CiclismoPogacar, sempre più dominante, cala il poker a Le Markstein

Pogacar, sempre più dominante, cala il poker a Le Markstein

Pogacar taglia il traguardo di Le Markstein Fellering (@LeTour/X)

Tadej Pogacar cala il poker nella quattordicesima tappa del Tour de France, la Mulhouse-Le Markstein Fellering di 155,3 km. Lo sloveno attacca sul Col du Haag quando mancano alla vetta due chilometri e scende, come le altre volte, il buio nel resto del gruppo. Del Toro, apparso in difficoltà sulle prime rampe della salita finale, ritrova il colpo di pedale si prende la seconda posizione.

In molti, sul Col du Haag affrontato per la prima volta dalla Grande Boucle, si aspettavano un attacco ancora prima, magari nelle prime rampe, tutte con pendenza in doppia cifra. Invece Tadej ha tentennato: si guardava dietro, cercava con lo sguardo Del Toro. Anche in questa occasione, come per l’ultimo successo di Pogi sul Massiccio Centrale, la UAE era già improvvisamente scomparsa e il peso della corsa, nel tentativo di raggiungere i fuggitivi, era tornato sulle spalle dei big.

Perché non è scattato subito lo sloveno? Le risposte possono essere diverse, magari tutte quante insieme. La continua ricerca del compagno lasciava pensare che uno scatto precoce avrebbe potuto mettere in crisi il messicano, come accaduto a Le Lioran. Forse quella sera, dopo il terzo successo qualcuno in squadra gli avrà anche detto: “Che bisogno c’era di scattare e farci perdere la maglia bianca?”.

Il secondo motivo potrebbe essere legato all’inutilità di stravincere anche in questa frazione: con oltre 4′ di vantaggio sprecare ancora energie per lasciare gli altri a distanze abissali non avrebbe avuto alcun senso. Inoltre domani si torna a salire e poi, da martedì, arrivano le Alpi.

Crediamo, anche, che a far tentennare lo sloveno, siano stati anche i buu del pubblico in occasione della terza vittoria. Perché puoi anche dar dimostrazione di spacconeria, ma Pogi è un ragazzo che ama essere amato e deludere il pubblico, o metterselo contro, non rientra nel suo orizzonte agonistico. Visto che la Decathlon e Seixas avevano chiaramente fatto intendere che avrebbero voluto prendersi la tappa, forse Taddeo ha pensato di lasciar fare e controllare.

Ma allora perché poi è scattato? E’ difficile cambiare il proprio dna e resistere alla tentazione. E poi quando tutti i secondi erano usciti di scena e Vingegaard si era messo a fare l’andatura, la cosa poteva diventare pericolosa, incontrollabile. Meglio chiarire, ancora una volta, le cose. Infine c’è anche una motivazione psicologica. In questa opera di rimozione delle due sconfitte subite al Tour nel 2022 e nel 2023, Pogi aveva cerchiato anche questo arrivo. Tre anni fa aveva vinto in un contesto opposto, come gentile concessione del danese, dominatore di quella edizione. Così, con la quarta vittoria di tappa in questa edizione, può dirsi di aver cancellato anche quella mortificazione che nel ciclismo, e per un campione, è peggiore di una sconfitta.

Con la venticinquesima vittoria in carriera al Tour raggiunge André Leducq al quarto posto della classifica all time. Davanti a lui restano solo Mark Cavendish con 35 successi, Eddy Merckx con 34 e Bernard Hinault con 28 che potrebbe essere ripreso già in questa edizione. Facendo incazzare ancora di più i francesi.

La tappa si apre con il controllo di Alpecin-Premier Tech in vista del traguardo volante di Wattwiller, utile a Jasper Philipsen. Sul Grand Ballon si forma la fuga, una trentina di corridori tra cui Ben Healy, Richard Carapaz, Tom Pidcock e Matteo Jorgenson. Valentin Paret-Peintre conquista tre gran premi della montagna consecutivi e prende la testa della classifica scalatori.

Sul Col du Haag, ultima ascesa prima del traguardo, Carapaz e Anders Johannessen provano l’attacco. Vingegaard li riprende a 2,5 km dal vertice. Poco dopo, con la pendenza al 16%, Pogacar affonda il colpo. Nessuno risponde. Seixas rientra sul gruppo dei favoriti al passaggio del Col du Haag, Del Toro lo fa nel falsopiano finale. Pogacar taglia il traguardo da solo. Del Toro si prende il secondo posto, per la terza doppietta UAE. Seixas toglie la maglia bianca ad Ayuso. Evenepoel, nell’eterna lotta casalinga contro Lipowitz, allunga di una manciata di secondi sul compagno di squadra, lasciando fare i big in salita e recuperando in piano.

Classifica generale dopo la 14^ tappa

  1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) –
  2. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) +4’30”
  3. Remco Evenepoel (Red Bull – Bora – Hansgrohe) +5’04”
  4. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) +5’19”
  5. Juan Ayuso (Lidl-Trek) +5’22”
  6. Florian Lipowitz (Red Bull – Bora – Hansgrohe) +5’44”
  7. Isaac del Toro (UAE Team Emirates XRG) +5’50”
  8. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) +7’35”
  9. Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team) +7’59”
  10. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) +8’25”

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Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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