Polvere sulla corsa rosa. Polvere di giovani. Polvere sulla fuga. Polvere dietro, davanti, su e giù. Polvere quando i fuggitivi – prima sette poi tre – sgasano sullo sterrato. Proprio come dicono i giovani. Polvere a destra e a sinistra sui campi, sul verde, sui boschi, sugli ulivi, sulle vigne. Polvere sulla Toscana che pedala sulla fantastica biodiversità di questa bella Italia, ripresa in lungo e in largo per promuovere lo sport e il viaggio sportivo. Un racconto che è davvero un amore senza fine. Del Giro 107. Con tutta quella polvere.
Oggi la polvere non è da togliere. Piuttosto, è da mettere in bacheca. In fotografia. In televisione. Sulla Torre del Lago Puccini di Viareggio fino a Rapolano Terme, nella Toscana più verace, quella che piace alla gente, tanta gente, perché evoca eroismi e imprese, per nulla pettinate e lucidate, piuttosto bellamente impolverate. Hanno preso polvere tutti: i corridori, i motociclisti, i suiveurs, la gente e i campi, a lato delle strade bianche. Le strade bianche del Giro, tutti a farsi infarinare da un gran polverone senese che fa tossire persino la terra, persino chi come noi si è messo a seguire la corsa davanti alla tv. Hanno preso la polvere senza curarsene i corridori del Giro 107, una polvere che si appiccicava anche al gel energetico mentre l’australiano di Melbourne, Luke Plapp, 24 anni, fra i sette della giusta fuga, cercava di recuperare un po’ di tono e di potere delle gambe (da pistard) portare all’arrivo.
Dei sette tre vanno avanti e si contano prima i secondi, poi il minuto, quindi ancora i secondi. E dietro? Un gran polverone dal quale sbucano i giganti della Ineos che corre da Squadra (per mister Geraint Thomas), i giganti rossi che non sembrano, loro no, prendere polvere. E i bianchi (UAE), quelli al seguito della pantera rosa Pogacar? Si mimetizzano di più, vuoi per le divise, vuoi perchè le forze… che il giro è lungo. Cercano, insomma, così pare, di evitare la polvere, ma non sembrano altrettanto efficaci nello scenario, sempre più bello, di un Giro per niente finito.
La strada bianca del Giro d’Italia traccia così una colonna epica sul suo pentagramma musicale e la sua nota alta finisce in casa Movistar. Peccato per Alaphilippe, classe e tempra del campione: il Giulianetto ha gambe buone e coraggio da vendere ed è in giornata sì, anche il suo patron, Patrick Lefevere, ripreso dalla tv, a bordo polvere, si fa immortalare intento a passare una borraccia al campione. Polemiche finite fra di loro? Sembra proprio di sì: c’è solo da pedalare e vincere. Il successo oggi non arriva ma Alaphilippe sul traguardo promette che ci riproverà, ammette di avere dato tutto e fa notare, soprattutto, che a batterlo è stato un Pelayo Sanchez più forte del finale. Sulla forza non si discute. E nemmeno sul coraggio. Persino sull’età. Giovani campioni emergono in un Giro duro, scatenato e bellissimo. Farsi le ossa così, fra grandi che si rimettono in gioco (Alaphilippe) e giovani promesse (Sanchez ma anche Plapp) è solo goduria per chi si gode lo spettacolo.
È lo spettacolo di una polvere di stelle al Giro 107 che porta dunque alla notorietà un ragazzo, Pelayo Sanchez, di 24 anni per 62 kg scarsi, un asturiano che conquista il terzo successo della carriera e centra il podio nella seconda tappa di fila del Giro d’Italia – la Corsa più dura del mondo, nel quale “la fuga va”, ed è un Giro sempre più entusiasmante. Per vincere così su Julien la stoffa c’è e di sicuro, di lui sentiremo ancora parlare, dice uno spettatore competente davanti al traguardo di Rapolano. Pelayo vince dunque la sesta tappa del Giro d’Italia, strappando al più osannato Alaphilippe un successo che il campione della Soudal Quick-Step voleva più che mai.
Sul fronte rosa? Tadej Pogacar rimane leader, ma il bianco e il rosso a tirare il gruppo a fasi alterne, sulla fuga di giornata, ci dice chiaramente che l’unico avversario a questo Giro “da favorito” potrebbe essere una squadra non all’altezza della Pantera Rosa. Ma è tutto da vedere. Domani è un altro giorno, a cronometro nella Foligno-Perugia (40,6 km), e si vedrà…
Rapolano Terme, 9 maggio 2024 – Pelayo Sanchez (Movistar Team) ha vinto la sesta tappa del Giro d’Italia 107, la Torre del Lago Puccini (Viareggio)-Rapolano Terme di 180 km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Julian Alaphilippe (Soudal Quick-Step) e Luke Plapp (Team Jayco AlUla).

Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) rimane in Maglia Rosa di leader della classifica generale.
ORDINE D’ARRIVO
1 – Pelayo Sanchez (Movistar Team) – 180 km in 4h01’08”, media di 44.788 km/h
2 – Julian Alaphilippe (Soudal Quick-Step) s.t.
3 – Luke Plapp (Team Jayco AlUla) a 1″
CLASSIFICA GENERALE
1 – Tadej Pogacar (UAE Team Emirates)
2 – Geraint Thomas (Ineos Grenadiers) a 46″
3 – Daniel Felipe Martinez (Bora – Hansgrohe) a 47″

LE MAGLIE UFFICIALI
Le Maglie di leader del Giro d’Italia sono disegnate e realizzate da CASTELLI. Maglia Rosa, leader della Classifica Generale, sponsorizzata da Enel – Tadej Pogacar (UAE Team Emirates).
Maglia Ciclamino, leader della Classifica a Punti, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e ITA Italian Trade Agency – Jonathan Milan (Lidl-Trek).
Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Tadej Pogacar (UAE Team Emirates)
Maglia Bianca, leader della Classifica Giovani, nati dopo il 01/01/1999, sponsorizzata da Eataly – Cian Uijtdebroeks (Team Visma | Lease a Bike).
I COMMENTI A CALDO – Il vincitore di tappa Pelayo Sanchez, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Non mi rendo ancora conto di quello che ho fatto. Sono senza parole. Dall’inizio dell’anno, il piano era di risparmiare energie nelle prime tappe per oggi. Avevo in mente di vincere da una fuga, ma era difficile. Ho fatto del mio meglio per risparmiare energie in vista del finale cercando di rimanere calmo quando tutti attaccavano. Ho cercato di staccare Plapp e Alaphilippe, ma era impossibile. L’unico modo per vincere era dallo sprint. Ho sempre sognato di correre i Grandi Giri. L’anno scorso ho fatto la Vuelta con la Burgos-BH, ora è il mio primo Giro d’Italia. Vincere una tappa qui è semplicemente pazzesco”.
La Maglia Rosa Tadej Pogacar ha detto: “Per noi è stato perfetto che la fuga sia arrivata, perché non volevo spendere troppe energie sullo sterrato e sulle colline. Anche se Luke Plapp avesse conquistato la Maglia Rosa sarebbe andato bene. E’ stato piacevole correre di nuovo sui percorsi della Strade Bianche. Il pubblico era di nuovo numeroso. Oggi avevo buone gambe e spero che lo siano anche domani per la cronometro. È un percorso interessante. Non penso a vincere. Voglio solo sentirmi bene in bicicletta”.
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