
SEUL – Due maglie d’argento che brillano come oro. L’Italia del para climbing torna dai Mondiali di Seul con un bottino che racconta di talento, coraggio e futuro. Nadia Bredice, guidata da Sonia Cipriani, e Lucia Capovilla hanno conquistato il secondo posto nelle rispettive categorie, regalando emozioni a tutta la squadra e agli appassionati che hanno seguito con il fiato sospeso le loro prove sulle pareti coreane.
Per Nadia è stato un passo avanti importante: dal bronzo di Mosca 2021 al secondo gradino del podio mondiale. In finale si è fermata alla presa 37, battuta solo dalla giapponese Aoki (39+), mentre la slovena Glusic ha completato il podio. «Il Mondiale è sempre emozionantissimo – ha raccontato – avrei voluto qualcosa in più, ma ogni esperienza fa crescere. Condividere tutto questo con Sonia è stato speciale».
Anche Lucia Capovilla ha confermato la sua classe, bissando l’argento conquistato a Berna. Dietro alla francese Piret, che ha firmato una prova impeccabile, l’azzurra ha trovato la forza per piazzarsi ancora una volta sul podio mondiale, davanti alla statunitense Rubin. «Un po’ di rammarico c’è – ha ammesso – ma questa medaglia è la dimostrazione che sto andando nella direzione giusta. Pensare alle Paralimpiadi è un sogno che spinge a lavorare ancora più duramente».
Accanto a loro, Simone Salvagnin ha sfiorato il podio con una prova di grande intensità, chiusa al quarto posto nella categoria B1. Poco più indietro, ma comunque protagoniste, Chiara Cavina e Fiamma Cocchi, entrambe quinte in qualifica, mentre David Kammerer ha concluso all’undicesimo posto. Segnali chiari di una squadra che non si ferma solo ai due podi, ma che cresce compatta e guarda al futuro con fiducia.
Lo sa bene la direttrice tecnica Cristina Cascone, che traccia un bilancio pieno di soddisfazione: «Portare a casa due argenti è il frutto di anni di lavoro. Abbiamo un gruppo con il potenziale per restare a lungo tra i migliori al mondo».
Il presidente FASI, Davide Battistella, sottolinea la continuità di crescita: «Complimenti alle nostre ragazze, ma anche a tutta la squadra. Siamo vicini al livello più alto e i risultati lo confermano. Los Angeles 2028 è dietro l’angolo e vogliamo arrivarci da protagonisti».
E il pensiero corre inevitabilmente proprio alle Paralimpiadi, dove il para climbing farà il suo debutto. Le parole del presidente del CIP, Marco Giunio De Sanctis, riassumono l’entusiasmo: «Due medaglie che proiettano l’Italia verso il futuro con fiducia e passione».
A Seul l’Italia ha trovato due vice campionesse del mondo, ma soprattutto la conferma di avere una squadra capace di sognare in grande. Il cammino verso Los Angeles è appena iniziato, e i primi passi sono già da applausi.
