CiclismoPogačar sempre più cannibale. Al Romandia 4 tappe e la generale

Pogačar sempre più cannibale. Al Romandia 4 tappe e la generale

Pogačar
Pogačar vince anche l’ultima tappa del Romandia (foto @TourDeRomandie/KEYSTONE-ATS)

Se qualcuno cercava ancora una dimostrazione che Tadej Pogačar possa essere paragonato, a ragione e senza fare torto a nessuno, a un grande del passato, il Tour de Romandie 2026 ha dato una risposta piuttosto netta. L’unico confronto davvero sostenibile è quello con Eddy Merckx. Non perché i numeri siano ancora sovrapponibili in valore assoluto, ma perché il modo di correre, la fame, l’assenza di calcolo e la capacità di vincere su ogni terreno appartengono a una categoria che il ciclismo moderno aveva quasi dimenticato.

Il Romandia, sei giorni di corsa tra prologo e cinque tappe, è diventato l’ennesima dimostrazione di forza dello sloveno. Pogačar ha vinto quattro tappe su cinque in linea, oltre alla classifica finale, lasciando agli avversari le briciole. Ha vinto allo sprint ristretto; ha vinto quando il terreno ha cominciato a salire; ha vinto nella tappa regina e ha chiuso il conto anche nell’arrivo conclusivo di Leysin. Non ha corso per amministrare ed è questa, più ancora del margine in classifica, la cifra del suo dominio. Il Piccolo Principe si sente forte, così forte da sprintare anche per il classico prosciutto, senza chiedersi troppo chi abbia accanto e chi possa tornargli utile un domani. Nel finale di Leysin, a farne le spese è stato Florian Lipowitz, corridore della Red Bull-Bora-Hansgrohe e potenziale uomo importante in prospettiva Tour de France, anche per gli equilibri attorno a Primož Roglič. Ma Pogačar, con questa condizione, non sembra avere bisogno di favori. Vola, affronta il futuro a muso duro e lo fa con il sorriso sulle labbra.

Il dato stagionale dice molto. Al 3 maggio 2026, secondo ProCyclingStats, Pogačar ha raccolto 9 vittorie in 11 giorni di corsa: Strade Bianche, Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Liegi-Bastogne-Liegi, quattro tappe al Tour de Romandie e la classifica generale della corsa svizzera. In mezzo c’è anche il secondo posto alla Parigi-Roubaix, risultato che conferma la sua capacità di essere competitivo persino nel territorio che, fino a poco tempo fa, sembrava il meno naturale per lui.

La primavera 2026, da sola, basterebbe a spiegare perché il paragone con Merckx venga evocato sempre più spesso. Tadei ha già vinto tre Monumento in stagione, Milano-Sanremo, Fiandre e Liegi, e ha portato a 13 il conto complessivo nelle cinque grandi classiche. Sale a 117 vittorie da professionista, 20 classifiche generali, 33 corse di un giorno e 8 cronometro vinte. Il totale resta lontanissimo dalla dimensione assoluta di Merckx, ma il punto non è la somma aritmetica.

Il Romandia ha rafforzato questa immagine. La corsa si è chiusa a Leysin, dopo 178,2 chilometri da Lucens e un finale in salita. L’ultima ascesa, lunga circa 14 chilometri con pendenze medie attorno al 6%, era l’ultimo terreno possibile per provare a scalfire la maglia gialla. Lipowitz, secondo in classifica e unico corridore ancora relativamente vicino, ha provato ad attaccare a poco più di tre chilometri dalla vetta. Pogačar ha risposto senza scomporsi, al punto che in molti hanno notato anche il gesto quasi irriverente dello sloveno, intento a toccarsi il naso mentre chiudeva la prima accelerazione del tedesco.

La Red Bull-Bora-Hansgrohe ha cercato di muovere la corsa anche con Primož Roglič, rientrato nel finale con un ultimo tentativo di inserirsi nella lotta per la tappa. Ma quando Lipowitz ha lanciato lo sprint lungo, Pogačar è uscito ancora una volta con la naturalezza del più forte. Ha vinto la tappa con tre secondi sul tedesco, mentre Roglič ha chiuso terzo. La classifica generale finale lo ha premiato con 42 secondi su Lipowitz e 2’44” su Lenny Martinez, terzo.

Il Tour de Romandie 2026 non è stato il successo più prestigioso della sua carriera, ma può diventare uno dei più simbolici. Perché ha raccontato un corridore che non sceglie quasi mai la via minima, che non si accontenta di controllare, che corre come se ogni traguardo avesse lo stesso valore. E’ proprio qui che il paragone con il Cannibale comincia a diventare la chiave di lettura.

Sport24h su Telegram
Entra nel canale ufficiale
Notizie essenziali, risultati in tempo reale e analisi selezionate. Niente spam. Solo sport.
Iscriviti al canale

LEGGI ANCHE

Redazione
Redazione
Il team editoriale di Sport24h è composto da giornalisti e analisti sportivi impegnati nella selezione e verifica quotidiana delle notizie. Questo profilo gestisce i flussi informativi provenienti da agenzie, comunicati ufficiali e uffici stampa, garantendo un’informazione accurata e aderente ai fatti. Ogni contenuto è supervisionato dalla nostra direzione per assicurare il rispetto degli standard editoriali della testata.

Calendario sportivo 2026

Ultimi articoli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui