
I New York Knicks sono ormai vicini alla chiusura della serie. La vittoria per 108-94 sul campo dei Philadelphia 76ers ha portato la squadra di Mike Brown sul 3-0 nella semifinale di Eastern Conference, una situazione che nella storia NBA non è mai stata ribaltata in una serie al meglio delle sette partite. Philadelphia resta formalmente in corsa, ma il peso della serie si è spostato in modo netto dalla parte di New York.
Il protagonista è stato ancora Jalen Brunson, autore di 33 punti, 5 rimbalzi e 9 assist. Il play dei Knicks ha guidato la rimonta dopo un primo quarto favorevole ai Sixers, chiuso da Philadelphia avanti 31-27 grazie soprattutto ai 15 punti iniziali di Paul George. Da quel momento, però, la partita è cambiata. New York ha alzato il ritmo nel secondo periodo, ha vinto il confronto a rimbalzo e ha trovato risorse importanti anche dalla panchina, in particolare con Landry Shamet, autore di 15 punti con 5/6 al tiro.
L’assenza di OG Anunoby, fermo per un problema al tendine del ginocchio, non ha tolto solidità ai Knicks. Mikal Bridges ha chiuso con 23 punti, mentre Josh Hart e Karl-Anthony Towns hanno dato equilibrio a una squadra che ha controllato area, seconde opportunità e gestione dei possessi decisivi. Per Philadelphia non è bastato il rientro di Joel Embiid, limitato a 18 punti, 6 rimbalzi e 5 assist. Kelly Oubre Jr. ha segnato 22 punti, Tyrese Maxey 17, ma i Sixers non sono riusciti a dare continuità alla buona partenza. Il dato simbolico resta quello di Paul George: 15 punti nel primo quarto, poi 0/9 dal campo nel resto della gara.
A Ovest, invece, la serie tra San Antonio e Minnesota ha preso una direzione diversa grazie a un’altra prova da star assoluta di Victor Wembanyama. Gli Spurs hanno vinto 115-108 a Minneapolis e si sono portati avanti 2-1, riprendendosi il vantaggio del campo dopo la sconfitta interna in gara 1.
Wembanyama ha chiuso con 39 punti, 15 rimbalzi e 5 stoppate, tirando 13/18 dal campo e segnando 16 punti nel quarto periodo. Una prestazione che lo inserisce in una ristrettissima lista storica: prima di lui solo Kareem Abdul-Jabbar, Hakeem Olajuwon e Shaquille O’Neal avevano prodotto almeno 35 punti, 15 rimbalzi e 5 stoppate in una partita playoff. Il dato assume ancora più peso considerando che il francese è soltanto all’inizio della propria storia nella postseason.
San Antonio ha iniziato fortissimo, volando sul 18-3, ma Minnesota ha avuto il merito di rientrare. Anthony Edwards, al rientro in quintetto, ha risposto con 32 punti, 14 rimbalzi e 6 assist, riportando i Timberwolves dentro la partita dopo una partenza da 0/12 al tiro. Naz Reid ha aggiunto 18 punti e 9 rimbalzi, mentre Jaden McDaniels ha contribuito con 17 punti. Il problema, per Minnesota, è stato trovare soluzioni continue vicino al ferro: la presenza di Wembanyama ha condizionato attacchi, scelte e percentuali.
Gli Spurs hanno trovato contributi importanti anche da Stephon Castle, 13 punti e 12 assist, e da De’Aaron Fox, autore di 17 punti. Ma nei momenti decisivi la differenza l’ha fatta ancora Wembanyama. Anche gravato di cinque falli a metà quarto periodo, il lungo francese è rimasto in campo e ha chiuso la partita con maturità, segnando il canestro pesante dall’arco e controllando i rimbalzi finali.
La giornata dei playoff consegna quindi due messaggi chiari. A Est, i Knicks sono a una vittoria dal ritorno in finale di Conference. A Ovest, San Antonio ha trovato in Wembanyama non solo il talento generazionale annunciato, ma già un giocatore capace di spostare una serie playoff con una naturalezza rara.
