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Parigi Roubaix, Van der Poel: un poker per entrare anche lui nel mito

Tirreno Adriatico 2026
La volata di Van der Poel nella Tirreno Adriatico 2026 (foto RCS/LaPresse)

Mathieu van der Poel si presenta alla Paris-Roubaix 2026 con la possibilità compiere una impresa unica: dopo i successi ottenuti nel 2023, 2024 e 2025, l’olandese può conquistare la quarta vittoria consecutiva nell’Inferno del Nord. Eguaglierebbe il poker di successi di Roger De Vlaeminck e Tom Boonen ma si metterebbe avanti a loro per il fatto di averli ottenuti consecutivamente. Come abbiamo ricordato in questo articolo, rappresenta anche l’ultima occasione, per l’olandese, di lasciare il segno nelle Monumento di quest’anno. Doyenne e Lombardia, infatti, non sono certo pane per i suoi denti. Il problema è che a Roubaix domenica ci sarà anche Tadej Pogačar, ma di questo Mathieu si preoccupa fino ad un certo punto.

Nella conferenza stampa della vigilia ha detto: «Sono abbastanza realista da sapere che questa striscia non potrà durare per sempre. Ci sarà un anno in cui non funzionerà. Io proverò a vincere, poi il record eventualmente arriverà da sé». Il capitano della Alpecin-Premier Tech, riguardo il duello con il campione del mondo, ha commentato: «Questa gara forse è più difficile per lui da vincere, ma nessuno può dire che non sia in grado di farlo. Ha già dimostrato l’anno scorso di poter essere competitivo».

L’olandese ha poi difeso la propria condotta tattica al Fiandre, dove alcuni osservatori lo avevano criticato per aver collaborato con Pogačar invece di limitarsi a marcarlo. «Ho fatto ciò che dovevo fare. Ero in posizione per vincere, non vedo come smettere di collaborare avrebbe aumentato le mie possibilità. Sarebbe stato anche un atteggiamento poco sportivo. Tadej e io ci sfideremo ancora per anni: è meglio andare d’accordo».

Van der Poel ha affrontato anche il tema dei suoi impressionanti dati di potenza, finiti al centro del dibattito dopo il Giro delle Fiandre e soprattutto dopo la E3 Saxo Classic, dove aveva pubblicato un file da 446 watt medi per 90 minuti. Alcuni avevano ipotizzato errori del misuratore di potenza, ma l’Imperatore ha respinto ogni dubbio: «Li hanno analizzati, erano corretti. Altrimenti non li avrei pubblicati. L’ho fatto per mostrare quanto fosse dura quella parte di corsa affrontata da solo controvento, perché ancora una volta alcuni cosiddetti esperti avevano da ridire».

Numeri che, secondo Van der Poel, certificano come il livello della sua condizione sia altissimo nonostante le sconfitte contro Pogačar sia alla Sanremo che alla Ronde: «Per me è stato anche bello vedere che continuo a migliorare a questa età. Il problema è che corro contro qualcuno che forse è il miglior ciclista di tutti i tempi. Io faccio il massimo per arrivare nella miglior forma possibile, ma a volte non basta».

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Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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