I Minnesota Timberwolves colpiscono ancora, e lo fanno nel momento più delicato della serie. In un Chase Center che aspettava il riscatto dei padroni di casa, sono stati Anthony Edwards e Julius Randle a mettere il timbro sul 102-97 che vale il 2-1 nella semifinale della Western Conference. Il protagonista assoluto? Edwards, autore di 36 punti, decisivo nel finale con la tripla del sorpasso a 1:19 dalla fine. Ma la notte californiana è stata illuminata anche dalla tripla doppia di Julius Randle: 24 punti, 12 assist e 10 rimbalzi, il tutto condito da leadership e freddezza nei momenti chiave.
Golden State ha provato a restare a galla con l’orgoglio di Jimmy Butler (33 punti, 7 assist e 7 rimbalzi) e la panchina ispirata di Jonathan Kuminga (30 punti con 11/18 dal campo), ma l’assenza di Steph Curry – ancora fermo per un problema al bicipite femorale – continua a pesare come un macigno. I Warriors hanno perso fluidità, ritmo e soprattutto lucidità nei momenti decisivi. E Coach Steve Kerr lo ha detto chiaramente: “Dovevamo vincerla in difesa. Non ci siamo riusciti”.
Nel finale punto a punto, la squadra della Baia ha perso brillantezza. Dopo la tripla di Buddy Hield (93-89 a -1:56), una serie di errori ha condannato Golden State: palloni gettati via, difese in ritardo, falli evitabili. Emblematica l’uscita dal campo di Draymond Green, fuori per falli a meno di cinque minuti dalla fine dopo un contatto controverso con McDaniels. L’ala, al centro delle polemiche per alcuni presunti insulti ricevuti da un tifoso in gara 2, ha lasciato il campo visibilmente irritato.
Anche Trayce Jackson-Davis, schierato in quintetto dopo l’ottima prova di gara 2, è rimasto in ombra: appena 11 minuti in campo, troppo poco per incidere.
I Timberwolves, invece, hanno mostrato solidità e carattere. McDaniels ha segnato una tripla fondamentale a 3:20 dalla fine, e lo stesso Edwards ha dimostrato di aver recuperato pienamente dalla distorsione alla caviglia sinistra subita in gara 2. La squadra di Chris Finch ha saputo reggere anche quando nel secondo quarto Golden State è tornata avanti (42-40 all’intervallo), sfruttando un break ispirato da Hield.
La serie continua lunedì notte, sempre al Chase Center, con una gara 4 che promette scintille. Per i Warriors è già una sfida da dentro o fuori: servono risposte. E magari anche il ritorno del numero 30.

