Al Giro del Delfinato Tadej Pogacar avvicinato l’appuntamento con la 100° vittoria in carriera. Si è fermato a 99 successi, lasciandosi la tripla cifra per il Tour de France, al quale partecipa da indiscusso favorito, alla ricerca del quarto successo personale. Quella di ieri, inoltre, è l’undicesima vittoria stagionale su 22 giorni di gare. Una media, quella del 50%, che ha dell’incredibile e che verosimilmente non potrà conservare dopo la corsa francese. Vincere una gara ogni due, infatti, vorrebbe dire terminare il Tour con 10 successi di tappa: qualcosa di impossibile anche per un campione del suo calibro. Ricordiamo infatti che il record di vittorie di tappa in una singola edizione del Tour, otto, appartiene in comproprietà a Charles Pélissier nel 1930 e Eddy Merckx nel 1970. Proprio il richiamo al Cannibale, che in questi giorni festeggia i suoi ottant’anni di vita (il 17 giugno, auguri!), è il più frequente parlando di Tadej Pogacar il quale, a 27 anni, si è messo nel mirino diversi record del più grande ciclista della storia.
Uno di questi, però, probabilmente non lo raggiungerà mai. Ci riferiamo ai successi complessivi da professionista, che sono 525 in totale (80 di questi su pista) in circa 1800 corse nei 13 anni di attività del corridore belga. Numeri stratosferici, irraggiungibili per chiunque, compreso per il campione sloveno anche se in questa fase storica Pogacar appare quanto mai dominante rispetto alla concorrenza.
Proviamo a fare un po’ di calcoli e cerchiamo di capire perché. Dal 2019, anno in cui Pogacar è passato professionista, ad oggi, il corridore sloveno ha accumulato circa 350 giorni di gara che comprendono sia le prove di un giorno che i grandi giri. La media di vittorie è di quasi il 30% (esattamente 28,37%). Questo vuol dire che praticamente ogni tre giorni gara, porta a casa una vittoria. Una media incredibilmente simile a quella di Merckx (29%) ma che non potrà essere sufficiente, nel ciclismo moderno, a pareggiare il conto dei successi.
Il problema riguarda i calendari. Merckx in 13 anni di carriera ha gareggiato circa 130 giorni a stagione. Pogacar, fino ad oggi, ha accumulato una media di 50 giorni di gare l’anno. Se anche corresse per i prossimi 10 anni con questa intensità, al termine della sua carriera potrebbe portare a casa altre 150 vittorie, che sommate alle attuali sarebbero 250. Un numero di successi incredibilmente alto ma lontano ancora dal record del belga.
Tutto questo conteggio, poi, non tiene conto degli avversari e, soprattutto, del fatto che la carriera di un ciclista moderno è sicuramente più logorante, e quindi breve, rispetto a quella degli anni 60/70. Difficile credere, infatti, che un corridore possa essere competitivo a certi livelli ben oltre i 35 anni.
Pur rendendo evidente l’impossibilità da parte di Pogacar di raggiungere il record di Merckx, in questi numeri vi è anche la consacrazione della grandezza dello sloveno e un elemento unico nella storia del ciclismo che accomuna i due grandi campioni: quella percentuale di vittorie che viaggia attorno al 30% e che non trova paragoni nella storia passata e presente del ciclismo.

