Viaggiare in biciclettaOscar del Cicloturismo 2026: cammini, ippovie e silenzio per un viaggio lento

Oscar del Cicloturismo 2026: cammini, ippovie e silenzio per un viaggio lento

Le menzioni speciali del Green Road Award 2026 allargano il racconto del cicloturismo: Sardegna, Toscana, Calabria, Abruzzo e Francia indicano nuove forme di turismo attivo.

L’Oscar del Cicloturismo 2026 racconta una trasformazione evidente: la bicicletta è diventata parte di un sistema più ampio di viaggio lento, turismo attivo e scoperta dei territori. Accanto al podio principale, vinto dalla Regione Umbria con la Ciclovia del Trasimeno, le menzioni speciali del Green Road Award disegnano una geografia diversa dell’Italia da attraversare con passo leggero.

La giuria ha premiato percorsi che parlano di cammini, ippovie, ascolto del paesaggio, aree interne, coste lontane dalle rotte più battute e modelli europei già maturi. La Sardegna si è aggiudicata la Menzione Speciale “Stampa” con la Shardana Bikeventure. La Toscana ha ricevuto la Menzione “Silenzio” per il Grand Tour Costa degli Etruschi. La Calabria è stata premiata nella categoria “Cammini” con il Cammino del Normanno. L’Abruzzo ha conquistato il nuovo riconoscimento dedicato alle “Ippovie” con l’Ippovia Gran Sasso. Alla Francia è andato il premio come destinazione straniera Bike Friendly. Il filo comune è chiaro: la bicicletta diventa un mezzo per raggiungere luoghi laterali, borghi, crinali, altipiani, coste e comunità che cercano una forma di turismo più stabile, meno concentrata, più legata alla qualità dell’esperienza.

La Menzione Speciale “Stampa” alla Regione Sardegna premia la Shardana Bikeventure, itinerario di 102 chilometri nella costa occidentale dell’isola. Il percorso collega Bosa alla terra dei Giganti di Cabras, lungo strade secondarie, sentieri campestri e tracciati rurali. È una proposta costruita sull’incontro tra mobilità dolce, archeologia nuragica e identità mediterranea.

La forza della Shardana Bikeventure sta nella capacità di trasformare un itinerario in racconto. Il tracciato attraversa una Sardegna meno immediata, lontana dall’immagine balneare più consueta, e porta il ciclista dentro un paesaggio di pietra, vento, memoria e costa selvaggia. Il percorso è fruibile anche a piedi, dispone di cartelli dedicati, aree picnic, assistenza tecnico-meccanica a Bosa e Oristano e strutture partner indicate lungo l’itinerario.

Il premio alla Sardegna riconosce il valore di una proposta che usa la bicicletta per costruire immaginario. Il viaggio diventa esperienza narrativa, con la natura e la storia antica come elementi centrali. È una linea interessante anche per il pubblico sportivo: pedalare diventa un modo per conoscere, non soltanto per coprire una distanza.

La Menzione “Silenzio”, tema dell’edizione 2026, è stata assegnata alla Toscana per il Grand Tour Costa degli Etruschi. Il percorso misura 347 chilometri tra costa e entroterra, da Rosignano Marittimo a Piombino, lungo un territorio che alterna pinete, colline, macchia mediterranea, borghi e tratti affacciati sul mare.

Il progetto ha un’identità precisa: il silenzio viene trattato come parte dell’esperienza turistica. Il Grand Tour Costa degli Etruschi comprende il progetto “Il Senso del Silenzio”, con cinque oasi naturali trasformate in stazioni di ascolto. Il cicloturismo assume così una dimensione sensoriale, legata al rapporto tra movimento, paesaggio e benessere.

Il tracciato è pensato per gravel e mountain bike e dispone di una connessione con 11 stazioni ferroviarie, elemento decisivo per l’intermodalità treno più bici. La presenza di cartellonistica direzionale, QR code, mappe e contenuti multimediali conferma il livello organizzativo della proposta. Il premio alla Toscana indica una direzione precisa: la qualità del viaggio passa anche dalla cura dei tempi, dei suoni e dei luoghi di sosta.

La Calabria ha ricevuto la Menzione Speciale “Cammini” con il Cammino del Normanno, itinerario di 163 chilometri tra Tirreno e Ionio. Il percorso segue antiche vie interne di crinale, borghi in pietra, sentieri, mulattiere e tratti legati alla memoria medievale. È una proposta che valorizza l’entroterra calabrese e collega mobilità dolce, storia e natura.

Il Cammino del Normanno nasce come infrastruttura aperta a più forme di turismo attivo: camminatori, cicloturisti e appassionati di turismo equestre. Lungo il tracciato sono previsti servizi come fontane plastic-free, stazioni di ricarica per e-bike, mappe offline e tracce GPX. Il valore del progetto sta nella capacità di trasformare percorsi storici e infrastrutture dimenticate in un corridoio ecologico contemporaneo.

La novità dell’edizione 2026 è il premio dedicato alle ippovie, assegnato alla Regione Abruzzo per l’Ippovia Gran Sasso. Il riconoscimento riguarda un’ippovia percorribile anche in bicicletta, segnale di un’apertura del premio verso forme diverse di mobilità lenta. L’Ippovia Gran Sasso è una rete di 687 chilometri nei territori del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga e della Piana dei Navelli, attraverso 42 comuni delle province di L’Aquila, Teramo e Pescara.

L’itinerario attraversa altipiani, pascoli d’alta quota, borghi in pietra e sentieri legati alla cultura dei tratturi. È una proposta che racconta l’Abruzzo interno attraverso un ritmo diverso da quello della strada tradizionale. Il passo del cavallo e quello della bici condividono la stessa idea di fondo: attraversare il territorio con attenzione, lasciando spazio al paesaggio.

Il premio alla Francia come destinazione straniera Bike Friendly completa il quadro internazionale. La Francia viene riconosciuta come modello maturo per rete ciclabile, servizi, accoglienza e cultura del viaggio in bicicletta. La sua forza sta nella capacità di unire città, campagne, territori iconici e infrastrutture in una visione riconoscibile. Per l’Italia rappresenta un confronto utile: il cicloturismo cresce quando i percorsi sono collegati, comunicati, serviti e inseriti in una strategia stabile.

Le menzioni speciali del Green Road Award 2026 portano il cicloturismo oltre la dimensione del percorso premiato. Al centro ci sono accessibilità, intermodalità, aree interne, identità culturale, cura del paesaggio e redistribuzione dei flussi turistici. Lo sport diventa una chiave per abitare il territorio in modo diverso.

Il viaggio lento non è una formula astratta. È fatto di segnaletica, tracce gpx, stazioni ferroviarie, fontane, servizi, assistenza, borghi, sentieri e comunità. L’Oscar del Cicloturismo 2026 mostra un’Italia che sta imparando a costruire esperienze attorno alla bicicletta e alle altre forme di mobilità dolce. Da Bosa al Gran Sasso, dalla costa toscana ai crinali calabresi, il turismo attivo trova nuovi percorsi e nuovi linguaggi.

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Redazione
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