
Gli appassionati italiani di ciclismo, a digiuno di Monumento dalla straordinaria impresa di Sonny Colbrelli, tornano a sperare in un trionfo. Ancora una volta nella Parigi-Roubaix, la corsa più pazza e più bella del ciclismo mondiale. L’ultima follia di uno sport di altri tempi, che mantiene intatta la sua bellezza perché antica e moderna, anzi, post moderna. Le pietre, che i cronisti ci raccontano messe in pericolo dai turisti vandali pronti a rubarle dalla loro sede naturale, rappresentano anche la metafora di questo sport: duro e difficile, bello e impossibile.
Nell’Inferno del Nord, dicevamo, può tornare protagonista un italiano: Filippo Ganna, da Verbania. Già campione del mondo a cronometro (due volte) e pluricampione mondiale e olimpico su pista, l’uomo che detiene anche il record dell’ora.
Perché Ganna può vincere la Roubaix? Ce lo spiega il Corriere della Sera, che individua nella condizione e nella freschezza le principali armi dell’azzurro. Il piemontese arriva infatti all’appuntamento dopo una preparazione mirata, con la scelta di saltare il Giro delle Fiandre proprio per preservare energie in vista della corsa francese. Una decisione “drastica”, ma funzionale a presentarsi con una gamba piena e brillante nel momento decisivo.
La Roubaix, per caratteristiche, sembra costruita per un corridore come Ganna: potenza, capacità di tenere alte velocità sul passo e stabilità sul pavé. Il limite, semmai, è nella minore agilità rispetto a specialisti come Mathieu van der Poel e Tadej Pogačar, più abili nei cambi di traiettoria tra buche, fango e cadute. Ma la strategia è chiara: resistere fino al finale e, se possibile, anticipare o guadagnare anche pochi metri per sfruttare poi la propria straordinaria capacità di mantenere velocità elevatissime negli ultimi chilometri.
Dall’altra parte, La Gazzetta dello Sport racconta le ore che precedono la corsa con le parole dello stesso Ganna, consapevole della difficoltà dell’impresa ma fiducioso nella condizione. “Le gambe sono quelle dei giorni belli”, ha spiegato, sottolineando un approccio più sereno, senza pressione, ma con la consapevolezza di poter restare con i migliori e giocarsi le proprie carte.
La concorrenza è quella delle grandi occasioni: oltre a Van der Poel e Pogačar, anche Wout van Aert e gli altri specialisti del Nord. Ma il successo nell’Attraverso le Fiandre ha dato a Ganna una nuova dimensione anche nelle corse in linea, rompendo un tabù e aprendo scenari finora inesplorati.
La 123ª edizione della Parigi-Roubaix partirà da Compiègne alle ore 10:50 per concludersi, dopo 258,3 km e oltre 54 chilometri di pavé, nel velodromo André Pétrieux di Roubaix. La corsa sarà visibile in diretta su Eurosport 1, Discovery+ e HBO Max a partire dalle 10:30, mentre la Rai trasmetterà l’evento su RaiSport dalle 12:45 e su Rai 2 dalle 14:45.
La speranza, per tutto il popolo italiano del pedale, è che anche Ganna (come i turisti vandali) possa tornare a casa con una pietra. Non perché rubata, ma come trofeo che la tradizione vuole venga riconosciuto al vincitore. Sarebbe la consacrazione per un corridore che ha avuto il coraggio di rimettersi in discussione e diventare anche cacciatore di classiche. Solo per questo, comunque andrà, sarà un successo.
