Jannik Sinner comincia con il piede giusto la sua avventura agli Open di Australia e regola in tre set il cileno Jarry (7/6, 7/6, 6/1). Com’è tradizione per il campione tirolese, l’inizio è stato un po’ incerto, con una sostanziale parità rotta solo dalla maggior attitudine del n. 1 a giocare i tie break. Poi, come sovente accade quando il divario tra i due è tanto, arriva il crollo nel terzo set. Non si può giocare sempre oltre i propri limiti. Questa è la differenza tra un campione e un ottimo giocatore. Comunque onore al cileno, che ha interpretato l’incontro al meglio.
Onore anche all’americano Basavareddy, che ha spaventato, almeno per un set, Nole Djokovic, arrivato in Australia accompagnato da Murray per una inedita alleanza tra due campioni quasi coetanei e avversari sui campi fino a ieri. Il serbo non ha brillato, ma ha vinto sicuramente con maggiore convinzione rispetto alle ultime apparizioni dello scorso anno (eccezion fatta per il torneo olimpico) chiudendo la cosa in quattro set (4/6, 6/3, 6/4, 6/2).
Passa al secondo turno, con bella prestazione di forza, anche il n. 3 del ranking, Carlos Alcaraz. Lo spagnolo si sbarazza di Shevchenko con il punteggio di 6/1, 7/5, 6/1. La sua è forse la vittoria più convincente, vista anche la forza dell’avversario.
Turno abbastanza agevole anche per il n. 2 Zverev, che supera Pouille (6/4, 6/4, 6/4). La sorpresa del primo turno riguarda l’uscita di scena del greco Tsitsipas, che ci ha abituato a grandi prestazioni alternate a pessime prove. Qui in Australia esce subito per mano di Michelsen, classe 2004 (7/5, 6/3, 2/6, 6/4).
Tra le sorprese mettiamo anche due belle prove di italiani, quella di Francesco Passaro che da lucky loser sconfigge Dimitrov (testa di serie n. 10) che abbandona al secondo set per motivi di salute, e quella di Lucia Bronzetti che in due set sbatte fuori da torneo l’ex n. 1 Azarenka (6/2, 7/6). Fuori anche Kyrgios, nemico giurato del nostro Sinner il quale, a proposito del ricorso WADA si è dichiarato sereno. Incassa, intanto la solidarietà di una GOAT come Martina Navratilova che ha dichiarato: “Wada da cancellare e rifondare. Si occupasse del doping e non delle contaminazioni…”. La battaglia culturale su questo argomento è appena iniziata.
Nella foto di apertura: Sinner in una foto d’archivio (foto Grassotti)
