Pianigiani negli USA alla ricerca dei “Fantastici 4”

Pianigiani negli USA alla ricerca dei “Fantastici 4”
Marco Belinelli, NBA

Marco Belinelli impegnato nella gara da tre (nba.com)

Il pellegrinaggio sistematico verso gli USA dei dirigenti della FIP è cominciato qualche anno fa, da quando approdarono in NBA Bargnani & Co. Ricordiamo un neoeletto presidente federale Dino Meneghin atterrare nella terra delle occasioni con il dichiarato intento di ricostruire un rapporto, soprattutto con le franchigie, in modo da poter utilizzare gli allora 3 moschettieri per la Nazionale. Portò a casa poco, (a parte le pacche sulle spalle) nonostante fosse l’unico italiano inserito nella All of Fame. Adesso arriva Pianigiani, che dal punto di vittorie può vantare solo il filotto con la Mens Sana Siena quando questa era sotto la coperta (finanziara e politica) della MPS. Il tecnico toscano, che deve ancora dimostrare il suo valore lontano da quella straordinaria esperienza, avrà difficoltà a farsi ascoltare, soprattutto adesso che Belinelli è una star e Gallinari e Bargnani sono alla ricerca di loro stessi dopo le ingenti risorse investite dalle rispettive squadre.
La prima tappa del viaggio del Commissario Tecnico della Nazionale sarà a San Antonio, tra domani e dopodomani l’incontro con Marco Belinelli e Danilo Gallinari e poi il 26 la presenza all’AT&T Center per la sfida tra San Antonio e Denver. Il giorno successivo Pianigiani volerà a Detroit per incontrare Gigi Datome e il 28 assisterà alla partita tra Pistons e i Miami Heat: il 29 il trasferimento a Columbus per l’incontro con Amedeo Della Valle.Il 31 l’ultimo trasferimento, a New York, per parlare con Andrea Bargnani e per la partita del 2 aprile tra Brooklyn Nets e New York Knicks.
Il 4 aprile, Pianigiani tornerà in Italia: tre giorni più tardi è previsto il raduno di Ancona in preparazione all’All Star Game del 13.
L’obiettivo del viaggio non è solo quello di incontrare i giocatori per entrare nel dettaglio dell’attività della Nazionale, ma anche quello di prendere contatto con le loro rispettive realtà. Ai ragazzi manifesterò la disponibilità della Federazione per la condivisione di programmi di lavoro differenziati che tengano conto delle diverse esigenze: anche a Danilo Gallinari, che non avrà la possibilità di effettuare attività agonistica durante l’estate, e ad Andrea Bargnani, che ora è fermo, testimonieremo la disponibilità della Federazione nel supportarli nella loro rieducazione e nel riavvicinamento alla pallacanestro giocata.
Il viaggio rappresenta anche un’occasione per incontrare le loro franchigie, condividere con trasparenza i programmi e attivare un contatto tra i rispettivi staff sanitari e atletici. Come siamo aperti con i club italiani quando i loro giocatori vengono in Nazionale, così crediamo sia giusto aprire queste linee con chi lavora oltreoceano, anche per ricevere dalle franchigie NBA input sulle metodologie quotidiane di lavoro dei nostri ragazzi.
Inoltre l’idea è quella di valutare collaborazioni con alcuni college, programmare incontri, amichevoli, tornei, ricevere informazioni relative a giocatori di passaporto italiano.
Questo viaggio insomma rappresenta un’apertura importante, un modo per entrare a contatto a 360 gradi col mondo del basket americano, visto che grazie a questi ragazzi la nostra pallacanestro ha la possibilità di avere ottimi ambasciatori nella NBA e nella NCAA”.
Parole un po’ buttate al vento. Nella sostanza l’unica speranza è quella di poter utilizzare almeno 2/4 delle forze italiane negli USA per cercare di portare a casa un risultato che manca alla nostra pallacanestro da tempo visto che anche le qualificazioni agli Europei sono un obiettivo che ci farebbe contenti.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.