Piccolruaz 6° nella IFSC World Cup Boulder a Innsbruck

Piccolruaz 6° nella IFSC World Cup Boulder a Innsbruck
Piccolruaz, IFSC World Cup Boulder

Piccolruaz in occasione di una prova di Coppa Europa giovanile nel 2012

Vedere Michael Piccolruaz nella foto pubblicata sul sito della federazione arrampicata sportiva italiana relativa la quarta prova della IFSC World Cup Boulder a Innsbruck fa un certo effetto. Il 19enne meranese stretto (quasi impaurito) tra Dmitrii Sharafutdinov e Adam Ondra appare un “intruso”. Eppure il ragazzo che gareggia per la Sektion Meran Des Alpenvereins Sudtirol ha già dimostrato, nella sua breve ed intesa carriera, di essere in possesso di tutti gli ingredienti per diventare un grande.
Quest’anno nella Coppa del Mondo Boulder va così. E’ la stagione delle nuove leve: i “vecchietti” del circuito, per quanto ancora temibili e competitivi, si devono accomodare, per ora, sui gradini più bassi del podio. Non avevamo ancora finito di esaltare le imprese del tedesco Hojer, 22 anni e 2 prove di Coppa nel 2015, e della terribile Coxsey (21 anni), che ha addirittura annichilito Anna Stohr, che la prova austriaca del challenge IFSC propone un altro astro nascente. E questa volta è italiano. Così dopo diversi anni un azzurro torna in una finale di Coppa del Mondo Boulder, e che finale! Nella gara di sabato, sui quattro blocchi conclusivi, si sono sfidati il passato, il presente e il futuro di questa disciplina. Da una parte Fischhuber, Sharafutdinov, Gelmanov e Glairon Mondet (rispettivamente 30, 27 e 26 anni), dall’altra Ondra (non c’è bisogno di presentazione: una leggenda dell’arrampicata a soli 21 anni) e Piccolruaz, che ce la sta mettendo tutta per raggiungere gli altri al vertice della specialità. Non sappiamo se per il climber altoatesino conta di più aver liberato, neanche un mese fa, Helmutant oppure questa finale conquista al cospetto del gotha dell’arrampicata. Fatto sta che quando si tratta di gare e competizioni, Michael difficilmente fallisce. Lo scorso anno aveva vinto la Coppa Italia e il Campionato italiano e, soprattutto, centrato un inaspettato quinto posto nel Campionato Europeo in Olanda.
Ieri, ad Innsbruck, ha rotto un incantesimo che sembrava ormai eterno per la spedizione azzurra, riuscendo a portare una maglia azzurra in finale dopo che per l’ultima volta ci era riuscito esattamente 4 anni fa Core (2010 a Greinfensee in Svizzera). Al termine di una sfida emozionantissima la vittoria è andata a Kilian Fischhuber (campione europeo Boluder nel 2013) davanti al ceco Adam Ondra, terzo il russo Gelmanov che ha tolto la soddisfazione del quarto podio consecutivo a Sharafutdinov.
Nulla da fare, invece, per Gabriele Moroni, atteso ad una riconferma se non addirittura ad un miglioramento rispetto alla prova di Grindelwald, in cui aveva colto un ottimo 7° posto. Il “rosso” non è stato contento della sua gara, anche se due flash nelle qualificazioni facevano presagire la possibilità di una giornata migliore in semifinale, dove invece Gabri non è andato oltre il 17° posto.
Per quanto riguarda gli altri Azzurri, 17° posto per Gabriele Moroni, 32° per Stefan Scarperi e 51° per Riccardo Piazza.
In campo femminile, la migliore delle nostre è stata Andrea Ebner, che è riuscita a qualificarsi per la semifinale concludendo in 17^ posizione: un risultato più che positivo considerando la sua giovane età (classe 1996). 29^ s’è piazzata Jenny Lavarda, 41^ Giada Zampa e 59^ Alexandra Ladurner.
La vittoria è andata alla britannica Shauna Coxsey, che ha così bissato il successo di una settimana fa in Svizzera.

CLASSIFICA MASCHILE:
1 Kilian Fischhuber (AUT)
2 Adam Ondra (CZE)
3 Rustam Gelmanov (RUS)

6 Michael Piccolruaz
17 Gabriele Moroni
32 Stefan Scarperi
51 Riccardo Piazza

CLASSIFICA FEMMINILE:
1 Shauna Coxsey (GBR)
2 Anna Stohr (AUT)
3 Akiyo Noguchi (JPN)

17 Andrea Ebner
29 Jenny Lavarda
41 Giada Zampa
59 Alexandra Ladurner

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