
I New York Knicks aprono la finale della Eastern Conference con una vittoria con la specialità della casa, in rimonta. Al Madison Square Garden la squadra di Mike Brown batte i Cleveland Cavaliers 115-104 dopo un supplementare, al termine di una partita rimasta per lunghi tratti nelle mani degli ospiti e ribaltata negli ultimi minuti da Jalen Brunson.
Cleveland aveva comandato la gara con maggiore ritmo e lucidità. I Cavaliers arrivavano da settimane senza vere pause, abituati a giocare ogni due giorni, mentre New York era rimasta ferma nove giorni. Per quasi tre quarti il tema è sembrato chiaro: Knicks arrugginiti, Cavs più pronti. L’attacco di New York, che nei primi due turni aveva viaggiato sopra i 120 punti ogni 100 possessi, si è inceppato: 71 punti nei primi 82 possessi, poco flusso, poche soluzioni pulite.
Poi la partita è cambiata. Cleveland è entrata negli ultimi otto minuti con 22 punti di vantaggio e ne è uscita travolta. I Knicks hanno chiuso il match con un parziale di 44-11 negli ultimi 12’45”, spostando la partita sul piano fisico e mentale. Brunson ha firmato 38 punti, 17 dei quali nel tratto decisivo, aggiungendo anche quattro dei suoi sei assist proprio nella fase in cui New York ha costruito la rimonta.
Il punto di svolta è stato il cambio sistematico cercato contro James Harden. Brunson ha iniziato a chiamare blocchi portati dai giocatori marcati da Harden, costringendo Cleveland ad accettare un accoppiamento che con il passare dei possessi è diventato insostenibile. Floater, arresti, letture sul raddoppio: il play dei Knicks ha preso il controllo della partita senza forzare fuori dal contesto. Quando i Cavaliers hanno provato a mandargli due uomini addosso, sono arrivati i tiri aperti per OG Anunoby, Mikal Bridges e Landry Shamet.
Proprio Shamet ha avuto un peso superiore ai numeri. Rimasto in campo nel quintetto scelto da Brown per chiudere la rimonta, ha dato energia in difesa su Donovan Mitchell e segnato tre triple nel momento in cui i Knicks avevano bisogno di punti immediati. La più pesante è arrivata a 44.3 secondi dalla fine dei regolamentari, con il pallone che ha danzato sul ferro prima di entrare e pareggiare la partita sul 99-99.
Cleveland, al contrario, si è fermata. Negli ultimi 12’45” ha prodotto appena 11 punti in 24 possessi, con più palle perse che canestri dal campo. Mitchell non ha segnato nel tratto decisivo, Harden ha trovato un canestro importante contro Brunson ma non è riuscito a reggere dall’altra parte. Evan Mobley ha avuto spazio sul perimetro, senza punire. Sam Merrill ha avuto anche il tiro per vincerla alla fine dei regolamentari: la palla sembrava dentro, poi è uscita.
Da lì New York ha completato il lavoro nel supplementare. Non è stata una partita lineare, né una vittoria costruita con continuità. È stata però una di quelle gare che possono incidere su una serie. I Knicks erano sotto di 20 nel quarto periodo, situazione da cui in stagione quasi nessuno era riuscito a uscire vivo. Lo hanno fatto con Brunson, con la panchina, con la difesa e con una Cleveland che ha perso ritmo proprio quando doveva chiudere.
