Il Minnesota sogna, Golden State trema. I Timberwolves mettono la freccia nella serie di semifinale della Western Conference e con un’altra prestazione dominante superano i Warriors per 117-110 sul parquet del Chase Center, portandosi avanti 3-1 nella serie. Il palcoscenico ora si sposta a Minneapolis, dove mercoledì notte avranno l’occasione di chiudere i giochi e tornare a una finale di Conference che manca dal 2004.
A guidare ancora una volta i Timberwolves è stato Anthony Edwards, che conferma il suo momento di forma con un’altra prova da trascinatore: 30 punti, secondo trentello consecutivo, condito da momenti iconici come la tripla da 30 piedi sulla sirena di metà gara. Al suo fianco brilla anche Julius Randle, top scorer con 31 punti e una leadership silenziosa ma efficace, decisiva nei momenti chiave.
È nel terzo quarto che Minnesota cambia marcia: un parziale micidiale di 17-0, con Edwards protagonista assoluto, spacca la partita e manda i Wolves a +19 (85-68), vantaggio che sarà amministrato fino alla sirena finale. Ancora una volta, è la difesa di coach Chris Finch a fare la differenza, capace di spegnere le fiammate da tre punti dei Warriors (solo 8 su 27 da oltre l’arco) e di chiudere gli spazi a una squadra in evidente difficoltà offensiva.
Golden State prova a reagire con le individualità, ma senza Stephen Curry, fermo per il terzo match consecutivo a causa del problema al bicipite femorale sinistro, manca una guida. Jonathan Kuminga è l’ultimo ad arrendersi, con 23 punti dalla panchina e 11 su 12 ai liberi, dopo i 30 di gara-3. Ma non basta. Jimmy Butler, Draymond Green e Buddy Hield combinano appena 41 punti in tre. Coach Kerr, costretto a fare esperimenti, conferma Kuminga in uscita e schiera Trayce Jackson-Davis titolare per sfruttarne la fisicità, ma le soluzioni non producono l’effetto sperato.
Da segnalare un momento di tensione nel secondo quarto, quando Buddy Hield cade dopo un contatto con Jaden McDaniels, che gli afferra la maglia all’altezza del collo. L’azione viene rivista ma gli arbitri decidono per un semplice fallo comune, tra i fischi del pubblico di casa.
Ora tutto dipende da Gara-5. I Timberwolves vogliono chiudere il conto davanti ai propri tifosi. I Warriors, invece, si aggrappano a una speranza: il rientro del loro numero 30. Ma per come stanno andando le cose, potrebbe non bastare.

