Perché la Lotta non uscirà dalle Olimpiadi 2020

Perché la Lotta non uscirà dalle Olimpiadi 2020

coni_bandieraLa notizia non è forse inattesa; anzi era nell’aria da tempo e probabilmente non godrà di alcun eco particolare. Ma è pressoché certo che le Olimpiadi 2020 non cambieranno il proprio programma rispetto ai Giochi del 2016. Per la prima volta dopo tanti anni nessun nuovo sport sarà promosso a dignità olimpica, essendo ormai certo il recupero della Lotta. Anche se non c’è l’ufficialità, in questi ultimi giorni 2 membri del CIO, in corsa per la presidenza, si sono espressi a favore della Lotta, un po’ per convenienza elettorale, un po’ per sincera convinzione, palesando quella che è un convincimento generale del Governo dello Sport mondiale.
Il vice presidente CIO Thomas Bach ha avuto modo di dichiarare ieri che la Lotta ha ottime possibilità di tornare nel programma olimpico, per i Giochi 2020. Si tratta per certi versi di una non-notizia, visto che la stessa lotta non è mai uscita dal programma dei giochi, ma ha rischiato di farlo solo per il fatto di essere stata “rimandata” a settembre.
Oggi ha “detto la sua” anche Denis Oswald, altro candidato alla presidenza. Anch’egli ha confermato che la Lotta merita di restare alle Olimpiadi anche se…”purtroppo, in questo modo, non avremo nessuno sport nuovo ai Giochi 2020”.
Ricostruiamo i fatti che, per chi segue Sport24h sono noti. All’inizio dell’anno 2013 il Board del CIO ha definito il programma olimpico dei Giochi 2020, lasciando un posto libero per un’eventuale “promozione” di sport emergenti (la famosa short list di cui a questo articolo). Contemporaneamente escludeva dal programma di gennaio la Lotta, “declassandola” al livello delle altre discipline della short list. Insomma il destino di questa disciplina antica si sarebbe deciso a marzo e poi a settembre. A marzo lo stesso Board, in una riunione a San Pietroburgo, ha ridotto la lista da 9 sport a solo 3: Lotta, Baseball/Softball e Squash..
A settembre si deciderà anche il nome del nuove presidente CIO e la sede dei Giochi 2020. Tutti e tre questi elementi sono intrecciati e connessi più di quanto appare. Il vice presidente Bach, che ha spalancato un portone a favore della Lotta con la dichiarazione di ieri è anche in corsa per la presidenza del CIO; stersso dicasi per Denis Oswald. E’ logico credere che le loro affermazioni, oltreché per convinzione, strizzino l’occhio ai grandi elettori rappresentanti di quei paesi che hanno accolto la decisione di “rimandare” la Lotta come un affronto alla propria storia e cultura. Tra questi Giappone, Turchia e tutti i paesi del Medio Oriente. Ci sarebbero anche gli Stati uniti, che probabilmente preferiscono nel programma uno sport “olimpico” per eccellenza che vedere snaturare la loro League professionistica di Baseball, con il rischio di “umanizzarla” come è successo con i mostri della NBA quando hanno accettato le regole e sono sbarcati alle Olimpiadi (dopo tante vittorie sono arrivate anche le sconfitte…).
Bach ha detto affermato in occasione di una conferenza stampa: “Ho l’impressione che la federazione internazionale (FILA) ha capito molto bene i messaggi inviati. Ha tratto le sue conclusioni e adesso, con un nuovo presidente, nuovo programma e nuove idee per lo sport ha buone possibilità di tornare alle Olimpiadi a settembre.”
In effetti la decisione di gennaio del CIO di escludere (anche se temporaneamente) la lotta dal programma olimpico ha creato un grande shock nei nostalgici dell’olimpismo e nel mondo dello sport, tradizionalmente restio al cambiamento. Da allora la Federazione internazionale, sulla spinta del nuovo presidente Nenad Lalovic, ha apportato modifica alla regolamentazione per rendere questo sport più facilmente fruibile agli spettatori.
Originale, al riguardo, le motivazioni addotte oggi in un’intervista a iSportconnect da Denis Oswald: “Lottare è uno dei gesti più naturali per l’uomo, come correre, saltare e giocare a pallone. Impossibile lasciarla fuori dalle Olimpiadi… Mi dispiace per i nuovi sport che avrebbero meritato di entrare…”. A parte che in lizza non ci sono sport emergenti, visto che baseball faceva parte delle Olimpiadi (per poi esserne estromesso) e lo squash non può definirsi emergente, le motivazioni di Oswald appaiono un autogol. Se infatti il principio deve essere questo, l’Arrampicata Sportiva merita di essere dentro, visto che arrampicare è il primo gioco di un bambino ed uno dei pochi gesti innati nell’uomo, come camminare. Un’evidenza che ben sanno tutti i genitori che impazziscono dietro i propri figli, impegnati a scalare alberi, mobili o, se ne vedono in giro, pareti artificiali. Ma tutte queste cose il CIO non le sa…
Antonio Ungaro

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