Si avvicina il giorno della Parigi Roubaix 2025 che si correrà domenica 13 aprile: 259,2 chilometri, da Compiègne a Roubaix con arrivo nell’iconico Velodromo Andre Petrieux. Una edizione dell’Inferno del Nord che si annuncia spettacolare, con il terzo episodio del duello tra Tadej Pogacar e Mathieu Van der Poel. Al momento i due sono in perfetta parità: alla vittoria dell’olandese a Sanremo ha risposto con crudele determinazione lo sloveno nel Giro delle Fiandre. Sono i favoriti della Regina delle classiche, ma non sono i soli. Pedaleranno, accanto a loro, anche corridori in ottime condizioni e, soprattutto, la Dea bendata, che in questa ‘follia del ciclismo’ assume spesso un ruolo fondamentale.
Parigi Roubaix 2025 – I nostri favoriti
Tadej Pogačar (UAE Team Emirates) ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Ha fatto di tutto per esserci, lottando contro la sua squadra che aveva altri programmi per il proprio campione. Sarà all’esordio dell’Inferno del Nord, mai affrontato prima. La condizione, la ferrea determinazione, gli allenamenti ripetuti sui tratti più difficili (con relativi record di percorrenza) e la classe infinita lo mettono in cima alla lista dei favoriti. Dopo la Sanremo questa è la Monumento che non ha mai vinto. Difficile immaginare che possa mancare l’appuntamento. Crediamo che più dell’avversario di sempre, Van der Poel, si debba guardare dagli imprevisti che nella Roubaix sono in agguato. Gli scettici dicono che le sue caratteristiche tecniche (fisico leggero) non sono adatte per un percorso in cui il passista veloce (alla Ganna per intenderci) è favorito, potendo contare su un abbrivio maggiore. Forse è vero, ma la potenza che è in grado di esprimere lo sloveno al momento non ha uguali, così come la capacità di rilanciare l’azione per n (enne) volte senza apparentemente soffrire cali di rendimento. Gli diamo cinque stelle (il massimo) come anche a Van der Poel, ma siamo convinti, diversamente dai bookmakers, che il Piccolo Principe si faccia preferire leggermente.
Mathieu van der Poel (Alpecin-Deceuninck) ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Ha vinto le ultime due edizioni, sempre davanti al compagno di squadra Philipsen, e nel 2022 arrivò terzo. E’ l’uomo della Roubaix. Per questo gli scommettitori gli assegnano le maggiori possibilità di successo. Il fisico statuario e la potenza gli permettono di volare sulle pietre sconnesse della Regina. Alla Milano Sanremo ha mostrato una condizione tale da resistere alle rasoiate di Pogacar. Al Fiandre, dopo quindici giorni, ha rivelato un improvviso calo nella parte finale, certificato non tanto dal non essere riuscito a tenere le ruote dello sloveno, quanto da un Van Aert che l’ha sopravanzato sul Paterberg.
Ci sembra che la sua condizione sia in fase calante; sarebbe un problema in una gara di oltre 250 chilometri e particolarmente dura.
Wout van Aert (Visma-Lease a Bike) ⭐️⭐️⭐️⭐️
Dopo un secondo (2022) e un terzo posto (2023) è arrivato il momento della vittoria? Il corridore belga ci è piaciuto al Giro delle Fiandre. Il suo quarto posto non rende merito ad una gara nella quale pian piano ha ritrovato il colpo di pedale e con esso la convinzione di poter far ancora male. Ci sembra che stia migliorando di giorno in giorno e l’orgoglio del grande campione non può permettergli di chiudere la stagione delle classiche senza un colpo ad effetto. Crediamo che possa essere della partita, magari in una giornata da tregenda, come piacciono a lui, quando tutto e tutti sembrano perdere il filo logico ed emerge solo il coraggio e la voglia di soffrire, che a Wout non mancano di certo.
Mads Pedersen (Lidl-Trek) ⭐️⭐️⭐️⭐️
Dietro i due ‘marziani’ sicuramente fa capolino il danese, che al Fiandre ha corso bene, stringendo i denti e mostrando una condizione in crescita. Ha il coraggio per provare ad anticipare gli attacchi (sicuri) di Pogacar. Gli manca, però, almeno fino a domenica scorsa, la forza per tenere. Anche lui, come Van der Poel e Ganna, è sicuramente aiutato dal fisico e dalle caratteristiche tecniche che ben si adattano alla Regina, sicuramente meglio rispetto al Fiandre.
Filippo Ganna (Ineos Grenadiers) ⭐️⭐️⭐️⭐️
Mettere Filippo Ganna sullo stesso livello di Pedersen e Van Aert in una classica del Nord fino a pochi mesi fa poteva apparire un’eresia. Forse lo sarebbe ancora per tutte le classiche, ma non per l’Inferno del Nord che è la Monumento a nostro avviso più adatta al campione verbanese. Andiamo anche oltre: crediamo che, qualora Ganna dovesse rompere il ghiaccio, questa corsa potrebbe vincerla non una, ma diverse volte. Il suo fisico, che ci ricorda quello di Cancellara, gli permette di mangiare le pietre con la forza e costanza di nessun altro nel gruppo. La Locomotiva di Berna si prese la Regina ben tre volte; per Filippo è arrivato il momento di cominciare.
Jasper Philipsen (Alpecin-Deceuninck) ⭐️⭐️⭐️
Per il pedigree sarebbe da quattro stelle avendo colto per due volte la piazza d’onore. Sono due i motivi per i quali lo mettiamo leggermente sotto gli altri: una condizione ancora incerta e il fatto che il suo capitano risponde al nome di Mathieu Van der Poel. Solo una giornata storta dell’olandese, infatti, potrebbe autorizzare maggiore libertà per Jasper. I giochi di squadra, alla Roubaix, sono meno determinanti che in altre gare.
Stefan Küng (Groupama-FDJ) ⭐️⭐️⭐️
Gli ingredienti per ben figurare ci sono tutti: fisico, fondo e condizione. Il cronoman al Fiandre è andato veramente bene, tra i primi umani a resistere agli affondi dei marziani. Lo svizzero conosce le pietre dell’Inferno del Nord e più volte si è piazzato nei 10. Potrebbe sfruttare il fattore sorpresa, oppure rimanere nascosto per tutto il tempo, per poi uscire fuori alla fine.
Jasper Stuyven (Lidl-Trek) ⭐️⭐️⭐️
L’abbiamo visto protagonista al Fiandre, riportare avanti il suo capitano. Condizione ed esperienza giocano a suo favore. Difficilmente buca un appuntamento.
Jonathan Milan (Lidl-Trek) ⭐️⭐️
Il talento friulano correrà la Roubaix ma sarà probabilmente impiegato nel lavoro di squadra a favore di Pedersen. Ha però il fisico e la potenza per ben figurare, un giorno, in questa gara. Al Fiandre non si è visto, ma i muri sono un ostacolo troppo impegnativo per i velocisti. Nell’Inferno del Nord, invece, a volte capita che si arrivi in volata. Se fosse…
I 30 tratti di pavé della Parigi–Roubaix
Di seguito riproponiamo i 30 tratti di pavé con relativa valutazione di difficoltà fornita dal sito ufficiale della competizione.
30: Troisvilles to Inchy (km 95,8 – 2,2 km) ***
29: Viesly to Quiévy (km 102,3 – 1,8 km) ***
28: Quiévy to Saint-Python (km 104,9 – 3,7 km) ****
27: Saint-Python (km 109,6 – 1,5 km) **
26: Vertain to Saint-Martin-sur-Ecaillon (km 116,7 – 2,3 km) ***
25: Verchaing-Maugré to Quérénaing (km 128 – 1,6 km) ***
24: Quérénaing to Artres (km 130,9 – 1,3 km) **
23: Artres to Famars (km 133,8 – 1,2 km) ***
22: Quérénaing to Maing (km 138,5 – 2,5 km) ***
21: Maing to Moncheaux-sur-Ecaillon (km 141,6 – 1,6 km) ***
20: Haveluy to Wallers (km 154,5 – 2,5 km) ****
19: Trouée d’Arenberg (km 163,9 – 2,3 km) *****
18: Wallers to Hélesmes (km 170 – 1,6 km) ***
17: Hornaing to Wandignies (km 176,8 – 3,7 km) ****
16: Warlaing to Brillon (km 184,2 – 2,4 km) ***
15: Tilloy to Sars-et-Rosières (km 187,7 – 2,4 km) ****
14: Beuvry to Orchies (km 194,1 – 1,4 km) ***
13: Orchies (km 199,1 – 1,7 km) ***
12: Auchy to Bersée (km 205,2 – 2,7 km) ****
11: Mons-en-Pévèle (km 210,6 – 3 km) *****
10: Mérignies to Avelin (km 216,7 – 0,7 km) **
9: Pont-Thibault à Ennevelin (km 220 – 1,4 km) ***
8: Templeuve – L’Epinette (km 225,4 – 0,2 km) *
8: Templeuve – Moulin-de-Vertain (km 226 – 0,5 km) **
7: Cysoing to Bourghelles (km 232,4 – 1,3 km) ***
6: Bourghelles to Wannehain (km 234,9 – 1,1 km) ***
5: Camphin-en-Pévèle (km 239,4 – 1,8 km) ****
4: Carrefour de l’Arbre (km 242,1 – 2,1 km) *****
3: Gruson (km 244,4 – 1,1 km) **
2: Willems to Hem (km 251,1 – 1,4 km) **
1: Roubaix (km 257,8 – 0,3 km) *

