Rio 2016: vola l’Italia con Zanardi, Podestà, Mazzone, Legnante e Vio

Giornata trionfale a Rio con 5 ori (Mazzone, Zanardi e Podestà nel ciclismo, Legnante nell'atletica e Vio nella scherma) e 2 bronzi conquistati.

Rio 2016: vola l’Italia con Zanardi, Podestà, Mazzone, Legnante e Vio

Alle Paralimpiadi in corso a Rio de Janeiro il ciclismo porta subito tre ori e due bronzi al bottino azzurro. Conquistano i titoli l’immenso Alex Zanardi (H5), Vittorio Podestà (H3) e Luca Mazzone (H2), mentre Giancarlo Masini è terzo nella C1, Francesca Porcellato nella WH1-2-3.

“Siccome sono ancora un ragazzino e voglio ancora andare avanti, dedico quest’oro a Gianmarco Tamberi, che una medaglia l’avrebbe sicuramente vinta. Gli mando un bacio d’incoraggiamento, alle prossime Olimpiadi tiferemo tutti per lui” commenta Zanardi subito dopo la vittoria. “Che bello…- prosegue – Ringrazio la mia mamma che mi ha messo al mondo, mia moglie che mi ama, mio figlio, il mio allenatore. Dove prendo tutta questa forza? Ma non serve, puoi fare quello che vuoi. Tante persone credono di aver già dato tutto e ancora non hanno tirato fuori il loro potenziale. Sono tre anni che ci do dentro e sono contento di essere riuscito a costruire qualcosa di speciale”.

“E’ proprio come il vino come dice lui, migliora invecchiando” commenta il presidente del comitato paralimpico Luca Pancalli. “E’ un uomo straordinario, capace di vincere a 50 anni una medaglia d’oro così”.

Se per Zanardi è la conferma, per Vittorio Podestà è il salto dal terzo gradino di Londra al gradino più alto di Rio nella classe H3. Un oro splendido ottenuto con il tempo di 28’119245 che distanzia nettamente l’austriaco Walter Ablinger (29’26”01) e il canadese Charles Moreau (29’26”91).

“Avevo chiesto ai velisti della squadra italiana com’era il vento in questa zona perché sapevo che poteva essere un problema. Nella prima parte della gara ero veloce, punte di 51 km di media, ma quando ho iniziato a tornare indietro mi sembrava di non avere guadagnato tanto sul secondo. Mi vedete abbastanza tranquillo, ma non è quello che ho dentro di me. In realtà mi ero preparato per avere questi tre giorni di gare uno dopo l’altro. Non vorrei sembrare presuntuoso, ma mi sentivo di poter fare un grande risultato. Adesso inizio a mettere la testa sulla gara di domani che con il mio amico Paolo Cecchetto spero di portare a casa un’altra medaglia, io o lui. E poi daremo tutto nella gara a squadre, dopo domani, dove con Alex abbiamo una grande responsabilità. Naturalmente non posso scordare il mezzo che avevo, abbiamo costruito una bici perfetta per questo percorso. E alla fino ho chiuso con una media superiore ai 43 km”.

Luca Mazzone, dopo tre Paralimpiadi nel nuoto, conquista il primo oro, il terzo di giornata per l’Italia, nella prova a cronometro H2 con il tempo di 32’07”09. Una gara dominata fin dall’inizio, ha preso subito il controllo delle operazioni e le ha mantenuto fino all’ultimo metro del caldissimo percorso del Pontal, affacciato sull’Oceano.

Non meno importante il bronzo di Francesca Porcellato nella classe Donne H1-2-3. Il titolo è preda alla britannica Karen Darke. Una medaglia fortemente voluta e guadagnata sul campo dopo che la veneta ha seriamente rischiato di non partecipare a queste Paralimpiadi per un brutto infortunio patito non più di 40 giorni fa in allenamento.

BioSCHERMA – Nella notte italiana arriva il tanto atteso oro di Bebe Vio, in finale di fioretto B, contro la cinese Zhou battuta per 15-7. E medagliere del giorno che sale a quota 22 medaglie (7 oro, 7 argento, 8 bronzo). In semifinale l’azzurra aveva superato un’altra cinese, la Yao, con un netto 15-1, mentre ai quarti ha avuto la meglio sulla polacca Makovska per 15-6.
Per l’Italia si tratta del quinto oro della giornata dopo quelle di Mazzone, Zanardi e Podestà nel ciclismo e da quella di Assunta Legnante nell’atletica.
Con questo successo, dopo quelli europei e mondiali, Bebe si conferma la più forte schermitrice al mondo nel fioretto.
Delusione, invece, per Marco Cima, il migliore degli azzurri nel fioretto, a un passo dal podio: perde contro il francese Valet per 15-4 la finale per il bronzo ed è 4°. Nei gironi, fuori Loredana Trigilia, avanza fino ai quarti Andreea Mogos,fermata poi dalla cinese Rong per 15-7. Tutti ai quarti escono gli uomini: Lambertini perde dal cinese Sun per 15-5, Betti dal polacco Pender per 15-14, Sarri perde contro il compagno Cima per 15-14.

LegnanteATLETICA – Strepitoso quanto atteso, perchè nella sua categoria non ha rivali, l’oro (e season best) della partenopea Assunta Legnante nel getto del peso, che arriva a 15.74m. Dietro a lei, non vedente, le ipovedenti uzbeca Burkhanova (15.05 – World Record) e la messicana Valenzuela (13.05). Assunta al termine della gara: “È stata la gara più difficile da 4 anni a questa parte, per colpa dei dolori di schiena e alle gambe. All’inizio ero preoccupata, l’uzbeca era vicina. Mi sono detta, devi fare la gara della vita. Questo oro l’ho vinto per fame, come mi dice sempre mio padre, devo avere fame di tutto, di vincere, di conoscere, di vivere“.

NUOTO – Dal nuoto ancora arrivano soddisfazioni per la Delegazione Italiana a Rio. Dopo Federico Morlacchi, questa volta è toccato a Francesco Bocciardo conquistare il primo gradino del podio. Il genovese ha vinto la gara dei 400 stile libero S6, fermando il cronometro sul 5:01.15, precedendo, al traguardo, l’olandese Van Hoffweegen (5:07.82) e il cubano Perez Escalona (5:14.44).

“E’ stata dura ma è una cosa bellissima – dichiara a fine gara il ligure – una sensazione che mi porterò dietro tutta la vita e che un giorno potrò raccontare ai miei figli”.

“Nonostante il Mondiale sia un’emozione incredibile – confessa il Portacolori della Nuotatori Genovesi – vincere una Paralimpiade è ancora più grande. Arrivando da campione europeo e mondiale in carica ho sentito un po’ di pressione, ma sono riuscito a trasformarla in energia per vincere”.

“Francesco è un grandissimo campione e un ragazzo straordinario – esordisce il Presidente del CIP, Luca Pancalli – da Londra ad oggi ha continuato a lavorare con serietà e spirito di sacrificio, e oggi è riuscito a raccogliere i frutti di tanto impegno”.

“Dopo aver dominato la scena europea e mondiale, oggi Francesco trionfa anche sul palcoscenico più importante per un atleta – sostiene Pancalli – complimenti a lui, all’intero Team, alla Federazione e a tutti i tecnici per il lavoro svolto. Grazie ragazzi, continuate a farci sognare”.

In serata è arrivato anche l’argento Morlacchi. Ancora una medaglia per il lombardo, questa volta nei 100 rana S9. 1:12.68 il tempo che è valso all’azzurro il secondo gradino del podio. Successo per lo spagnolo Salguero (1:11.11), bronzo per l’austriaco Onea (1:14.44).

PARACANOA – Saranno due gli azzurri in gara domani nelle finali della paralimpiade di Rio 2016 per quanto riguarda la canoa. Al termine della giornata di oggi gioiscono Veronica Yoko Plebani e Federico Mancarella mentre chiude la propria avventura a cinque cerchi, in semifinale e a testa alta, Salvatore Ravalli.

Nelle batterie del KL3 Veronica Yoko Plebani vola sulle acque del Lagoa Stadium di Rio chiudendo al secondo posto e qualificandosi direttamente per la finale di domani, in programma a partire dalle 14.52. L’azzurra in batteria ferma il cronometro sul 55.466, alle spalle solamente della britannica Anne Dickins che stoppa il tempo sul 53.591. La ventenne bresciana di Palazzolo sull’Oglio sarà in gara domani nella finale del KL3 pagaiando in corsia 3. Al suo fianco, in corsia 2, la rumena Mihaela Lulea bronzo mondiale 2016 a Mosca e l’australiana Amanda Reynolds, argento iridato sempre quest’anno. In acqua 5 occhio alla campionessa del mondo britannica Anne Dickins con le insidie che potrebbero arrivare comunque anche dal resto delle finaliste. 

Più sudata invece la qualifica alla finale per Federico Mancarella, ventiquattrenne bolognese cresciuto canoisticamente a Casalecchio di Reno. Nella batteria del KL2 Mancarella ha chiuso al terzo posto in 47.300, alle spalle dell’austriaco e argento mondiale Markus Swoboda (44.525) e del britannico Beighton (45.970), bronzo al mondiale di Duisburg di quest’anno. In semifinale Mancarella non ha lasciato spazio agli avversari, vincendo in 47.408 e andando ad infliggere più di un secondo di distacco al serbo Fabcic, secondo al traguardo. Domani la sua finale è in programma dalle 14.34 ora italiana con l’azzurro che gareggerà in corsia 2, tra l’ungherese Andras Rozbora e l’ucraino Mykola Syniuk. In corsia 5 sarà impegnato il campione del mondo australiano Curtis Mcgrath.

Finale sfiorata invece per Salvatore Ravalli, quarantacinquenne di Augusta, in provincia di Siracusa, impegnato nella categoria KL1. L’azzurro paga lo spostamento di un tutore in batteria, intoppo che gli impedisce di lottare ad armi pari con il resto degli avversari; nella qualifica Ravalli chiude lontano dai migliori; in semifinale, nella gara vinta dal polacco Jakub Tokarz, il pagaiatore siciliano chiude al quinto posto con il tempo di 1.07.651, riscontro cronometrico che non gli consente di accedere alla finale per le medaglie. 

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