OlimpiadiParigi 2024, les Jeux soint fait: gioie, lacrime e successi

Parigi 2024, les Jeux soint fait: gioie, lacrime e successi

Quaranta medaglie per il team azzurro. Ma a vincere è l'unione

Ci sono state tante “prime volte”, tanti record battuti, tante sorprese, tanti successi e tante delusioni. Ma soprattutto tante storie di atleti che ogni giorno con fatica si allenano per ottenere dei risultati. La prima Olimpiade vissuta da chi scrive riporta in Italia una valigia carica di emozioni indescrivibili. Le parole volano come il vento, gli scatti e gli incontri restano indelebili. Così come indelebili rimangono nel cuore gli sguardi e le voci degli atleti. Perché vivere un’Olimpiade dal “di dentro” credo sia qualcosa di ancora più bello: umanamente e professionalmente.

Non si tratta di osservare “solamente” un assalto di scherma, un match di volley o un incontro su un tatami; o ancora un’esibizione con cerchi e nastri o vedere volteggiare sulla trave o sulle parallele asimmetriche i campioni e le campionesse del mondo. Significa anche guardare il sudore degli atleti che a fine gara devono rispondere alle domande dei giornalisti, ascoltare le loro emozioni, partecipare ai loro pianti, che siano di gioia o di delusione.

I Giochi di Parigi si sono aperti con una cerimonia spettacolare, sicuramente più televisiva delle altre. Ma veder passare sotto il ponte Alexander III la barca con la delegazione italiana è stato qualcosa che ancora fa venire i brividi. E poi il primo oro, quello di Martinenghi, nei cento rana, con la Defence Arena completamente in estasi per la competizione vista. Le medaglie si susseguono, una dietro l’altra: in ciascuna c’è il riflesso di una storia, di un pezzo di vita, di racconti, di abbracci.

Poi ci sono i momenti “storici”, quelli che difficilmente rivedrai. Come il match tra Rafael Nadal e Novak Djokovic, campioni per una vita e ora all’ultimo atto della rispettiva carriera; o il Dream Team del basket americano che sul parquet dell’Arena Bercy ha visto tre punte di diamante giocare insieme: LeBron, Curry e Durant. O l’astro nascente del nuoto francese, il 22enne Leon Marchand, quattro ori e un bronzo qui a Parigi 2024.

E ancora, aver assistito all’ultima (probabilmente) esibizione di Simone Biles sul tappeto dell’Arena Bercy, sia nel corpo libero che alla trave. Per la stella americana tre ori e il passaggio di consegne alle giovani promesse, tra le quali l’azzurra Alice D’Amato, oro alla trave e argento nell’All Around a squadre.

Arriva la prima medaglia della storia dei Giochi all’Italvolley femminile, l’oro alla coppia Jasmine Paolini e Sara Errani dopo 100 anni dall’ultima medaglia (di bronzo) al tennis italiano. Nel tennis ne arriva anche un’altra, il bronzo da Lorenzo Musetti, nel singolare maschile. Un successo inaspettato e su cui in pochi puntavano, dopo l’annuncio del ritiro da parte del numero 1 del ranking mondiale, Jannik Sinner. E le medaglie nel ciclismo: il titolo di Vittoria Guazzini e Chiara Consonni nella Madison, l’argento di Filippo Ganna nella cronometro e quella di Elia Viviani e Simone Consonni nella Madison (poteva essere un altro oro se Simone non fosse caduto a pochi giri dalla fine?) e una di bronzo con l’inseguimento a squadre maschile con Francesco Lamon, Simone Consonni, Jonathan Milan e Filippo Ganna.

Ma arrivano anche le sofferenze: come quella vissuta da Gianmarco Tamberi, Gimbo, che alla vigilia della sua finale (al 99% la sua ultima Olimpiade) viene colpito da coliche renali, trascorre qualche ora in ospedale, vomita due volte sangue (probabilmente a causa dei farmaci assunti), ma si presenta ugualmente in pedana. Salta a 2,24, ma si ferma a 2,27. Arriva in sala stampa e crolla in un pianto disperato: “Non meritavo tutto ciò”, dice. Lacrime che commuovono l’Italia. Come quelle di Filippo Tortu, l’ultimo a correre nella staffetta 4×100, che da campioni olimpici Tokyo 2021 arriva ai piedi del podio. E poi ci sono una valanga di quarti posti, o le proteste per gli arbitraggi: quelle nella scherma, nella boxe, nel judo e soprattutto nella pallanuoto.

A conclusione di 17 giorni di gare arriva la medaglia d’oro più sognata, quella del volley femminile, con Julio Velasco che porta l’unità nella squadra. E’ l’arma vincente del team azzurro, capace di perdere un solo set in tutto il torneo e battere le campionesse uscenti – le statunitensi – per tre set a zero. Arriva la dodicesima medaglia d’oro, la quarantesima in totale. Un bel bottino, ma aldilà dei numeri, a vincere è lo sport e quello italiano ha dimostrato di essere competitivo nelle più varie discipline, di valorizzare i giovani, di essersi confermato in alcuni casi, di essersi rinnovato in altri. E soprattutto, in questa edizione, sono le donne le vere protagoniste. Cala il sipario su Parigi 2024 e lo sguardo si proietta su Los Angeles 2028. Altro giro, altra corsa!

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Serena Sartini
Serena Sartini
Una valigia, un iPhone e una penna. Nata ad Arezzo, vivo a Roma. Il mondo nel cuore. Viaggio, anche in bici. Scrivo per Askanews e Il Giornale. Il tennis la mia grande passione

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