
Il secondo turno dei playoff NBA è entrato nel vivo e il tabellone comincia a delineare un quadro più selettivo. Le serie rimaste in corsa mettono insieme gerarchie consolidate, sorprese e incroci tecnici molto diversi tra loro. A Ovest i Thunder, testa di serie numero 1, affrontano i Lakers in una semifinale di conference dal peso evidente: Oklahoma City arriva dal 4-0 sui Suns, Los Angeles dal 4-2 contro i Rockets. La serie è ancora sullo 0-0 e rappresenta uno dei test più interessanti per capire se la profondità e il ritmo dei Thunder possano reggere contro l’esperienza dei Lakers.
Nell’altra semifinale dell’Ovest, invece, Minnesota ha già piazzato il primo colpo. I Timberwolves, dopo aver eliminato Denver in sei partite, hanno vinto gara-1 sul campo degli Spurs per 104-102. San Antonio era arrivata al secondo turno dopo il 4-1 contro Portland, ma l’impatto con una squadra fisica e già rodata dalla serie precedente ha prodotto subito una partita tirata, risolta soltanto sull’ultimo possesso.
A Est, i Pistons hanno chiuso il primo turno superando Orlando in sette partite e ora trovano i Cavaliers, usciti a loro volta da una serie lunga contro Toronto. Anche qui il confronto è sullo 0-0, con Detroit chiamata a confermare il primo posto di conference contro una Cleveland che ha già dimostrato di saper sopravvivere a una serie complicata. L’altra semifinale orientale ha invece visto i Knicks partire avanti: New York, dopo il 4-2 su Atlanta, conduce 1-0 contro i 76ers, capaci di eliminare i Celtics in sette partite.
La partita più significativa dell’avvio del turno è però quella tra Spurs e Timberwolves. Minnesota ha vinto nonostante una prestazione difensiva fuori scala di Victor Wembanyama, autore di una tripla doppia da 11 punti, 15 rimbalzi e soprattutto 12 stoppate. Un dato storico: da quando la NBA registra ufficialmente le stoppate, nessuno ne aveva mai messe a referto così tante in una partita di playoff. Il francese ha condizionato ogni attacco al ferro dei Timberwolves, trasformando l’area in una zona quasi proibita.
Eppure San Antonio non è riuscita a capitalizzare questo dominio difensivo. Il limite principale è arrivato dall’altra metà campo, dove Wembanyama ha forzato troppo dal perimetro: otto triple tentate, nessuna a bersaglio. Una scelta che ha spesso tolto pressione alla difesa di Minnesota, più disposta ad accettare quei tiri rispetto a ricevere il francese in posizione profonda.
Per i Timberwolves è pesato molto il rientro di Anthony Edwards. Non era al meglio, dopo la contusione ossea e l’iperestensione al ginocchio sinistro rimediate nella serie contro Denver, ma la sua presenza ha ridato equilibrio e fiducia alla squadra. Ha chiuso con 18 punti in 25 minuti partendo dalla panchina, senza la solita esplosività, ma con un impatto sufficiente per tenere San Antonio sempre impegnata anche sul piano emotivo e tattico.
La partita ha detto soprattutto che la serie sarà durissima. Entrambe le squadre difendono forte, accettano il contatto e costringono gli avversari a giocare possessi sporchi. I problemi di falli hanno già inciso: Castle è uscito per sei falli, mentre Randle e McDaniels hanno chiuso con cinque. Anche la gestione dei liberi può diventare un tema, visto il 12/21 di Minnesota dalla lunetta.
Il finale ha lasciato spazio anche a qualche rimpianto. Entrambi gli allenatori hanno scelto di non chiamare timeout negli ultimi possessi. Minnesota ha rischiato dopo una rimessa intercettata da Vassell, trasformata da Harper nel canestro del -2. San Antonio, sull’ultima azione, ha lasciato correre dopo l’errore di Randle: Champagnie ha preso una tripla per vincerla, ma il tiro non è entrato. Gli Spurs non avevano necessariamente bisogno di un tiro da tre, e questo sarà uno degli aspetti da valutare in vista di gara-2.
Il primo messaggio della serie, comunque, è chiaro: Wembanyama può cambiare da solo la geometria difensiva di una partita, ma Minnesota ha già dimostrato di poter vincere anche dentro una serata estrema del francese. Per gli Spurs la correzione più urgente riguarda l’attacco. Per i Timberwolves, invece, il compito sarà trovare soluzioni più intelligenti vicino al ferro senza rinunciare ad aggredire il pitturato. Gara-1 ha dato solo il primo vantaggio a Minnesota, ma ha già fissato il tono della serie.
