma, su guerra e moti di piazza (Istanbul) non v’è certezza, sul nucleare si. Evidentemente 20 giorni di esposizione non sono considerati un rischio per la salute di atleti che probabilmente saranno già “carichi” di loro… magari ci scappa anche qualche record! Ma, questo è stato il vero pensiero dei “parrucconi” del CIO, il rischio di fare come un’altra Rio 2016 (ovvero di non arrivare in tempo) non vogliamo averlo. Andiamo sul sicuro… Usato sicuro direbbe Petrucci. Resto convinto che Istanbul abbia perso perché nel nostro mondo, anche in quello sportivo, è in atto una sottile, strisciante e per nulla indolore guerra di religione: tutto ciò che è Islam è da guardare con sospetto.
In questa ventata di conservatorismo estremo, il CIO ha confermato le previsioni della vigilia (ed anche di Sport24h) riguardo la permanenza della Lotta nel programma olimpico dei giochi 2020. Fino al 2024, poi si vedrà.. Una permanenza con la “condizionale”, che non risolve il vero problema dei Giochi, ovvero renderli al passo con l’evoluzione dei costumi. Così dopo una corsa durata 4 anni anni, la lista degli sport che avrebbero potuto sperare in una promozione olimpica si è lentamente assottigliata. Nel 2011 sono stati indicati 8 sport, portati a tre a marzo di quest’anno. A gennaio la Lotta era stata retrocessa nel purgatorio della short list, con le altre discipline. Poi alla fine, anche sulla scia delle proteste internazionali, è tornata alla ribalta, scalzando anche quel baseball che appariva lo sport più credibile a rientrare.
Insomma, come scritto all’inizio, “tanto rumore per nulla” e alla fine ha vinto l’immobilismo. Vuoi vedere che anche per l’elezione del presidente CIO vincerà un europeo?
AU

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