Viaggiare in biciclettaPietralunga Gubbio in bicicletta sul Cammino di Francesco

Pietralunga Gubbio in bicicletta sul Cammino di Francesco

Siamo nel cuore dell’Umbria, alle porte della Comunità Montana dell’Alto Tevere di cui Pietralunga è una delle “porte” di ingresso orientale.

Torniamo sul Cammino di Francesco (dalla Verna a Roma) a distanza di un anno, per percorrere in bicicletta gli oltre 25 chilometri che separano Pietralunga da Gubbio. Siamo nel cuore dell’Umbria, alle porte della Comunità Montana dell’Alto Tevere di cui Pietralunga è una delle “porte” di ingresso orientale.

Il territorio comunale del piccolo centro si estende sui primi rilievi (venendo da occidente) dell’Appennino umbro marchigiano che divide il versante tirrenico da quello adriatico. E’, dal punto di vista geografico, incastonato tra il Monte Nerone il Monte Catria.

L’itinerario che percorriamo in ebike ricalca solo in parte il Cammino di Francesco contrassegnato dai colori giallo e blu che, in questa parte del percorso, assume due direttrici diverse per chi lo percorre a piedi e chi in bici.

Il cammino vero e proprio, infatti, si inerpica per le colline a est e costeggia diversi B&B, specifici per pellegrini. E’ un sentiero in alcuni tratti in terra battuta e impervio che, per quanti volessero farlo in bici, può essere affrontato solo in mtb.

L’itinerario percorso da noi, invece, è la ciclabile contrassegnata con cartelli marroni “Percorso 1” che sale fino a San Benedetto Vecchio e poi scende a Mocaiana e Gubbio, lungo la provinciale 205, a bassissima frequentazione e con un fondo in asfalto.

“Gubbio – ci racconta la nostra guida Ubaldo – ha una storia antica e gloriosa. C’era prima di Roma, e le tavole eugubine stanno li a dimostrare che era anche un centro importante e rigoglioso…”. Questa semplice constatazione (a proposito, una volta arrivati a Gubbio vi consigliamo una visita al Palazzo dei Consoli) vale anche per il piccolo e forse meno noto centro di Pietralunga, che condivide, storicamente e culturalmente, lo stesso destino.

Il centro ha origini preistoriche, ha poi attraversato i secoli mantenendo una fiera rilevanza. Dall’11° al 14° secolo fu un comune indipendente e questo spirito indomito l’ha conservato fino ad oggi. Nel 1943, dopo l’armistizio, si costituì una brigata di resistenza al nazifascismo, denominata Brigata Proletaria San Faustino che nel 1944 dichiarava il comune “zona libera”. Vittima della rappresaglia nazista il territorio assisteva a feroci scontri tra alleati e partigiani. Per questi fatti il comune di Pietralunga è l’unico, in Umbria, ad essere decorato al valor militare (vedi box).

I monumenti principali del centro sono le chiese, com’è tradizione per la maggior parte dei paesi umbri e del centro Italia. Da visitare la Pieve di Santa Maria, la Chiesa del Gonfalone, il Santuario della Madonna dei Rimedi. Nella piazza principale, che ci accoglie in una giornata d’inverno fredda e soleggiata, pronti per la partenza, spicca la Rocca longobarda pentagonale.

Partiamo in direzione di Gubbio, scendendo verso uno dei tanti corsi d’acqua che lambiscono Pietralunga. Dopo pochi metri siamo al bivio che ci obbliga ad una scelta. A sinistra parte il sentiero contrassegnato con i colori gialli e blu del cammino di Francesco. Quello, per capirci, che supera lo spartiacque tra Pietralunga e Gubbio inerpicandosi per una salita breve ma molto ripida, in terra battura e poco adatta a ciclisti non esperti.

A destra invece il cartello di color marrone ci indica il percorso lungo la provinciale 205 per San Benedetto Vecchio. Questo, posto al culmine di una salita di circa 5 chilometri, è una suggestiva abbazia chiusa nel suo silenzio e nella tranquillità delle colline.

Il complesso è suggestivo, nella sua apparente desolazione. Nel corso dei secoli ha subito notevoli rimaneggiamenti, sia per adeguamenti dovuti alla difesa, sia per i mutamenti nel gusto architettonico dei proprietari.

Uno dei fatti più curiosi che riguarda la zona di San Benedetto Vecchio risale alla seconda metà del 1800: l’allora parroco registrò di suo pugno, nel 1862, un ciclo di apparizioni di quella che gli abitanti identificarono come la Vergine Maria ed anche guarigioni. Questo portò numerosi pellegrini e il luogo divenne il centro di manifestazioni di adorazione collettiva che vennero però impedite dalla forza pubblica perché ritenute pericolose. Da allora queste apparizioni non furono più registrate. Di tutto questo resta ancora la maestosa quercia, presso la quale le cronache raccontano si fosse palesata Maria.

Lasciamo il complesso sulla sinistra, con i suoi silenzi e i suoi misteri, resi ancora più intriganti da un clima che volge decisamente verso la pioggia (alla sera nevicherà!) per iniziare la lunga discesa che porta a Mocaiana, piccolo centro di poco più di 300 abitanti. Da qui e fino a Gubbio la strada è pianeggiante. Ci ricongiungiamo con il cammino di Francesco e da questo momento in poi, fino a Gubbio e oltre, seguiamo senza difficoltà il percorso segnato.

Pietralunga, orgogliosa e ribelle

Lo spirito indomito e fiero degli abitanti di Pietralunga ha trovato la massima espressione in occasione della Seconda Guerra Mondiale. Subito dopo l’armistizio si costituisce la Brigata San Faustino, che si rende autrice di diverse azioni contro l’occupazione nazifascista.

La rappresaglia degli occupanti è feroce e si concretizza con bombardamenti, rastrellamenti e fucilazioni nel maggio del ’44. In una settimana, precisamente dal 7 all’11 maggio, vengono uccise 16 persone, di cui 13 civili e 3 partigiani, prima attraverso bombardamenti dei caseggiati dove i nazi-fascisti ritenevano fossero nascosti i partigiani, poi attraverso l’arresto e fucilazione diretta. Tra questi anche sei persone giunte da Roma in quei giorni solo per acquistare beni di conforto e ritenuti partigiani, e il partigiano Dario Guerrini che, al momento della fucilazione, si dice abbia rivolto al carnefice queste parole: “Tu hai il coraggio di ammazzarmi mentre siamo andati a scuola assieme?”

A ricordare quei giorni ci sono diverse testimonianze:

– La Piazza 7 maggio, piazza centrale di Pietralunga;

– Lapide in memoria del rastrellamento del 7 maggio 1944 presso la chiesa parrocchiale di Morena, scoperta dal comune di Gubbio il 7 maggio 1994;

Stele ai Caduti per la Libertà, Pietralunga (1954);

– Monumento e parco al Partigiano umbro a Pietralunga, realizzato per volontà della Regione Umbria nel 1983;

– Adolfo Bartolini, Candido Bellucci, Dario e Giulio Guerrini sono sepolti, insieme anche ad altri partigiani morti o uccisi nel Pietralunghese, nel Sacrario ai volontari della Libertà, nel cimitero civico di Città di Castello.

Sport24h su Telegram
Entra nel canale ufficiale
Notizie essenziali, risultati in tempo reale e analisi selezionate. Niente spam. Solo sport.
Iscriviti al canale

LEGGI ANCHE

Redazione
Redazione
Il team editoriale di Sport24h è composto da giornalisti e analisti sportivi impegnati nella selezione e verifica quotidiana delle notizie. Questo profilo gestisce i flussi informativi provenienti da agenzie, comunicati ufficiali e uffici stampa, garantendo un’informazione accurata e aderente ai fatti. Ogni contenuto è supervisionato dalla nostra direzione per assicurare il rispetto degli standard editoriali della testata.

Calendario sportivo 2026

Ultimi articoli