Pauline Ferrand-Prévot mette a segno un altro grande colpo di una carriera straordinaria e regala alla Francia, a distanza di quasi trent’anni, una Roubaix. La campionessa olimpica del crosscountry ha dominato la Parigi Roubaix femminile, andando a riprendere la fuggitiva Norsgaard quando mancavano una trentina di chilometri all’arrivo, prima di affrontare il tratto più impegnativo, il mitico Carrefour de l’Arbre.
La francese, che poteva contare in squadra Marianne Vos che ha coperto abilmente l’azione, è stata brava a risalire in bici dopo la caduta che ai -50 aveva permesso a sei atlete, le favorite della vigilia tra cui Kopecky e Wiebes, di avvantaggiarsi. Ma, forse proprio per la presenza delle due favorite principali, il gruppetto non ha trovato l’accordo e dopo aver raggiunto un vantaggio massimo di 25” sono state riprese dal gruppo.
La Lidl Trek, che tiene in modo particolare a questa corsa, a questo punto manda avanti la Norsgaard, la quale forse ce l’avrebbe anche fatta se non si fosse scatenata la Ferrand-Prévot che, alla sua prima Roubaix, ha lasciato la compagnia, ripreso la danese e se ne poi andata solitaria. Una bella fuga di una ventina di chilometri e coglie un successo che può orgogliosamente esibire al pari dei titoli mondiali vinti su strada, crosscountry, ciclocross e gravel, oltre al titolo olimpico, sempre nel xco, a Parigi lo scorso anno. Pauline si conferma un talento incredibile che non trova paragoni nel gruppo e forse neanche nella storia del ciclismo femminile.
Trova il tempo di scherzare nell’intervista post gara: “La mia prima Roubaix…forse anche l’ultima vista l’enorme fatica. Sono caduta e sono stata costretta a inseguire. Poi si è creata una buona situazione. Ho provato ad attaccare, mi sono accorta di avere margine e ho deciso di andare a tutta fino alla fine. Era per me già un grande orgoglio aver preso parte a questa corsa, ma vincere è qualcosa di incredibile. Non so veramente quale sia stato il momento in cui ho capito che ce l’avrei fatta. Posso solo ringraziare le mie compagne per la fiducia che mi è stata dimostrata. C’è stato un grande lavoro di tutte loro, da Marianne alle altre. Abbiamo visionato insieme il percorso tutte insieme ed eravamo certe che avremmo potuto fare grande cose. Sicuramente questo è il momento più emozionante da quando ho deciso di tornare a gareggiare su strada: ho fatto bene alle Strade Bianche, sono stata seconda al Fiandre e adesso questa vittoria.. e pensare che non avrei dovuto correrla, ma alla fine sono venuta per prendere confidenza con il gruppo per essere al 100% al Tour de France, che resta il mio obiettivo stagionale.”
E’ stata una Roubaix in cui le italiane hanno lasciato il segno. Merita in particolare di essere ricordato il secondo posto di Letizia Borghesi che anticipa il gruppo delle inseguitrici a sua volta regolato dalla ‘solita’ Lorena Wiebes, forse la grande sconfitta di questa Roubaix. Entrano nelle dieci anche Consonni, Confalonieri e Balsamo.

