Giornata dolce-amara per il tennis italiano quella di oggi, terzo turno degli Open di Australia. Se, infatti, tifosi possono gioire per la bella impresa di Lorenzo Sonego e il successo, quasi soporifero, di Jannik Sinner, scappa qualche lacrima per l’uscita di scena di Lorenzo Musetti e, soprattutto, dolorosa, di Jasmine Paolini.
Il n. 1 del ranking mondiale al momento sembra più preoccupato dell’uscita maldestra riguardo la sorte del suo coach Cahill a fine stagione (‘lascerà il tennis’) che dell’americano Giron, che regola con un perentorio 6/3, 6/4, 6/2. Le paure del turno precedente sono archiviate con una prova solida e, bontà sua, addirittura noiosa visto il divario netto in campo, complice anche qualche problema fisico per l’americano.
Regala spettacolo, ed è la terza partita di seguito che lo fa, Lorenzo Sonego, questa volta contro l’ungherese Marozsan, 6/7, 7/6, 6/1, 6/2. I numeri per confortarlo in un proseguo altrettanto felice ci sono. Nella partita di oggi non ha mai perso il servizio e recuperato anche tre set poi sul secondo set. In quel frangente è cambiata la partita. Andare sotto di due set avrebbe avuto tutt’altro significato. Invece il recupero (da 6-3 a 8-6) ha aperto uno scivolo nel quale il piemontese si è gettato a capofitto. Gli ultimi due set sono stati senza storia. La sorte sembra avergli aperto la porta anche di un possibile quarto. Sulla sua strada, infatti, c’è il 19enne statunitense Leaner Tien, capace di estromettere dal torneo Daniil Medvedev. Certo, con il senno di poi, il Medvedev visto all’opera in questo torneo è soltanto un lontano ricordo di quello arrivato in finale lo scorso anno e forse poteva considerarsi anche avversario più morbido del rampante 19enne. Però l’opportunità di andare ancora avanti per Sonego è concreta, soprattutto se riuscirà a conservare la concentrazione dimostrata fino ad oggi.
Chi ha tanto da recriminare oggi è sicuramente l’altro Lorenzo, Musetti, uscito a testa bassa dal confronto con l’americano Ben Shelton (6/3, 3/6, 6/4, 7/6). Perché a testa bassa? Per il semplice fatto che il toscano aveva le carte in regola per vincere, sia nello storico che per quanto visto sul campo. Ha buttato il terzo set prendendo il break quando era in vantaggio 40-15 e ha giocato male il tie break del quarto. Aveva un bilancio di 2-0 nei confronti dell’americano e una finestra davanti a se, con l’uscita di scena di Medvedev e Fritz. Non l’ha saputa sfruttare.
Molto male Jasmine Paolini, che ha perso contro una non irresistibile Svitolina per 2/6, 6/4, 6/0. “E mi ero resa conto che stava giocando un ottimo tennis. Speriamo che in partita le cose vadano diversamente, mi sono detta. Nel secondo set avrei dovuto essere più incisiva e rimanere in partita più a lungo possibile. Invece ero molto nervosa: ho sbagliato 2-3 palle che a questo livello fanno la differenza. E nel terzo set non sono più riuscita a concentrarmi”.
