
Ieri si favoleggiava sui social riguardo l’ascesa di Pogacar all’Hautacam, la seconda più veloce di sempre dietro il reietto (ma un giorno forse dovremmo provare a leggere quegli eventi con una logica meno farisea) Riis. Siccome il terzo scalatore più veloce fu un certo Indurain, qualcuno sui social (che sono il luogo in cui tutti vomitano quello che gli passa per la testa) ha scritto: ‘E’ evidente che la salita non è per scalatori..”. Non tanto un giudizio tecnico, ma una valutazione sulle capacità del Piccolo Principe di andare in salita.
Oggi, nella cronoscalata con arrivo a Peyraguedes Pogacar si è presa la quarta tappa di questa edizione del Tour de France. Che equivale anche alla 21^ nella corsa francese diventando il più giovane corridore della storia a raggiungere questo numero di vittorie. Vingegaard ha contenuto i distacchi, tagliando il traguardo al secondo posto, Roglic terzo. Affonda Evenepoel. Altro che ‘non è per scalatori…”!
Pogi ha domato la scalata (10,9 chilometri per 650 metri di dislivello, 8 km di salita con pendenza media del 7,9% e massima del 16%) con il tempo di 23’00”. La prestazione del campione sloveno non è stata mai messa in discussione. al secondo intermedio aveva già accumulato 23″ su Vingegaard e 52 su Roglic.
Crolla il campione del mondo e olimpico a cronometro. Su un terreno che non è il suo (la salita), sul quale ha più volte dimostrato di non tenere il ritmo dei migliori, Remco Evenepoel ha rimediato 2’39” di distacco, subendo anche l’onta di essere superato da Jonas Vingegaard prima dell’arrivo. Cosa che non gli era mai capitato in carriere nelle crono e che sicuramente destabilizzerà ancora di più un ragazzo che ha un pessimo carattere, ancora peggiore quando perde. Il belga adesso deve rivedere la propria strategia a questo Tour. Impossibile per lui lottare per la classifica finale, deve piuttosto guardarsi dall’emergente Lipowitz che dopo due tappe di montagna gli è ormai a ridosso nella classifica dei giovani. Con tutte le montagne ancora da affrontare, a cominciare da domani, abbiamo la sensazione che il belga dovrà lottare più del previsto se vorrà confermarsi in maglia bianca a Parigi. Forse per lui sarebbe meglio risparmiare energie e provare a puntare ad un successo di tappa, come un qualsiasi corridore del gruppo. Sempre che il suo orgoglio ferito non lo penalizzi al punto da farlo desistere addirittura dal continuare.
Il gruppo rimarrà nei Pirenei per affrontare una sfida molto diversa sabato, con quattro salite importanti verso Luchon-Superbagnères.
I numeri di Pogacar
Già vincitore nel 2022 sulla montagna delle stazioni sciistiche, il tre volte vincitore del Tour de France ha eguagliato il suo record alla (Super) Planche des Belles Filles, dove ha vinto anche una crono (2020) e una tappa in linea (2022). Pogacar porta il suo bottino a 21 vittorie di tappa al Tour, di cui 9 conquistate nei Pirenei. Sono 103 le vittorie totali in carriera. Ha inoltre dominato le ultime sei salite di categoria 1 o HC. Per quanto riguarda la classifica generale, si aggiudica la sua 46ª maglia gialla e aumenta il suo vantaggio su Vingegaard a 4’07’’, mentre Remco Evenepoel ora è distanziato di 7’24’’.
