Gio, 19 Febbraio 2026
CiclismoVan der Poel nella storia, tris alla Parigi Roubaix. Pogacar si arrende...

Van der Poel nella storia, tris alla Parigi Roubaix. Pogacar si arrende all’olandese e alla sorte

Una caduta frena Pogacar, Van der Poel ne approfitta e vince la terza Roubaix di fila. Sfida epica, emozioni e fango nella Regina delle Classiche 2025

Van de Poel vince la sua terza Parigi Roubaix consecutiva, come fecero prima di lui Ocatve Lapize e il nostro Francesco Moser. Riporta il bilancio degli scontri diretti con Pogacar, in questa stagione, a 2 monumento contro 1. Si prende l’ottava Monumento della sua carriera e raggiunge proprio il campione del mondo nella classifica all time.

E’ stata, com’era nelle previsioni, una Roubaix bella ed entusiasmante, che ha proposto il duello pronosticato alla vigilia. L’ha spuntata l’olandese, grazie ad una attitudine maggiore a questa gara e alla capacità di guidare la bici su terreni infidi come sono quelli delle strade del nord della Francia. Tra i temi tecnici, prima del via, forse il più chiarificatore era proprio questo: chi vincerà tra la forza di Pogacar e la destrezza di Van der Poel?

Non è infatti un caso che il distacco tra i due sia maturato per una curva presa male dallo sloveno, ad una trentina di chilometri dalla conclusione. Siamo sull’insidioso tratto n. 9, a Mérignies à Avelin. In quel preciso momento i due corridori, già soli, stanno ingaggiando il solito (per loro) duello rusticano fatto di scatti, risposta e ancora scatti. Hanno una velocità impressionante anche per un pavé asciutto di questo periodo (anche se nella notte ha piovuto, rompendo un periodo di siccità per il già disastrato nord della Francia). Su una curva di 90° che piega a destra il Piccolo Principe arriva in velocità, calcola male la traiettoria e finisce in una buca nel fango. La ruota anteriore si blocca, la bici si capovolge. Pogacar si alza prontamente, ma la catena è saltata. Smanetta troppo per rimetterla a posto. Nel frattempo Mathieu si guarda indietro, poi continua per la sua strada… non può certo aspettarlo.

Quando riparte lo sloveno ha 20″ di svantaggio. Ingaggia un braccio di ferro a distanza con l’olandese. Arriva fino a 10″ ma, pensando alle Strade Bianche, Van der Poel non è Pidcock. L’olandese risponde e riporta le distanze a 20″. A quel punto Pogacar si rende conto che la Roubaix è la Roubaix, una corsa che non ha paragoni, in cui la forza deve fare coppia con la fortuna. Non puoi pensare di vincerla se non metti insieme le due cose.

Lo capisce bene anche Pedersen, oggi dotato di una gamba stratosferica, ma ricacciato indietro dalla Regina per una foratura, proprio mentre i due marziani picchiavano sui pedali come fabbri…. valli a riprendere poi.

“Mi dispiace per Tadej – ha detto alla fine Van der Poel dopo l’arrivo – Ha commesso uno sbaglio su quella curva. Andavano veramente veloci in quel momento. Penso che se non fosse caduto saremmo arrivati insieme al velodromo.” Un’ammissione sincera, che nasconde un’altra verità, che diciamo noi per lui: “Oggi non mi avrebbe mai staccato, e poi in volata come pensate che sarebbe andata?

Probabilmente anche senza la caduta di Pogacar questa bella e drammatica Parigi Roubaix sarebbe andata, come poi è stato, all’olandese. Difficile immaginare un momento nel quale Tadej avrebbe potuto staccarlo.

Sport24h su Telegram
Entra nel canale ufficiale
Notizie essenziali, risultati in tempo reale e analisi selezionate. Niente spam. Solo sport.
Iscriviti al canale

Lo sloveno, al suo primi Inferno del Nord, ha assaporato le pietre, capito cosa sono, il dolore che fanno. Come il Piccolo Principe, però, pur davanti alla sconfitta, si è goduto il giro d’onore del Velodromo: ha sorriso, salutato e tagliato il traguardo con il braccio alzato. Chissà, forse il prossimo anno tornerà.

Speriamo!

La cronaca

La 122ª edizione della Parigi-Roubaix parte ufficialmente alle 11:27, con un clima di grande attesa soprattutto per il debutto di Tadej Pogacar. Dopo una prima ora di corsa vivace, otto corridori riescono a prendere il largo: Heiduk, Lazkano, Hoelgaard, Rutsch, Walker, De Buyst, Townsend e Stockman. Il loro vantaggio tocca i 2’25”, mentre il gruppo mantiene un’andatura controllata.

Al primo tratto di pavé la Roubaix mostra il suo reale volto. Le cadute non si fanno attendere: Van Aert finisce a terra ma riesce a rientrare, mentre Ganna è vittima di una foratura e resta attardato. Il gruppo si spezza e gli otto di testa arrivano ad avere oltre 3′ di vantaggio.

Poco prima dei -100 km la corsa si infiamma: Pogacar attacca, e con sé porta Van der Poel, Pedersen e tutti i migliori, eccezion fatta per Ganna che rimane attardato nel secondo gruppo. È il preludio alla battaglia finale. All’uscita della Foresta di Arenberg, il gruppo di testa è composto da una quindicina di corridori.

Van der Poel, Pogacar e Pedersen se ne danno subito di santa ragione, provano a turno a forzare il ritmo e il gruppo si assottiglia a 5 unità: Van der Poel, Philipsen, Pogacar, Pedersen e Bisseger. Ai – 70 lo sloveno prova ancora a forzare il ritmo. Ne fanno le spese Pedersen (che fora) e Bisseger (problemi meccanici).

A 60 km dall’arrivo, la situazione si chiarisce: restano in tre a guidare la corsa – Van der Poel, Pogacar e Philipsen – con oltre un minuto di vantaggio sugli inseguitori. La tattica della Alpecin-Deceuninck è perfetta: Pogacar è in mezzo a due compagni di squadra.

Intorno ai -50 km, sul tratto Mérignies à Avelin, Philipsen si stacca. Van der Poel è indeciso se collaborare con Pogacar oppure mettersi alla ruota. Dall’ammiraglia arriva l’ordine di collaborare perché Philipsen fa sapere di non averne veramente più. Pian piano sparirà dai primi.

La lotta si restringe a un duello tra i due favoriti Van der Poel e Pogacar. Al 31 km dal traguardo, arriva il momento chiave: Pogacar attacca ancora, risponde l’olandese; su una impegnativa curva a gomito che gira sulla destra lo sloveno esce di strada e gli salta la catena. Ci mette più del previsto a rimettere le cose a posto. Quando riparte ha 20″ di svantaggio. Prova a recuperare. Arriva fino ad una decina, poi la reazione di Van der Poel vanifica il riaggancio.

Van der Poel non si ferma: poco dopo subisce il lancio di una borraccia da uno spettatore, ma resta concentrato. Pogacar cambia bici per un problema meccanico, ma il distacco ormai supera il minuto. A 14 km dal traguardo, anche l’olandese deve cambiare bici per una foratura: perde una decina di secondi, ma l’ammiraglia è lì, e riparte rapidamente.

A 10 km dall’arrivo, il distacco tra Van der Poel e Pogacar è di 1’14”, con gli altri inseguitori – Pedersen e Van Aert – ormai fuori dai giochi, oltre i 2′. Il ritmo di Van der Poel è implacabile.

Negli ultimi chilometri, Van der Poel vola verso il terzo trionfo consecutivo nella Parigi-Roubaix. Il suo arrivo nel velodromo di Roubaix è una passerella trionfale: le braccia al cielo, il volto sporco di fango, lo sguardo fiero. Taglia il traguardo con 1’18” di vantaggio su Pogacar, che riesce comunque a salvare la piazza d’onore davanti a Pedersen che batte in volata Van Aert.

I complimenti del TEAM UAE al proprio corridore sono arrivati via social
Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

Ultimi articoli pubblicati

LEGGI ANCHE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui