Tadej Pogacar non è stanco e rilancia. A chi pensava che le fatiche di questa primavera per lui cominciata presto, con le Strade Bianche, avessero fiaccato il morale e la voglia di correre dello sloveno, il Piccolo Principe risponde attraverso le parole del team manager UAE Mauro Gianetti che in un podcast della Radio Télévision Belge di lingua francofona ha dichiarato: “La Freccia Vallona serve a Tadej per preparare la Liegi-Bastogne-Liegi”. Un’affermazione che ha il valore di una dichiarazione di intenti ben precisa. Non correrà per onore di firma. Al termine dell’Amstel Tadej aveva lasciato capire di essere stanco con un sibillino: “finiamo questa settimana come da programma e poi facciamo il punto”. Ma il campione sloveno non è tipo che partecipa per onore di firma.
Il secondo posto alla Amstel Gold Race, dopo quello alla Roubaix e il piazzamento alla Sanremo rappresentano un precedente raro per Pogi che però non si tira indietro e da leader qual è accetta la sfida. In una intervista su cyclingnews afferma che si è veramente divertito fino ad oggi con le classiche di primavera. Sa bene che la Doyenne è la corsa che forse più delle altre gare del nord si adatta di più alle sue caratteristiche e non ha intenzione di lasciarla andare. Si tratterebbe della nona Monumento, la terza Liegi.
La cosa interessante del podcast di Gianetti, però, riguarda la tattica che potrebbe usare Pogacar nella Freccia Vallone: “Non è detto che debba fare un attacco da lontano…”. Il muro di Huy, con le sue pendenze estreme, è sicuramente il terreno dove un Pogacar in grande forma non teme rivali. Ma il problema, per un Team UAE che ha confermato la formazione della Liegi-Bastogne-Legi (Felix Großschartner, Vegard Stake Laengen, Brandon McNulty, Domen Novak, Pavel Sivakov e Florian Vermeersch) è proprio questo: in che condizioni è Pogacar?

